I vini del Trentino sbarcano a New York e l’appuntamento è al bellissimo Astor Center, una struttura che comprende una magnifica ed enorme enoteca al piano sottostante, varie sale con teatro del vino e cucina sul retro. Sono nove le aziende trentine: Concilio, Cantine Monfort, Letrari, Maso Martis, Rotaliana, Lavis, Gaierhof, Endrizzi, Cesconi. Invito per soli operatori e giornalisti e, a giudicare dal pubblico, l’invito è stato accolto e la degustazione full booked. Il tutto ben organizzato anche nei dettagli, dal ricevimento al buffet, e alla documentazione fornita a tutti gli operatori intervenuti.
Eventi Passati
Giornata istituzionale per i produttori del Trentino. Prima un incontro con l’ICE, dove si fa il punto della situazione sui metodi migliori per competere qui a New York contro l’infinita proposta di etichette provenienti da tutto il mondo. Il retail è impresa difficilissima, più praticabile resta la strada della ristorazione, soprattutto di quella che si riferisce alla cucina italiana che qui ha sempre un grande consenso e successo. Secondo appuntamento all’Enit, per presentare il patrimonio turistico e vitiviniolo del Trentino ad una folta platea di giornalisti e blogger.
Grande l’inizio con Massimo Bottura che ha saputo essere trascinante come pochi. Non tanto e non solo per quello che dice, ma per la passione e la capacità di coinvolgimento che ci mette. Dopo di lui una parata di chef celebri trascinati qui dall’amore per la mozzarella di bufala, ma anche dal grande lavoro di raccordo fatti da Barbara e Albert Sapere, bravi come sempre.
Ormai è un appuntamento fisso, un pò come le feste comandate. Siamo sempre stati presenti fin dalla prima edizione, i motivi sono molteplici, ci piace la mozzarella di bufala, ci piace questo territorio, Paestum, che è l’immagine della nostra Italia: potenzialità incredibile e risultati appena sopra la linea di galleggiamento. Poi ci sono Barbara e Albert che si sforzano, un pò come Don Chisciotte, di cambiare lo stato delle cose, per questo gli vogliamo bene. Serata d’avvio nell’azienda San Salvatore di Peppino Pagano, un altro che crede (e investe) nei sogni, per questo stimiamo anche Lui.
I prodotti tipici dei Parchi nazionali si ritrovano a L’Aquila, una location emblematica, un’iniziativa che ci sembra opportuna per riportare attenzione alla difficile situazione dei nostri Parchi, in equilibrio precario tra necessità di proteggere e salvaguardare, ma anche quella di sostenersi economicamente. E l’Aquila è sicuramente la sede più indicata per un tale dibattito.
Quando si parla di champagne la Francia mette a disposizione la sua ambasciata (uno dei palazzi più belli del mondo, Palazzo Farnese), l’ambasciatore in persona e non lesina sui contenuti (cerimoniale, coccarde, riconoscimenti e ovviamente tanto champagne). Un esempio da seguire se vogliamo anche noi non solo esportare in quantità, ma anche migliorare l’immagine e aumentare il livello dei vini venduti. In abito lungo e cravatta nera, sono state decantate le virtù del vino più amato forse al mondo e consegnati gli attestati ad un numero di estimatori, tra i quali Lorenza e il sottoscritto (al suo secondo attestato). E poi gran vino all’aperitivo e soprattutto durante la cena con impeccabili Roederer e Billecart Salmon, e soprattutto un elegante jeroboam di Deutz.
Avendo Lorenza casa in Maremma è ovvio dire che siamo affezionati a questo territorio, e non perdiamo l’occasione di frequentarlo. Eccoci quindi alla cena di gala all’Hotel Tombolo, un bell’albergo con posizione unica sulla spiaggia. Cena tutto sommato un pò modesta, ma i vini di Bolgheri compensano alla grande. Bis a pranzo con i vini nell’Osteria di San Guido che per noi è sempre un’emozione. Il cibo tutto sommato è corretto, l’ambiente semplice ma in perfetto stile, e la location trasmette un’emozione profonda.
Carlo Cracco è nato a Vicenza 48 anni fa e non si è mai dimenticato le sue origini, da qui l’idea di questa serata dedicata ad un grande prodotto: l’asparago bianco di Bassano. Idea ripresa e sostenuta da Roberto Astuni, ristoratore in città pieno di energia e di voglia di far sistema, che guida anche la Confraternita dei Ristoratori locali, instancabile nel proporre e organizzare iniziative che convoglino l’interesse del mondo esterno a questo paese che è un piccolo gioiello. Riccardo Antoniolo, giovane e valente pasticciere e ristoratore, ha messo a disposizione la sua ampia location: l’800, una bella villa alla prima periferia dotata di ampia cucina e parcheggio. E non solo, con dedizione, (come sempre perchè lo conosciamo da tempo), ha fatto da tramite, ha tenuto i collegamenti ed è stato il punto di riferimento in cucina, insomma bravissimo come al solito. Carlo Cracco non è venuto, ma ha mandato chi abitualmente cucina, il suo braccio destro e quello sinistro: Matteo Baronetto e Diego Giglio. Con simili ingredienti la serata non poteva non aver successo, e così è stato. Inizio e fine folgoranti con l’asparago” sublime” inventato per l’occasione e i distillati di Gianni Capovilla, il folle genio di Bassano. Sono esperienze importanti e bei ricordi non solo per chi si siede al tavolo, ma anche per chi ha lavorato dietro le quinte: il confronto nell’eccellenza, può solo far crescere il territorio.
Non è la prima volta che dall’Emilia Romagna arriva un forte segnale, ancora di più dopo il terremoto che ha maggiormente unito tra loro in modo trasversale produttori e persone. E’ nata così Chef to Chef un associazione di cuochi, sono tanti, alcuni molto famosi, altri meno, ma tutti accomunati dal senso di aprtecipazione e difare sistema. Lunedì scorso si sono riuniti da MassimO Spigaroli nella bella Antica Corte Pallavicina ed è stata una grande festa.
