Parla il Ministero, parlano i Presidi di alcuni Istituti, tutte persone qualificate e preparate, ma rimane forte la sensazione che non si rendano conto di come il mondo sia ormai cambiato e come le nostre strutture siano rimaste molto indietro, non tanto e non solo per le attrezzature, quanto per la mentalità. La cucina italiana si diffonde nel mondo e avrebbe bisogno di centinaia di manager della ristorazione, di esperti del food e del wine capaci di andare in giro per il mondo, parlando inglese e affrontando i problemi dell’importazioni, delle assicurazioni,della logistica. Comunque è un piacere vedere questi giovani così puliti preparare un bel buffet, anche fatto di cose buone, ma nel 2014 sono ancora a darci affettati, primi, dessert e nessuno gli ha detto che un menù sano ed equilibrato deve contemplare anche le verdure, le insalate, la frutta.
Eventi Passati
Appuntamento ormai obbligato, ma non per questo meno piacevole. C’erano quasi tutti i protagonisti del mondo della ristorazione alla Leopolda per la presentazione della nuova edizione della Guida dell’Espresso a dimostrare che poi alla fine qualcosa contano sempre (le guide stampate). tanti saluti ma anche tanti assaggi degli ottimi vini presentati nella grande degustazione aperta alla fine delle premiazioni. Tra i vini vince il trebbiano di Valentini, tra i ristoranti vincono in tanti, ma è Bottura (assente giustificato) quello che svetta da solo.
Prima Capri, poi Cortina, Orvieto, Todi in arrivo e altri all’orizzonte: L’Altro Vissani diventa sempre più un serial che rivedremo infatti anche alla tv e nell’editoria. Gianfranco Vissani è un pò come Marchesi, i due grandi chef sono diversi in tutto, ma non nello spirito e voglia di fare. Sempre pronti ad impegnarsi in qualche nuovo progetto, sempre pronti a prendere la valigia e andare in giro a metterci la faccia. Aldilà dei giudizi (e il nostro è largamente positivo per entrambi), costituiscono un bell’esempio per i tanti giovani che intraprendono questa strada. La fortuna premia anche gli audaci….. che giornata di sole quella di ieri a CasaVissani! la migliore di tutta l’estate e i tanti ospiti si sono così goduti il bel parco che racchiude il famoso ristorante.
Doveva durare fino al tramonto, e siamo arrivati a metà pomeriggio di rientro su Roma sperando e pensando di assaggiare qualcosa…..tutto sold out!!! Ed era finito tutto, ci hanno detto, praticamente già alle 14. Fiorano è stata presa d’assalto, complice anche una delle giornate più belle di quest’ estate, segno anche che l’iniziativa era centrata come messaggio e target: le famiglie hanno bisogno di avere delle alternative e la solidarietà è sempre sentita. Complimenti quindi agli organizzatori, in testa Alessia e Cristina, ma anche ai tanti che ci hanno creduto. Noi (senza alcun assaggio) ci siamo comunque goduti il tramonto romano e il paicere di vedere tanta gioventù così libera ed allegra.
Le cooperative lombarde in vista dell’Expò cercano di fare sistema e lanciare un messaggio di forte presenza e impegno. Insieme costituiscono un vero patrimonio in termini sociali ed economici, e rappresentano una fetta molto importante del mondo enoagricolo italiano. A presentare l’inziaitiva è il Presidente Maurizio Ottolini, con accanto l’assessore regionale all’agricoltura Giovanni Fava. Molti i realtori, tra i quali il sottoscritto e molto interessanti tutti gli interventi tra i quali quelli fortemente rivolti all’importanza dell’export di Piero Gattoni vicepresidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano e di Cesare Baldrighi del Consorzio del Grana Padano. Si chiude come è giusto con il gusto, e cioè con il buffet dei prodotti all’Aquila Nigra chiuso con gli ottimi ravioli di faraona e il dolce al mascarpone. Sono previsti altri appuntamenti per approfondire le varie filiere.
L’alta ristorazione a volte trascura i bambini (e i cani), e in un certo senso le famiglie. Ma non tutti e così un gruppo di amici, chi più chi meno del settore, hanno deciso di aprire l’azienda biologica di Fiorano, una grande e storica azienda agricola romana, alle famiglie soprattutto se al completo con cani bimbi e nonne a seguito (quest’ultime dopo l’abbraccio di Florenzi godono di grande popolarità, ma dobbiamo dire che i nostri chef le hanno sempre ricordate e venerate). Così domenica prossima ci sarà una bella festa da vivere in allegria dove non mancheranno iniziative per coinvolgere tutti su come vivere la natura e goderne a tavola i frutti in modo sano e civile. Tra gli ideatori Alessia Antinori (la famiglia è proprietaria dell’azienda) e Cristina e Fabio Spada, tutti con bambini piccoli al seguito, ma tante altre saranno le sorprese. Non ultimo il fine di beneficenza e infatti il gruppo con la sua azione e i proventi aiuterà l’Ospedale del Bambin Gesù nella sua lotta all’epilessia, che colpisce fin dalla tenera età. Ieri si è presentata la bella iniziativa in un posto che non poteva essere che altrettanto bello: lo studio di Giacomo Guidi affacciato sull’Orto Botanico.
Grande clamore pubblicitario e ovviamente grande folla per questa nuova edizione di Taste of Rome che ha sicuramente il merito di avvicinare al grande pubblico gli chef di più prestigio della Capitale. C’è anche una scuola di cucina, l’enoteca per vini anche importanti, mentre alcuni espositori sembrano lì solo per vendere e fare cassetta, motivo encomiabile certo, ma che stride con la sbandierata qualità dei contenuti.
Bisogna ormai saper convivere con il meteo inclemente. Anche a Trani piove proprio all’inaugurazione dell’evento, il Festival Internazionale che dedica al food una larga presenza. Si parte con la “Via del Pane” e con tanti cuochi che propongono la loro versione in piazza della Quercia a Trani. Ma piove, c’è il rischio del rinvio, poi, anche se con un paio di ore di ritardo, alla fine tutto si aggiusta, parte la serata, c’è tanta allegria sostenuta dalle tante proposte allettanti dei bravi protagonisti. Anche noi abbiamo sofferto il meteo e l’evento di Vieste per rispetto ai morti della recente alluvione, è stato rinviato alla prossima primavera. Insomma l’estate incominciata male, è purtroppo finita peggio, ma le stagioni girano e con ottimismo guardiamo al futuro.
Le “cene stellari” si avviano al termine, e dopo tanti illustri nomi ecco arrivare Alessandro Gilmozzi, forse meno noto di Uliassi e Cerea (tanto per fare due nomi) ma molto bravo e con una cucina di grande interesse e diversa da quello che si vede abitualmente in giro. Porta dalle Alpi il profumo dei boschi e il sapore delle erbe di montagna, e sorprende tutti con una serie di assagi di alto livello che terminano con un piccolo capolavoro: la finta corteccia di crumble diversi con gelato e radice amara di liquirizia caramellata. Complimenti infine a tutti i ragazzi de Les Paillottes, una squadra formidabile, in cucina come in sala, tutti giovani simpatici e anche di bella presenza che sotto la guida di Andrea La Caita dimostrano come si può conciliare la quantità dei grandi numeri con la qualità dell’efficienza e del sorriso.
I numeri erano impressionanti: una tavola lunga quasi 300 metri per accogliere 900 commensali, e applaudire i 100 ristoranti del Buon Ricordo un’associazione che festeggia per l’appunto i 50 anni. Una tavola monstre affidata alla regia di celebri chef esperti, tra i quali soprattutto per ovvi motivi pratici, quelli del territorio a cominciare da Massimo Spigaroli. L’Associazione ha indubbi meriti, è partita prima di tutti gli altri e se ancora se ne parla ed è capace di organizzare eventi come questi vuol dire che funziona. Alcuni la vorrebbero un pò più “contemporanea”, ma bisogna pure dire che oggi è forte il vento di chi vorrebbe tornare un pò indietro, o almeno non perdere certi valori acquisiti. Detto questo è stato bello ritrovarsi con tanti amici, chef e colleghi, con la dirigenza del Touring ad assaggiare i tanti prodotti che hanno animato la piazza Garibaldi e le Logge portati fin quassù da tutti i cuochi. Poi al momento di andare in tavola si è scatenato un nubifragio, ma in qualche modo sono riusciti ad andare avanti, con forza e coraggio contro la sfortuna che purtroppo ha colpito ancora una volta. Comunque alla fine ci ricorderemo questo evento anche per la vicissitudine e l’allegria che tutti sono riusciti a mantenere.
