E’ il momento più atteso della Festa a Vico, la cena dei grandi chef, e qui in effetti non mancano. Divisi in tre turni, gli aperitivi in terrazza, 7 piatti serviti ai tavoli e gran finale dolce di nuovo in terrazza. Anche se tutto è collaudato da anni, non è certo facile organizzare queste cene, ma ormai Gennaro si supera ogni anno. 7 piatti serviti in meno di due ore per 250 coperti (con un livello più che soddisfacente, anzi decisamente alto). Ma la cosa migliroe è il senso complessivo di serenità, di voglia di esservi e non di apparire. Insomma alla fine sono tutti contenti, gli chef che si sono sbattuti e non di poco, il servizio, gli sponsor e anche il pubblico pagante (ma il ricavato va tutto in beneficenza) che ad ogni edizioni sono sempre in numero maggiore.
Eventi Passati
Bella gara quella vissuta ieri a Battipaglia nella bellissima sede di Finagricola. Quattro interpretazioni del pomodoro scelte tra le tantissime ricette arrivate e preparate nella gara finale di fronte ad una giuria presieduta da Allan Bay e Francesca Romana Barberini. Il tutto organizzato da LSDM di Barbara Guerra e Albert Sapere con il contributo di Così Com’è, presente con Fabio Palo, direttore commerciale. Vince all’unaminità Alessandro Rapisarda con una elegante ricetta di cappelletti di pomodoro in brodo. Porterà questa ricetta a New York a fine giugno, nell’evento organizzato sempre da LSDM.
E’ festa a Vico, un festone a tutti gli effetti con il piccolo borgo invaso da migliaia di visitatori golosi che hanno trovato pane, pizza e tante altre prelibatezze per i loro denti. Una cinquantina di postazioni golose prese d’assalto che hanno raccolto quasi centomila euro da destinare alla beneficenza. Complimenti quindi a tutti, ai tanti che hanno contribuito per realizzare questo evento e in particolare a Gennarino Esposito vera anima della Festa. Ed è solo il primo giorno!, che si è concluso a Pizza a Metro con un lungo brindisi con i vari chef presenti.
E arriva la “Summa” del mondo della pizza. Forse era inveitabile visto il successo anche mediatico delle pizzerie che ormai fa ombra anche a quello degli chef. A scriverla sono in tanti, coordinati da Barbara Guerra, Luciano Pignataro, Albert Sapere con alle spalle il gruppo di Formamentis, quindi è Napoli il baricentro dell’operazione che comunque si vuole presentare come internazionale e in effetti ci sarà una tappa anche a New York. Migliaia le pizzerie esaminate, 500 quelle messe in fila, anche se dalla 151sima posizione in avanti sono tutte alla pari. Non mancheranno le polemiche, ma crediamo che, visto la qualità professionale di chi ci ha messo la faccia, le cose sono state fatte nel modo migliore. Poi come tutte le classifiche, ognuno avrà qualcosa da ridire. Prossimo appuntamento a Napoli il 20 luglio per scoprire le prime 50.
E’ la seconda volta che veniamo a “indovina chi viene a cena”, la serie di riunioni conviviali organizzate da Giuseppe Di Martino del pastificio dei Campi. Sono cene praticamente perfette, pochi convitati ben selezionati, si beve alla grande (solo champagne di portata in portata) si mangia solo pasta, ma che pasta! Accanto al tavolo sono i fuochi dove cucinano sempre due chef, uno fisso: Beppe Guida, gran maestro dell’arte della pasta secca (di ogni tipologia), e un’ospite che cambia sempre preso dai JRE d’Europa. Questa volta ci capita Mart Scherp, simpatico e anche bravo: le sue due ricette sono assolutamente gradevoli, hanno l’unico difetto di mettere la pasta in un angolo del piatto. A rimettere la chiesa al centro del villaggio ci pensa Beppe che sfodera per l’occasione una serie veramente notevole di ricette tutte basate sull’orto nuovo che ha appena finito di mettere a punto sopra Vico. Sono ore che scorrono veramente piacevoli, e ringraziamo dell’invito Giuseppe Di Martino, grande anfitrione.
Poco più di due settimane e poi sarà nuovamente Festa a Vico. Fervono, infatti, i preparativi per l’edizione 2017 della manifestazione ideata e curata da Gennarino Esposito, chef due stelle Michelin della Torre del Saracino, che si terrà dal 4 al giugno a Vico Equense. Anche quest’anno migliaia di turisti, curiosi ma soprattutto appassionati del mondo enogastronomico si gusteranno l’evento che vedrà protagonisti oltre 350 chef,tra cuochi emergenti e stelle della cucina italiana ed internazionale, con l’intento di finanziare cinque progetti benefici. Mi trovo a Vico Equense di passaggio per salutare il nuovo chef del Grand Hotel Angiolieri e ho raccolto già i “gossip” di prima mano che anticipano le indiscrezioni della nuova edizione della Cena di Gala di beneficenza” più amata da tutti i foodies della comunità golosa, italiana e non: quella di Festa a Vico. Si dice che la cena che svolgerà lunedì 5 giugno nella location dell’Università della Pizza – per tutti “Gigino Pizza a Metro” – per i duecento fortunati che hanno effettuato il bonifico con un importo minimo raccomandato di 250 euro sia già “sold out” da tempo, un record.
Ma chi sono gli chef che prepareranno la cena benefica più cool dell’anno? Cosa ci perdiamo? Ovviamente il direttore d’Orchestra Gennarino Esposito (e va béh, sarà immanente durante tutti gli altri giorni e poi con la sua stazza non lo perdere certo di vista!), Il Risotto alla zucca di Chicco Cerea, la “Mozzarella Costanzo” di Emanuele Scarello, il piatto a sorpresa “Stelle” di Francesco Sposito, le delizie di Giancarlo Perbellini, Corrado Assenza, Maurizio e Sandro Serva, Moreno Cedroni, la maremmana Valeria Piccini, Fabio Pisani e Alessandro Negrini de “Il Luogo di Aimo e Nadia”, un altro eccellente maremmano, Francesco Bracali, Giuseppe Mancino de “Il Piccolo Principe di Viareggio, Nino Di Costanzo del Danì Maison di Ischia, Nino Graziano da Mosca anche se sempre più italiano, Oliver Glowig dal Mercato Centrale di Roma, Salvatore Elefante de “L’Olivo” all’Hotel Capri Palace, Tomaž Kavcic del Pri Lojzetu, Dvorec Zemono in Slovenia, Valentino Marcattilii del San Domenico, mentre il dessert a buffet sarà realizzato a cura dall’Accademia Maestri Pasticceri Italiani. La vostra invidia è tanta e tale? Beh, ci sono molti altri modi per contribuire alla causa nei giorni di Festa, anzi “feste” a Vico, provare per credere! Qui il programma completo …Ci vediamo a Vico!
Mancavamo da qualche anno e ci siamo tornati con grande piacere. Che spettacolo Castel dell’Ovo! in una bella giornata, ventilata ma con il sole, è stato un vero piacere ritrovare tanti colleghi ed amici. Complimenti a Chicco De Pasquale e a Maurizio Teti di aver saputo consolidare e sviluppare così bene un progetto che abbiamo anni fa visto nascere.
Sono tante le feste della vendemmia, poche quelle della fioritura. Eppure, come ha ricordato Attilio Scienza, senza il fiore non nasce il frutto. E abbiamo appreso anche tante altre cose dal suo interessante intervento: il fiore è piccolo, nascosto, non bello, non grande, non colorato, non profumato! Questo perchè è fecondato da una piccola “mosca” che entra dal di sotto del fogliame a ricercare appunto il fiore. Misteri della natura che hanno permesso a questa “liana” (altra scoperta) nata 70 milioni di anni fa, di adattarsi come altre poche specie al mondo. Solo l’uomo la supera. Ma si è parlato soprattutto di sala per presentare il progetto IntreCCi, la scuola di alta formazione del servizio di sala che sta nascendo accanto al Museo del Vino a Castiglione. Un bel progetto portato avanti con entusiasmo notevole dalle tre sorelle Cotarella, un progetto che anche noi nel nostro piccolo stiamo seguendo con grande interesse, tramite Emergente Sala, la competizione riservata ai giovani professionisti under 30. Chiusura con il pranzo a tema erbe spontanee ben preparato da Alessandro Dal Degan (un camouflage al latticello di camomilla), un risotto di gran sapore di Caranchini (con eccesso di aglio), un agnello alle erbe arrostite (straordinario) di Iannotti, un goloso dessert di Meroi. Il tutto con i vini dell’azienda (il viognier, vermaente notevole, e il classico Montiano) e come ospite d’onore Bruno Vespa con i suoi vini,
L’educazione dei bambini passa anche attraverso un’educazione alimentare, integrata di approfondimenti sensoriali, esperienze sul campo e nell’orto, vendemmie e rispetto per l’ambiente. Ovviamente con il coinvolgimento delle famiglie e l’aiuto di esperti. A dirlo è facile, a metterlo in atto più complicato ma, conoscendo gli ideatori del progetto, 4 donne toste come le sorelle Cotarella e Catia Sulpizi, non abbiamo dubbi sul positivo esito finale. Il progetto, che ha l’appoggio della Regione Lazio, è stato presentato al Foro Italico in una splendida serata romana.
Se era vero il detto “Roma caput mundi” ai tempi dell’Antico Impero, è valido tuttora almeno per quanto riguarda il mondo enoagroalimentare. I gusti dei romani sono oggi quanto di più democratico e flessibile in termini di scelta– forse è rimasta nel loro dna dai tempi della grande Espansione delle Colonie la voglia di sperimentare ed assaggiare sapori inediti. Una delle occasioni più ghiotte per assaporare “altri cibi” si è presentata alcuni giorni or sono nell’incontro tra le eccellenze gastronomiche Bavaresi e la cucina di quattro talentuosi chef romani, ideato per ampliare i rapporti commerciali tra la rete distributiva italiana e le aziende bavaresi. La splendida location, il Grand Hotel Flora a Roma con la sua terrazza, ha fatto la sua parte. Mi sono ritrovata insieme ad un nutrito pubblico di addetti del settore, ristoratori e colleghi giornalisti alla Conferenza Stampa con Helmut Brunner, Ministro per l’Alimentazione, Agricoltura e Foreste della Baviera. Moderata da Luigi Cremona, e qui non posso aggiungere altro, altrimenti sarei di parte! Le aziende Bavaresi hanno offerto le loro specialità durante un aperitivo con panorama mozzafiato. Tra le presenti cito la storica birreria Herrnbraü, il Birrificio Schlossbrauerei Maxlrain, il Felsen Bräu, lo Schloßbrauerei Autenried, il Friedenfelser, Vion, Houdek Spezialitäten, Bergader Privatkäserei, Milchwerk Jäger, Meggle, Frischli, Bayerische Milchindustrie, Senfmanufaktur Weber, la mia senape preferita!
Per rendere completo il percorso di fusione culturale italo-bavarese Luigi Cremona ha selezionato quattro giovani chef tra i più talentuosi del mondo gastronomico romano affidando loro il compito di interpretare le eccellenze dei prodotti d’oltralpe nella cena di gala per 160 invitati. Le ricette innovative, tutte originali e molto apprezzate dagli ospiti, hanno esaltato i sapori bavaresi contaminandoli con lo stile gastronomico romano. I protagonisti erano: Marco Claroni dell’”Osteria dell’Orologio” con la sua Trota salmonata, ghiacciata di yogurth e verdure marinate al rafano; Davide Del Duca dell’”Osteria Fernanda” con i suoi Tortelli alle senapi Weber, misticanze e fonduta di Bergader Edelpilz; Roberto Campitellidell’”Osteria di Monteverde” con il suo Risotto all’estratto di piselli ed erbe aromatiche, salmerino alla brace, cremoso di asparagi bianchi e polvere di fagioli neri; Riccardo Lorenide il “Cuoco & Camicia” con il suo Filetto di manzo bavarese arrostito alle erbe con patate affumicate e formaggio di malga dell’Algovia, salsa di rape e frutti rossi, infine non è mancato uno chef bavarese a far da raccordo tra tutti: Stephan Fuß del “ Gasthaus Goldener Stern, che ha presentato il Rohrbach”, un dolce ai fiori di sambuco con composta di rabarbaro.
Sempre per mantenerci sulle verità condivise, i numerosi ospiti si sono attardati lungamente, complice anche una certa atmosfera volutamente allegra grazie anche alla presenza di musicisti tradizionali bavaresi che hanno contribuito a creare un clima gioviale nell’apprezzamento generale degli ospiti. Mi viene solo da aggiungere, senza polemiche a sfondo politico: questa è l’Europa Unita che vorrei!!!
























































