Gli Ambasciatori del Gusto hanno organizzato ieri sera un’importante serata in favore di Amatrice. 7 chef famosi si sono esibiti nei bellissimi spazi dell’Open Colonna. Noi siamo arrivati un pò tardi e quindi non abbiamo potuto vedere gran parte dei piatti preparati, ma almeno salutare i convenuti.
Eventi Passati
Bisogna dare atto al gran lavoro di Rocco Pozzulo e del suo staff per migliorare immagine e sostanza della FIC. E questo party, a bordo piscina tra i tetti di Roma, è diventato un appuntamento annuale per far vedere a tutti, Personaggi della politica, della comunicazione e delle aziende sponsor, come quest’opera sta procedendo. Si dà spazio ai giovani che sono in prima fila, eleganti e preparati, a preparare ricette moderne e contemporanee. Anzi se possiamo dire c’è forse quinoa e goji, ci pare inutile andare a scovare il pesce cobia, ma va bene così, confrontiamoci con il mondo per poi tornare a fare baccalà e ceci (che in effetti è presente), che dopo i vari confronti sarà di sicuro fatto meglio.
Grandi emozioni e grande vittoria di Martino Ruggieri. Era tra i favoriti, ma nulla era scontato. Infatti la sorpresa è forse venuta dalla bella preprazione dimostrata da Giuseppe Raciti e Roberta Zulian, due giovani chef bravi, ma con minor palmarès degli altri due concorrenti: Griffa e Ruggieri. Giuseppe e Roberta hanno infatti presentato delle belle soluzioni facendo un’ottima figura. Ma la sfida si è forse giocata (presumiamo, perchè non è stata letta la classifica finale, ma solo il vincitore), tra i primi due ad esibirsi: Paolo Griffa e Martino Ruggieri. E ha vinto il secondo, nettamente in quanto si è portato a casa anche il secondo premio, andato per l’appunto al suo commis,il bravo Curtis Mulpas. Martino Ruggieri, head chef a Parigi al Pavillon Ledoyen di Yannick Alleno, avrà il difficile compito di rappresentare l’Italia a Torino, giugno 2018, nella finale europea.
Dopo le prime due competizioni organizzate ad Acerra, il Trofeo Pulcinella sbarca a Napoli, nella bella Terrazza della Mostra d’Oltremare. E’ organizzato dall’Associazione Mani d’Oro, condotta con piglio da Attilio Albachiara, che dopo aver portato agli occhi del mondo il valore dei pizzaioli della provincia, oggi, quando ormai possiamo dire che ha vinto la sua battaglia, porta la sua gara in città. Il regolamento è aperto, due le categorie (verace napoletana e alternativa contemporanea) e ben 100 le iscrizioni da tutto il mondo. Non ci sono limiti d’età ma sono tantissimi i giovani, soprattutto della regione, ma non solo, a partecipare. Ed ecco i vincitori di questa edizione. Categoria Pizza Napoletana giuria popolare Carmine Donzetti, giuria tecnica Francesco Di Ceglie. Categoria Pizza Contemporanea giuria popolare Emanuele Paolella e giuria tecnica Gaetano Paolella.
Si presentano le Vigne di Roma, un’associazione di ben 15 tra le migliori aziende vinicole del Lazio con il nobile scopo di unire gli sforzi per valorizzare i vini del territorio spesso poco presenti anche nella Capitale. Speriamo che sia la volta buona (non è il primo tentativo del genere), e che la cosa funzioni. Per ora le buone intenzioni ci sono e sembra esserci anche l’impegno concreto e una strategia a supporto. E noi per primi siamo solidali, non solo a parole, ma anche con i fatti: l’invito ad essere presenti al Festival della Gastronomia alle Officine Farneto nella giornata conclusiva di martedì 10 ottobre. E a seguire un giro per Taste, tra assaggi buoni e saluti.
E chiude alla grande il Food Festival in barca Gianfranco Pascucci, il noto e bravo chef del Porticciolo di Fiumicino, che con noi ha ideato e insieme realizzato l’evento. Ottimi i suoi assaggi di fronte ad una platea di ospiti illustri che hanno ben gradito l’insolito ambiente della cena. Si conclude così un festival che è stata anche una vera occasione per tutti di scoprire un Tevere che non te l’aspetti, per vivere dei momenti diversi, per godersi il piacere di unire e mescolare vini e film, che hanno tra l’altro anche unito persone di differenti gusti cultura e interessi, e che alla fine si sono interessate e divertite in questo insolito evento. Grazie infine a Esterino Montino, sindaco di Fiumicino e al suo staff: hanno fortemente voluto l’evento e nonostante i tempi brevissimi, ci hanno aiutato a realizzarlo.
Ultimo giro del barcone aperitivi con un pienone di ospiti ad applaudire il vincitore dei cortometraggi proiettati in questi giorni e Simone Curti il valente chef del Molo 17 di Ostia (lì dove un tempo era il Tino). Tre assaggi di mare particolarmente in linea con il tema del viaggio e ben graditi dai tanti passeggeri che hanno a lungo festeggiato lo chef e il pasticciere Arcangelo Patrizi.
Seconda cena, sabato sera, sulla barca in abbinamento al Film Festival che si svolge nel pomeriggio a Parco Leonardo. Ritrovo puntuali alle 21,30 e si salpa per godersi la notte stellata e le rive del Tevere. Protagonista è Marco Martini, chef giovane, risoluto, capace e attivissimo. Il suo The Corner è tra i migliori ristoranti di Roma, non solo per la critica, ma anche per un pubblico variegato e internazionale che qui trova una cucina romana moderna e di livello, una terrazza affascinante, e un american bar di pari livello. E Marco si presenta subito con un elegante antipasto di seppie e piselli, seguito dagli ottimi tortelli di spuntature di maiale e da una bella composizione (fatta al volo sulla barca in condizioni non facili) di baccalà ceci e gel di camomilla con le erbette della sua terrazza. Buono il dessert di chiusura e grande soddisfazione da parte degli ospiti che hanno gradito il particolare ambiente, la qualità della cena e un servizio capace di essere funzionale anche nelle condizioni particolari di una barca in movimento.
Secondo aperitivo in barca, accompagnati dai cortometraggi, dai vini di San Marzano, dai dolcetti di Patrizi e dagli assaggi di Marco Claroni, qui aiutato dal collega Fabio Di Vilio, del ristorante La Scialuppa a Fregene. Marco è sempre giovane ed entusiasta, ha fatto della sua Osteria dell’Orologio, un bistrot contemporaneo di cucina di pesce, amato e frequentato da tanti habituèes golosi. E conferma il suo estro con tre assaggi in linea con il fresco spirito dell’evento: un maritozzo salato, una scatoletta di salmone, un incisivo primo di fusilloni. Il pubblico segue e partecipa, al food e ai film , con attenzione e applausi finali.
Prima uscita con la barca della cena, protagonista è Skychefs che, per l’occasione, ha pensato di proporre una sintesi di quanto fanno ogni giorno all’aeroporto, e cioè preparare migliaia di pasti per le compagnie di mezzo mondo e quindi con stili diversi di cucina. A dirigere i tanti chef di nazionalità diversa che lavorano nella compagnia è Maurizio Ferro, un omone grande e grosso, ma come spesso accade dotato di animo sensibile e humour. E’stato quindi un piacere conoscerlo e accompagnarlo in una serata di grande suggestione servendo una cena di classe in un ambiente così diverso ed insolito. Larga parte degli ospiti era ovviamente legata al mondo del cinema (la cena è a fine serata dopo un pomeriggio di proiezioni), ma tutti hanno gradito sia la cena che l’inusuale ambiente. Chiusura con la lettura delle poesie di Nichi Vendola, e rientro sotto un cielo terso e stellato. Una bella serata davvero.
