In certe stagioni Casa Vissani presenta alcune “chicche” e apre queste serate alla clientela migliore. Sere fa ecco una Maison poco nota di champagne, Erik Schreiber, importata da Première e abbinata ad una serie di piatti di ottima fattura con il risotto al vertice. Mario Federzoni ha presentato con scioltezza i vari vini, anche questi di ottimo livello con i due champagne da ricordare, il primo, l’Extra Brut, fine ed elegante, il secondo la Special Reserve curiosamente dolce, ma con un intrigante persistenza.
Prodotti&Vini
Tre chicche in una: la bellezza dell’Imago il ristorante gourmet dell’Hotel Hassler, la cucina di Francesco Apreda, i vini di Castiglion del Bosco che erano poi il motivo della cena. Con questi presupposti le cose non posson che andar bene e tra una bottiglia e l’altra spiegata con apprezzabile semplicità informale dall’enologo Cecilia i vini hanno accompagnato gli assaggi dello chef. Il vino migliore? Il brunello Campo del Drago 2008 da una vigna in cima alla collina della tenuta. Il piatto migliore? Il collaudato risotto cacio e pepi. Prendiamo anche nota che l’importante tenuta è diventata operativa con il golf, le ville in affitto, l’albergo di sole suites e il ristorante (anzi due, accanto a quello gourmet c’è una più informale trattoria).
L’amica e collega Stefania Monaco (vive a Roma, ma è di origine di Castrovillari), ci segnala una bottega di qualità nel centro del paese calabro. E qui conosciamo il titolare, Carletto, e una serie di prodotti interessanti, di salumi e formaggi, che culminano con un grandissimo pane: quello di Cerchiara. Un piccolo paese vocato a questo nobile prodotto, che panifica in vari modi, ma sempre con il lievito madre. Assaggiamo quello di una piccola forma e rimpiagiamo non averlo sotto casa. Però, pensiamo, non ci possiamo lamentare: c’ e’ sempre il forno Roscioli che provvede al ns consumo.
Castelbuono merita per la bellezza del Castello, della Chiesa, del prezioso centro storico. Inoltre si è sempre distinto per la ristorazione (pensiamo a Nangalarruni e al Vecchio Palmento, e ora a nuovi locali che si affiancano a quelli storici). Ma da qualche tempo il paese è stato reso famoso dai Fiasconaro. Prima la bottega paterna, una solida pasticceria in piazza, poi i tre figli hanno fatto decollare l’attività grazie al loro lavoro, estro, passione e soprattutto al fatto che sono rimasti uniti. Il più mediatico e quindi celebre è Nicola, infaticabile comunicatore e inventore di situazioni, ed eventi che hanno reso famoso il marchio di famiglia. Ma dietro al successo, c’è anche un’ottima organizzazione di base, un’azienda che dà lavoro a centinaia di famiglie, una distribuzione che negli ultimi anni sta affermandosi anche in paesi emergeenti e lontani. Certo è che il panettone è sempre meno dolce milanese e sempre più dolce italiano.
Visita del Mulino del Ponte a Castelvetrano per scoprire le virtù dei grani antichi di Sicilia e scopriamo anche la bravura preparazione e simpatia di Filippo Drago, titolare della struttura e grande appassionato. Ci racconta e ci fa toccare quasi con mano i vari grani, le particolarità, i vantaggi, le curiosità, varietà per varietà, sala per sala del mulino attraverso le varie fasi di preparazione della farina. Due ore di grande interesse, poi breve spostamento al forno, per assaggiare i pani fatti appunto con queste farine nell’antico forno a legna. Filippo è l’antesignano di questa riscoperta che speriamo raccolga sempre più consensi e produttori.
In molti pensavano che Pino finisse per allontanarsi da Licata ed accettare una delle tante offerte e proposte che negli anni gli sono state fatte. Invece Lui non va via, anzi raddoppia e triplica! Prima con il delizioso Uovo di Seppia, bottega di qualità e scuola di cucina al piano superiore, un domani con un salto ancora più prestigioso. Ha infatti appena acquisito un bel palazzo nel centro storico di vari piani dove realizzerà il suo sogno definitivo: un Relais completo di ospitalitàdi livello e un ristorante che sia finalmente all’altezza della sua grande cucina. Auguri Pino e Loredana, ve li meritate veramente.
Brava? fortunata? coraggiosa? forse un pò tutte le cose assieme, certo è che Arianna Occhipinti è ancora una ragazza, ma è già nota a tutti nel settore ed è arrivata a traguardi che nemmeno due generazioni assieme a volte riescono a fare. Tutto questo senza perdere candore e spontaneità ed è forse questa un’altra ragione del suo successo e della sua popolarità. Tutti le vogliono un gran bene e anche noi, ma non è solo la persona che sorprende, ma anche i suoi vini, che portano un messaggio di personalità e franchezza. Siamo andati a trovarla e scopriamo così la sua nuova sede dove nelle prossime settimane si trasferirà e dove già dallo scorso anno vinifica. Che gioia vederla felice!
Una degustazione di 28 amaroni di 27 aziende è cosa comunque ragguardevole, se poi si risale fino al 1960 rasenta l’ eccezionale, se infine la dirige Luca Gardini diventa memorabile. Eccoci qui a Amarone in Villa, quinto appuntamento organizzato da Villa Winckels, sempre più seguito e partecipato da appassionati ed esperti. Intorno alla degustazione sopradescritta una rassegna di qualche diecina di aziende che rappresentano il meglio della tipologia con poche assenze di rilievo. Moltissimi i visitatori e di rilievo anche la partecipazione straniera che ci ricorda quanto l’amarone sia popolare all’estero. Noi ringraziamo dell’invito i cortesi titolari dell’ospitale Villa Winckels, e Wine Meridien per l’organizzazione della spettacolare degustazione.
L’antica dolceria Bonajuto è ancora più antica. Non dal 1880 come riporta il logo, ma da molto prima come alcune recenti ricerche testimoniano (riportate in un nuovo ed elegante libro che ci è stato gentilmente omaggiato). Ma a parte l’età dobbiamo tutti ringraziare Franco Ruta che circa venti anni fa, quando l’abbiamo conosciuto, ha deciso di rilanciare quest’attività di famiglia e ha fatto da quell’anno conoscere al mondo il cioccolato di Modica. Dai tre laboratori di allora ora sono 35 le aziende che lavorano il cioccolato e ognuna produce in media circa dieci volte la quantità di quei tempi. Un vero fenomeno anche sociale che porta alla città benessere e turisti.
Bella è Modica, soprattutto Modica Alta con il versante che sale verso santa Teresa e che ha al centro il capolavoro del Duomo di San Giorgio e della sua impressionante scalinata. Modica Alta rivive grazie alla determinazione dei Failla, alla quale ora si aggiungono altre iniziative. Ai tanti visitatori della città la raccomandazione di salire fino al Duomo e oltre e incoraggiare queste attività.
