Arrivare in cima alla collina di Erbin è scoprire un altro mondo, verde e incontaminato, dominante la Valpantena con la città di Verona sullo sfondo. Bella la cantina con una curiosa Yurta dove sedersi a terra e rilassarsi con un bicchiere in mano (si organizzano anche cene). In un futuro (prossimo) l’ospitalità sarà degnamente completata con una foresteria che si preannuncia un gioiello (i lavori sono avanzati) ottenuta dal recupero di una dimora del vecchio borgo. Intorno sono le vigne (fino all’altezza di 700m) ancora giovanissime, ma che in futuro si spera daranno vini di grande finezza. Così Massimo Gianolli, principale artifice di tutto questo, completerà il suo bel progetto.
Prodotti&Vini
Mimmo La Vecchia è personaggio ormai noto nel settore. Sempre presente negli appuntamenti ed eventi che contano, ha fatto conoscere il suo caseificio nell’ambiente. Unisce poi una buona qualità ad un ottimo prezzo e quindi il successo è arrivato puntuale. Lo conoscevamo per le mozzarelle, scopriamo invece la grande varietà della sua produzione, che affianca alla mozzarella di bufala una vasta serie di altre forme, tipologie anche di latte vaccino. Assaggiamo qualcosa, e ci complimentiamo con Donatella e Concetta che ci hanno coccolato e seguito in assenza di Mimmo, fuori per lavoro.
Sono attivissimi i fratelli Scotto che dirigono quest’azienda confinante con la Piscina Mirabilis di Bacoli. Con grande rispetto per le pratiche naturali, (con la sola nota negativa dei pali di cemento) producono falanghina e piedirosso (che provengono anche da un altro appezzamento sul lago Averno) e altri prodotti. A volte si può mangiare anche sotto il bell’agrumeto, altrimenti c’è una grande sala in mezzo ai campi che può accogliere anche dei gruppi. Da segnalare anche una piccola produzione di passito e di spumante (vinificato fuori azienda con metodo charmat).
Gran degustazione in chiusura del Vinitaly organizzata dal WRT un gruppo di aziende che ha riunito gli sofrzi per approfondire la ricerca sul vino, territorio e tecnologia. Sono presenti le aziende con i loro titolari e sono nomi storici come Piernicola De Catris o Alessio Di Majo delle omonime antiche aziende, o nomi famosi come Bruno Vespa o Massimo D’Alema (aziende Vespa e Madeleine); cooperative come Domizio Pigna per la Guardiense e Doriano Marchetti per Moncaro; larga presenza campana con Salvatore Avallone (Villa Matilde) Ilaria Petitto (Donnachiara) Giuseppe Pagano (San Salvatore, emerso prepotentemente negli ultimi anni), ed altri ancora. A dirigere stimolare e coordinare il tutto è la mano di Riccardo Cotarella, bravo enologo, ma anche gran regista del mondo del vino, aiutato dai commenti puntuali di Ian D’Agata. Impressionate il aprterre, con sala al completo nonostante si era in chiusura del Vinitaly. E a giudicare dai vini serviti, siamo fiduziosi ed ottimisti sulla “nuova frontiera della Viticoltura e dell’Enologia Italiana” (questo il sottotiolo del convegno).
In giro per il Vinitaly, conversando e ascoltando le novità, gli sviluppi, le evoluzioni dell’affascinante mondo del vino. Qua e là spunta uno chef, anche famoso, e tra buoni calici e ottimi “plin” la giornata passa veloce. Interessante il gruppo di aziende di Castelnuovo Berardenga che si sono associate per approfondire con serietà il valore del loro territorio, per altro uno dei più particolari del Chianti Classico. Seguiremo con curiosità questo bel progetto.
Ringraziamo i fratelli Marcello e Masismiliano Apollonio per questa serata a Villa Aldegheri. Siamo sui colli della val d’Illasi, con un bel panorama al piacevole fresco primaverile. Serata a misura d’uomo, in una Villa che sembra una casa, con un gruppo di invitati che alla fine diventano quasi amici grazie anche all’intrattenimento di un bravo ed abile prestigiatore. Si bevono i vini di Apollonio, buoni con un ottimo blend Divoto protagonista, in abbinamento ai piatti di Matteo Grandi (De Gusto di San Bonifacio) con un taglio tradizionale e succulento.
Una bellissima giornata di un febbraio mite, ed è bello passeggiare per le colline di Montalcino. Siamo a San Polo, ospiti di Marilisa Allegrini, per visitare la sua bella cantina moderna e innovativa (specie pensando che ha già qualche anno dietro le spalle), con un sistema di ventilazione naturale, le vasche in cemento, una disposizione semicircolare. E alla sera ritroviamo il giovane Diego Speri proporci un buon bollito veronese accompagnato dai vini di San Polo. Citiamo anche il buon vemrentino dell’azienda di Bolgheri e l’elegnaza del brunello riserva.
Il culmine delle Anteprime dei vini toscani è senza dubbio Benvenuto Brunello. Ci mancavamo da anni, e abbiamo colto la magnifica giornata di venerdì scorso per ritornarci. Un saluto al caffè con alcuni amici e poi alle 11 eccoci nel bel chiostro di Sant’Agostino. Rispetto ad anni fa l’evento è cresciuto, ma è anche molto ben curato. Un ringraziamento speciale al Direttore, Giacomo Pondini e al suo staff: sono stati gentilissimi e ci hanno permesso di sederci al tavolo con anche Ganache (che diligentemente ha seguito tutte le degustazioni senza un guaito). Un bel lavoro quello dell’AIS Toscana, a gestire le richieste incalzanti di oltre cento giornalisti convenuti da tutto il mondo. E dobbiamo dire che il 2012 si è rivelata annata molto interessante, elegante e tecnica con un alto livello medio. Oltre cento le etichette presenti (i soci del Consorzio sono però molto più numerosi), e i ricordi migliori, tra i brunelli assaggiati, vanno a Lisini, Gianni Brunelli, Agostina Pieri, Salvioni. Buoni anche San Polo, Romitorio, Nardo, ValdiSusa.
E’ bello vedere tre Consorzi insieme fare squadra, anche perchè poi il territorio di riferimento è praticamente contiguo. Siamo in Maremma, è tempo di anteprime e qui siamo ad Alberese, una delle tenute più belle d’Italia nel parco naturale dell’Uccellina. La lunga sala degli antichi granai ora ospita eventi e questa degustazione organizzata per i buyers invitati ha tutte le caratteristiche per lasciare il segno: cornice invidiabile e vini meno blasonati forse di tanti altri toscani, ma che poi si rivelano più che interessanti.
Vio e famiglia (moglie e figlie) non passano inosservati. In questo piccolo borgo, Bastia, posto appena fuori il casello di Albenga, hanno moltiplicato anno dopo anno le loro attività: prima il vino, che da oltre venti anni è biologico, poi l’olio e ultime le erbe aromatiche che preparano e confezionano nello stabilimento al centro dei campi. E accanto alla campagna è cresciuta l’ospitalità con una serie di appartamenti puliti e funzionali dove spicca il largo utilizzo della pietra. Ma attività a parte, colpisce la passione, la simpatia, il calore che trasmettono all’ospite. Insomma se passate da Albenga si impone la sosta.
