Il Corriere bussa alla porta e ci consegna un regalo graditissimo, il pane di Orsara, del famoso Forno a paglia degli amici di Peppe Zullo. Grazie veramente, il pane è veramente un prodotto sacro e questo che è il risultato di un’antica tradizione merita tutto il rispetto.
Porzioni Cremona
Abbiamo sempre trovato affascinante questa veranda del Cafè Trussardi con il verde che ti cala dall’alto e la Scala di fronte. E’ la Milano che ci affascina, quella che ha la storia e che guarda verso il futuro. Non ci avevamo mai mangiato e questa volta invece ci siamo fermati per un rapido lunch. Tutto nella norma, corretto con un punto a favore per il pollo di fattoria e uno a sfavore per delle tagliatelle alle castagne troppo cotte e dolciastre.
Come d’abitudine in occasione di Cooking for Art, l’evento che si svolgerà a Officine Farneto questo weekend, ecco le bollicine trentine invadere Roma, in parallelo e in vari locali. Quindi passiamo da Trimani per l’aperitivo, a quello dell’ All’oro nella nuova ed elegante sede del First Hotel. E poi ancora il crudo di pesce del Crudop e la cena opulenta organizzata da Gianni Ruggiero al Simposio. Da lui a Paolo Trimani,a Sara Blandamura, a Ramona e Riccardo, il nostro ringraziamento per la bella accoglienza.
Mezzo anno di vita ed è già famoso, non un posto libero a pranzo o a cena da quando hanno aperto! Praticamente tra i colleghi eravamo gli unici a non esserci stati. Dobbiamo dire che le hanno azzeccate tutte: la location vicino a piazza Fiume dove transitano tantissime persone che contano; l’ambiente semplice e gradevole da bistrot parigino (solo molto rumoroso) con la cucina a vista, i coperti piccoli e stretti che sembra di stare a Place Contrescarpe; la simpatia del team di guida: Alba in cucina, Michel in sala (una coppia formidabile, il gigante e la bambina) con Mario che coordina ed è gran comunicatore, e infine quella che è di questi tempi la cosa sempre più importante: l’ottimo rapporto prezzo qualità. Un passato dai Roca a Girona e soprattutto anni da Paco Torreblanca, il gran signore della pasticceria spagnola, e poi Alba è arrivata in Italia dove ha un pò girato (Giuda Ballerino e la Bandiera) prima di aprire questo ristorante. E’ ancora giovanissima e l’abbiamo vista perdere sul filo di lana contro un Marco Martini scatenato (ma ha 5 anni più di Lei) a Emergente Centro a Firenze. Eravamo quindi curiosi di vedere come si mangiava e dobbiamo dire che anche noi siamo stati conquistati dalla grazia di Alba e convinti della sua potenzialità. Certo è che il troppo successo impedisce l’approfondimento e il perfetto equilibrio dei piatti, cosicchè sembra a volte che manchi qualcosa, o che ci sia una cosa di troppo. I piatti migliori? Un’ottima ostrica abbinata al calvados e una leggera mousse al rosmarino. Dall’altra sponda mettiamo un gambero rosso un pò piacione banalizzato da un ingombrante pomodoro e un buon maialino coperto da troppe salse tutte dolciastre.
Ci siamo entrati per caso avendo parcheggiato la macchina proprio lì. Come non rimaner subito colpiti dalle mille curiosità e stranezze di questo locale di divertente e varia ambientazione! Abbiamo subito capito che non ci saremmo annoiati e infatti subito dopo abbiamo conosciuto lo chef, il giovane Ivan, più curioso e stimolante dello stesso ambiente. Pieno di vita e di idee, con altre attività in rampa di lancio alle quali auguriamo la fortuna che si merita….se tutti i giovani fossero come lui, l’Italia andrebbe sicuramente più avanti. Per inciso non si mangia male, piatti semplici e concreti, quelli che per l’appunto si desiderano in un bistrot.
Rocca Civalieri, il ristorante
Un ristorante elegante che lo troviamo pieno, e di questi tempi non è usuale, anche se i coperti non sono tanti. Alla guida il giovane Ivan Tondat, friulano, esperienza da Scarello e oggi qui, sotto la guida di Andrea Ribaldone. Una cucina che rassicura, offre sostanza, e qualche sprizzo di quella classe che a Ribaldone di certo non manca. Divertente la patata al caolino, buono il colombaccio (un pò meno il risotto), ottimo veramente il maiale locale interpretato ad arte. Nel complesso vale la visita anche perchè la struttura è pregevole, il servizio premuroso e la cantina è bellissima (come struttura, mentre è da migliorare la selezione e la varietà dei vini). Insomma Andrea Ribaldone si conferma chef errante, ma sempre attento a scegliere con cura i suoi collaboratori e a firmare menù di qualità.
Rocca Civalieri a Quattordio
Una cascina ricca di storia al confine tra le provincie di Alessandria ed Asti, è daa qualche tempo aperta all’ospitalità dopo un bel restauro fatto senza risparmi. Le camere sono confortevoli e si allungano intorno alla corte interna, gli spazi comuni sono grandi e su due livelli, al piano terra (accueil e ristorazione), e sopra (colazioni ed eventi). Un bel posto davvero con un buon equilibrio tra vecchio e nuovo e anche un buon ristorante (vedi), mentre un pò banale è la prima colazione.
Curiosamente mancava Luca Marchini, il titolare, ma era bella la tavolata dove ci siamo ritrovati per festeggiare. Animata da un Massimo Bottura inesauribile, con le bollicine di Cantine della Volta, offerte con generosità, scorrono le porzioni pensate per noi (da citare il maialino). E da citare anche l’unione che c’è tra questi ristoratori, prima da Giusti, ora qui: Massimo Bottura cerca in ogni occasione di non dividere, ma di fare squadra, in primis nella sua città e nella sua regione.
Una famiglia che da tanti secoli è qui ed opera nei campi. Prima con i bachi da seta, poi è arrivata la vigna e infine la scoperta della spumantizzazione. I Vezzoli hanno una struttura che profuma di storia antica, alberi secolari che ne aumentano il fascino, ma oggi affrontano con competenza e contemporaneità il mondo del vino con 4 etichette che ci danno ottimi Franciacorta.
Per chi ama, e spero siano tanti, le buone maniere e la tranquillità ecco una Villa in campagna perfetto prototipo del genere. Elegante e fascinosa, piena di coccole ed attenzioni troppo spesso dimenticate: Villa Zuccari a pochi chilometri da Montefalco, Trevi, Spoleto e tanti altri bei posti dell’Umbria.
