Una giovane e bella coppia ha investito e non poco in questo piccolo Relais che offre un comodo e confortevole rifugio sulla stra da Agrigentoa Sciacca. Se il paesino è francamente brutto, il Relais fa contrasto ancora maggiore con la finezza dei suoi spazi e la cura dell’arredo. Damiano è chef esperto, basterebbe citare la sua esperienza a Londra al Dorchester e a Le Gavroche. Qui fa cucina di territorio a prezzi irrisori visto l’ambiente e il servizio, offrendo comunque spunti di classe come nella cupoletta di spatola (non in foto), nel fagottino di spada e nel dessert finale, mentre ci è meno piaciuto il risotto ai gamberi e mandarino.
Porzioni Cremona
Chiara e Beppe formano una coppia affiatata che con grande passione ha creato questo piccolo e curato localino che presto compirà i primi dieci anni di vita. Lui è autodidatta, ma cerca di colmare le ovvie carenze tecniche, sperimentando e andando in giro. Il risultato è buono, alcuni piatti ci sono piaciuti, altri un pò meno, a testimoniare da una parte i progressi, dall’altra la necessità di completare la formazione con qualche esperienza di buon livello. Tra le cose positive il crudo iniziale e la spigola finale, meno ci sono piaciute la cocotte di parmigiana troppo molle, e l’insalatina di mare troppo contrastata dalla salsa.
In molti pensavano che Pino finisse per allontanarsi da Licata ed accettare una delle tante offerte e proposte che negli anni gli sono state fatte. Invece Lui non va via, anzi raddoppia e triplica! Prima con il delizioso Uovo di Seppia, bottega di qualità e scuola di cucina al piano superiore, un domani con un salto ancora più prestigioso. Ha infatti appena acquisito un bel palazzo nel centro storico di vari piani dove realizzerà il suo sogno definitivo: un Relais completo di ospitalitàdi livello e un ristorante che sia finalmente all’altezza della sua grande cucina. Auguri Pino e Loredana, ve li meritate veramente.
Brava? fortunata? coraggiosa? forse un pò tutte le cose assieme, certo è che Arianna Occhipinti è ancora una ragazza, ma è già nota a tutti nel settore ed è arrivata a traguardi che nemmeno due generazioni assieme a volte riescono a fare. Tutto questo senza perdere candore e spontaneità ed è forse questa un’altra ragione del suo successo e della sua popolarità. Tutti le vogliono un gran bene e anche noi, ma non è solo la persona che sorprende, ma anche i suoi vini, che portano un messaggio di personalità e franchezza. Siamo andati a trovarla e scopriamo così la sua nuova sede dove nelle prossime settimane si trasferirà e dove già dallo scorso anno vinifica. Che gioia vederla felice!
Tanti anni fa eravamo andati con Paolo Parisi al Tapiro Verde di Lari (vicino Pisa) e ci aveva colpito questo giovane chef, David Tamburini di Empoli, in cucina con la sua moglie giapponese (ora si sono separati). Poi l’abbiamo perso, ma nel frattempo lui era andato da Leeman e Lopriore, come dire due tra i nostri più intelligenti chef. E i risultati ora si vedono. Era già promettente allora e oggi sfoggia una cucina di gran livello, elegante con colpi di classe. Un’altra perla che si aggiunge alla ricca scelta della zona e rende Modica ancora più attraente. Sia lode a David, ma anche a Paolo Failla, il proprietario, che con lungimiranza e coraggio tanto ha investito per fare del suo Palazzo una sosta di riguardo. L’obbiettivo è centrato e speriamo che il successo conforti queste scelte. Ci godiamo nel frattempo l’eleganza del porro in cartoccio, la bontà povera della spuma di patata nella sua buccia, il gran sapore del sushi di terra, la curiosità delle linguine con cagliata di mandorle, la rivisitazione della pasta con le sarde, la bellezza della pescatrice in bianco e nero e la bontà golosa del quasi arancino. Tra tante ricette riuscite due colpi a vuoto: la seppia ricostruita che ha perso la sua essenza e il coniglio che scivola in bocca. Ultima lode al servizio del giovane Salvo.
Locanda del Colonnello a Modica
Cambio di mano e livello sempre ragguardevole in questo delizioso locale, alternativa più informale della Gazza Ladra. Ora c’è Davide Minerva, chef giovanissimo conosciuto da Liuzzi, che qui si esprime in siciliano non dimenticando le sue origini pugliesi (i cavatelli di grano arso, che però è il piatto che ci è meno piaciuto). Una cucina che si fa apprezzare per i sapori e il buon prezzo, curata e seguita da Giorgio Failla, figlio di Paolo, che ci regala una gran ricetta: dei soavi gnocchi di ricotta ben ravvivati da un equilibrato ragù di maiale.
Una degustazione di 28 amaroni di 27 aziende è cosa comunque ragguardevole, se poi si risale fino al 1960 rasenta l’ eccezionale, se infine la dirige Luca Gardini diventa memorabile. Eccoci qui a Amarone in Villa, quinto appuntamento organizzato da Villa Winckels, sempre più seguito e partecipato da appassionati ed esperti. Intorno alla degustazione sopradescritta una rassegna di qualche diecina di aziende che rappresentano il meglio della tipologia con poche assenze di rilievo. Moltissimi i visitatori e di rilievo anche la partecipazione straniera che ci ricorda quanto l’amarone sia popolare all’estero. Noi ringraziamo dell’invito i cortesi titolari dell’ospitale Villa Winckels, e Wine Meridien per l’organizzazione della spettacolare degustazione.
Festa alla Locanda Liuzzi, con ottime bollicine, e una cena sontuosa di mare ideata da Raffaele che forse talvolta esagera nella sua esuberanza e qualche ricetta gli esce un pò troppo barocca. Ma è sempre uno chef da tenere d’occhio: non si arrende mai, ha sempre qualche novità in atto, propone continuamente serate a temi divertenti e dissacranti….insomma con lui non si corre il rischio di annoiarsi.
L’antica dolceria Bonajuto è ancora più antica. Non dal 1880 come riporta il logo, ma da molto prima come alcune recenti ricerche testimoniano (riportate in un nuovo ed elegante libro che ci è stato gentilmente omaggiato). Ma a parte l’età dobbiamo tutti ringraziare Franco Ruta che circa venti anni fa, quando l’abbiamo conosciuto, ha deciso di rilanciare quest’attività di famiglia e ha fatto da quell’anno conoscere al mondo il cioccolato di Modica. Dai tre laboratori di allora ora sono 35 le aziende che lavorano il cioccolato e ognuna produce in media circa dieci volte la quantità di quei tempi. Un vero fenomeno anche sociale che porta alla città benessere e turisti.
