Padre (Antonio) e figlio (Luca) costituiscono una coppia formidabile, dove il primo spinge avanti il secondo ma sta sempre ben attento a controllare suggerire stimolare, e soprattutto spingere ancora il giovane Luca ad aggiungere altre esperienze a quelle importanti che ha già fatto. Il risultato si vede in una serie di ricette ogni volta nuove, alcune per altro di non facile fattura, dove i prodotti della Calabria trovano il giusto risalto e che giustificano ampiamente il viaggio che si compie per arrivare fino a qui. Questa volta la prima parte del menù è stata esemplare con l’acuto dell’insalatina di gamberi, ottime anche le sfiziosità iniziali e buona anche la fase finale con la pasticceria fine e precisa. Due note tecniche a margine: la “tempura” è migliorabile, come pure il risotto dove lo yogurt non supportava troppo con l’acidità.
Porzioni Cremona
Antonio Abbruzzino ci porta a vedere due botteghe veramente interessanti anche se caotiche. La Premiata Salumeria è piccola, ma Oreste Colicchia è riuscito a riempire ogni piccolo spazio di prodotti interessanti del luogo e non. Colavolpe è più grande, una vera distesa di frutta e verdura affascinante dove si destreggia con abilità Lello Fera. Complimenti a questi efficienti Bottegai che tengono alta la qualità della città.
Una Catanzaro che non ti aspetti è quella che ci fa scoprire Antonio Abbruzzino. Merito dell’intraprendenza di Daniela Carrozza, imprenditrice appassionata della tavolo che ha creato il Circolo Le Querce, aperto su prenotazione, un elegante dimora appena fuori città. Nel centro storico ha invece un bel negozio di arredamento, il Loft, pieno di oggetti di decoro moderno e con un angolo dedicato ad una semplice ma raffinata ristorazione.
La Cascina a Roccella Jonica
Una bella struttura posta tra Gioiosa e Roccella lungo la statale offre varie alternative tra sale salette e giardino ed in più ha una grande sala per ricevimenti. Ma anche la clientela normale trova una buona accoglienza e un largo menù di cucina tradizionale principalmente di pesce. In estate molta griglia in inverno una cucina più articolata dove il piatto da non perdere è sicuramente una specie di pasta all’arrabbiata chiamata “Corte d’Assise” perchè nata in un pranzo con degli avvocati e che viene proposta in tegame. Da raccomandare la bottega con prodotti di propria produzione dedicati al bergamotto. E grazie all’amico Domenico Femia, conosciuto alla Micuicola Cantina, una delle poche botteghe d’eccellenza della Locride.
Spesso la seconda generazione distrugge il lavoro della prima, altre volte, e questo è il nostro caso, l’evoluzione continua positiva. Con impegno i due fratelli Francesco e Riccardo portano avanti il lavoro del padre (sempre presente). Poco tempo fa l’enoteca al livello cantina è stata completamente ristrutturata ed ora è molto accogliente, l’anno prossimo sarà la volta della sala, piacevole ma un pò datata. Francesco in sala si muove con sicurezza e competenza, Riccardo completa con una cucina di mare di grande materia prima e buona fattura. Vuole migliorarsi ancora e questo è un buon segno se vuole passare da essere una buona sosta ad esempio per tutto il territorio. Le cose migliori? Degli ottimi crostini di bianchetti leggermente piccanti che sanno di mare, e degli spaghetti in brodo di pesce di elegante intensità.
Dolcemente Gioiosa Jonica è una manifestazione dedicata al dolce che si svolge prima di Natale e che abbiamo (di poco) mancato. Certo è che nella bella cittadina non mancano le pasticcerie, alcune sono storiche, altre moderne, curiosamente due tra le più note hanno anche le camere, il che è sicuramente insolito. Sono la pasticceria Gatto e Panuccio che qui mostriamo.
Mammola è la città dello stocco (tra stocco e baccalà in Italia ce ne sono parecchie), e oltre una dozzina di ristorante accolgono specie il weekend migliaia di visitatori. Visitiamo un bel laboratorio che fornisce la materia prima e assistiamo alla preparazione della ricetta tipica alla Taverna del Borgo di Nunzio Pisano.
Giovane appassionato ed esperto Saverio Zavaglia ci mostra con giusto orgoglio il suo frantoio, un vero piccolo gioiello dove tutto è curato nei dettagli. E il risultato si vede nell’assaggio dei suoi oli, che nonostante la pessima annata, offrono una bella gamma di sapori passando dalla pungente messinese alla mandorlata geracese.
Varie traversie hanno agitato la vita di questo locale. L’importante è che ora Caterina e Tonino sono di nuovo qui in pista a Pizz, con voglia di fare e soprattutto cambiare. La vecchia trattoria dall’aspetto un pò consumato non è più nelle loro corde e quindi nel prossimo anno ci saranno dei cambiamenti cercando forse di recuperare l’antica professionalit di famiglia (la storica pasticceria) aggiungendo magari i nuovi stili di cucina che ormai li rappresentano. Nell’attesa ci godiamo questa intelligente cucina di mare (interessante il filo conduttore dell’abbinamento latticini con il pesce che non è semplice da fare), qua e là imperfetta, ma comunque sorprendente essendo Caterina praticamente autodidatta, il che ci fa pensare di quanto potrebbe essere migliore con un più ampio bagaglio tecnico di base.
