Villa la Torretta è una bellissima dimora storica ben restaurata praticamente quasi in città. Offre una confortevole ospitalità e tanti servizi (basti pensare all’auditorium), ed anche una buona ristorazione. A dirigere con mano sicura e vasta esperienza è Maurizio Palazzo, in cucina c’è il giovane Angelo Nasta che ci propone una squisita zuppa di zucca e crostino come stuzzichino, per poi proseguire con i calamari all’aglio su crema di patate, e poi il rombo con carciofi e olive taggiasche e per concludere con un tortino al cioccolato con bavarese di lamponi. Una cucina di buona valenza che potrebbe avere anche un buon margine di crescita se il bravo Angelo riuscirà ad applicarsi con maggior approfondimento.
Porzioni Cremona
Nuova avventura dei fratelli Pierini, solidi professionisti della Capitale (vedi anche il Moma). Ci hanno abituato a scoprire locali intelligenti e di qualità, e in effetti anche questo locale vicino a piazza Fiume si fa apprezzare, non tanto per l’ambiente piacevole ma un pò “visto”, che riprende il filone dei locali dove si compra e si mangia pure, quanto per la notevole selezione di formaggi, salumi e in genere prodotti laziali. Prodotti poco noti o del tutto sconosciuti anche ai gourmet laziali, difficili da trovare in giro e che si basano sul grande lavoro di selezione che ha fatto in questi anni Vincenzo Mancino (vedi anche il DOL = di origine laziale). Un menù fin troppo esteso (ma che dovrebbe focalizzarsi su meno piatti nel futuro) offre alternative di cucina tipica regionale, sfiziosità varie, primi e polpette, una vasta serie di focacce e di pizze e la curiosità delle “tielle” (originarie di Gaeta). Qualche assaggio conferma l’ottima qualità delle materie prime, la buona base dell’impasto delle focacce (grani antichi laziali), il sapore in genere centrato delle varie ricette. C’è comunque ampio spazio di crescita limando qualche croccantezza e pesantezza eccessiva. Tra le varie pizze, meglio quella in bianco della margherita.
Un rapido passaggio alle Masseria del Falco ci fa fare un pieno di verdure di campo. Cicoria, cime di rape qui non fotografate ma che ogni tanto servono a riequilibrare lo stomaco dai tanti assaggi. E accanto altre preparazioni semplici e gustose che confermano le capacità di questo poco noto ma bravo chef della Basilicata, forse il migliore della regione dopo la scomparsa del grande Frank Cerruti. E anche la Masseria del Falco ben gestita dalla famiglia Lamiranda, merita per i suoi grandi spazi che indubbiamente offrono potenzialità a non finire.
Meritatamente premiata, ecco la ricotta di Alimonti che assaggiamo nel loro piccolo caseificio alle porte di Guardiagrele. Una bella famiglia che pian piano sta crescendo con la sua produzione sempre attenta a fare un passo alla volta per non compromettere l’eccellenza del prodotto.
Sommelier per tanti anni a Villa Maiella, Nicola Boschetti ha deciso di provare anche un’avventura in proprio e così con l’aiuto della famiglia ha messo su questa enoteca alla periferia della cittadina accanto ad un centro commerciale. Ottimi vini a calice, sfiziosità in degustazione e molti piccoli eventi a tema, insomma Guardiagrele ha qualcosa in più da offrire all’appassionato.
Villa Maiella a Guardiagrele
Tre generazioni al Vostro servizio con una continuità e qualità non da poco: se non è un record poco ci manca. La famiglia Tinari da tanti anni accoglie e non delude, anzi si migliora pure. I due figli Arcangelo in cucina e Pascal in sala sono andati in giro per il mondo ad aprirsi la mente e a fare esperienza ed ora sono tornati agguerriti. Ma la generazione di mezzo è sempre al loro fianco, Peppino in sala ed Angela in cucina con la nonna Ginetta a vigilare. Insomma c’è sostanza e anche a tavola il menù si basa su una sana selezione di materie prime perlopiù locali, spesso di propria produzione (vedi il post dedicato alla fattoria), e su una cantina che negli anni ha accumulato etichette preziose della regione. I tantissimi assaggi che ci sono arrivati al tavolo non fanno che confermare l’alto livello della cucina, con qua e là qualche imperfezione (ad esempio la sfoglia troppo fine), ma alcune ricette meritano veramente la sosta. Su tutte quella delle 3 zucche e l’elegante lasagnetta di anatra alla quale manca solo una nota croccante.
Con Nicola Fossaceca andiamo in questa piccola trattoria del retroterra vastese. Una coppia volenterosa con una grande passione per le materie prime, soprattutto i formaggi che Marcello, chef e titolare, va’ a prendersi nell’entroterra molisano dove conosce ogni pastore e casaro. La cucina è semplice di buoni sapori (meglio il maialino della chitarra), la specialità sono le mazzaferrate (i carciofi del posto) in stagione che vengono proposte in vari modi, ma la differenza la fanno poi i formaggi, da non perdere.
Passando per Guardagrele non si può non fare gli auguri a Marina Cvetic che con coraggio e professionalità non solo manda avanti l’opera di Gianni, ma sta accrescendo e allargando impegni ed orizzonti. Complimenti a Marina per la sua attività che è un esempio per tutti noi, e complimenti alla nuova linea di bottiglie destinate al settore professionale che rappresentano al meglio lo spirito di questa grande azienda abruzzese.
Febbraio sarà “moscio” magari altrove, ma non da Eataly che presenta al primo piano la cucina di Lucio Pompili, al terzo lo Spazio di Niko Romito, e al secondo per tutto il mese la cucina ligure di Marina Perna della Regola di Roma. Un ristorante forse non tanto noto ed è un peccato, perchè offre una cucina rispettosa e corretta, di ottime materie prime e ben realizzata. Una cucina dove i sapori si riconoscono e sono ben equilibrati (salvo a volte un filo di olio in eccesso, ma anche questo fa parte di quel territorio). Cucina che a Eataly è proposta anche con un buon rapporto di prezzo qualità, …..approfittatene!
Per la pasticceria Roma è sicuramente indietro al Nord e anche ad alcune aree del sud tradizionalmente vocate al dolce. In tutto il centro Italia non c’è una cultura storica del dessert, ma ovviamente con il progresso e il turismo le cose man mano cambiano. Conosciamo poco Cristalli di Zucchero di cui si dice un gran bene, molto meglio per la vicinanza Andrea De Bellis, ed è proprio Lui (un bel segno questo) che ci parla di Giuseppe Solfrizzi e dell’apertura di Le Levain a Trastevere. In effetti Solfrizzi l’avevamo già incontrato nei nostri giri (ha esperienze con Alain Ducasse, Massimo Spigaroli e in varie importanti pasticcerie di Barcellona e Lione). Eccoci qui a provare questo nuovo locale del quale non possiamo che fare le lodi, anzi come il De Bellis andrebbe protetto come specie ancora rara (qui a Roma). Notevole il croissant, apprezzabile la brioche, troppo dolci i macaron, si sale in alto con la frolla e con il tartufo ripieno di passion fruit. E’ anche boulangerie: aumenta, se possibile, la nostra stima.
