Pasquetta, gita fuori porta come vuole la tradizione, ma meglio in bicicletta. Hotel Alla Corte di Bassano del Grappa: non a caso ha vinto un premio speciale del Touring Club Italiano. Grazie all’impegno di Roberto Astuni, infaticabile titolare, è diventato un posto ricercatissimo per tutti i bikelovers d’Europa che qui troveranno oltre all’ospitalità una serie di gadgets, attrezzature, libri, percorsi suggeriti, bevande defatiganti al mattino ecc.. che fanno la differenza. Semplice e corretto, da prendere come esempio ed il prossimo investimento sarà nella ristorazione: come dire che ci torneremo.
Ristorazione&Ospitalità
Prima con il bravo Maurizio Zillo, poi con l’altrettanto bravo Matteo Monti, il Rebelot persegue con coerenza il suo percorso che lo ha portato a diventare un punto di riferimento per gli amanti dei bistrò di tendenza. Sotto i nostri occhi de là del banco Matteo Monti si muove veloce e sembra quasi improvvisare ricette ed assemblaggi. Escono una serie di assaggi gradevoli, alcuni interessanti altri meno, e alla fine il bilancio, considerando anche prezzi ed atmosfera, è positivo. Però conosciamo bene Matteo, allievo prediletto di Paolo Lopriore, e da lui di sicuro ci aspetteremmo qualcosa di più nella pulizia e nell’incisività di quanto proposto.
Bello ed elegante il brunch dell’Acanto dell’Hotel Principe di Savoia. Trasmette un senso di ordine, di bel decoro, di classe e il tutto presentato e proposto senza presunzione e supponenza. Ed infatti i tavoli sono pieni di famiglie, con molti bambini e l’elemento femminile domina la scena. Babysitter per i piccoli, musica jazz dal vivo, flute di champagne incluso nei 75 euro del costo (meno per i bambini e gratis i più piccoli). Accanto ai vari buffet, disponibili piccoli assaggi del bravo Alessandro Buffolino.
A questa Casa rossa (così si chiama questa storica struttura a bordo delle piste per via del colore) non eravamo ancora arrivati. Colmiamo la lacuna per ritrovare Dal Degan e la sua band. Ragazzi affiatati che sanno lavorare, coesi ed amici, con allegria quando è il momento, con grande impegno quando c’è da lavorare. La Tana di prima sacrificava un pò tutti, in sala ed in cucina, qui invece gli spazi consentono di lavorare bene, potersi organizzare, presentare due linee (la più easy da un lato al Bistrò, quella più ambiziosa nella tana gourmet). Ed è da questa parte che ci sediamo per assistere alla “sinfonia” di Dal Degan. Una sinfonia un pò “dark”, dove il nero è prevalente come colore, l’amaro come sapore, e dove il dolce è praticamente abolito, perfino nei dessert. Ma sinfonia rimane, e sono assaggi che stupiscono per qualità e coerenza: niente sale, ma pienezza di sapore grazie alle forti concentrazioni ed estrazioni, grande valorizzazione degli elementi anche dimenticati e poco noti del territorio, viaggio alla scoperta di abbinamenti poco consueti e indubbiamente originali. Difficile scegliere il piatto migliore tra le lumache, la lingua, l’anguilla, il capriolo ed il tenace spaghettone (22′ di cottura). Grandi lodi quindi a Dal Degan, ma certo è che da un giovane vorremmo magari anche un pizzico di solarità e allegria in più sulla tavola e quanto ai dessert, scegliete quelli tradizionali (buonissimi come la perfetta piccola pasticceria), lasciando perdere quelli anomali che ci ha dato (almeno questa è la nostra opinione).
Antico Veturo a Trebaseleghe
Il locale è singolare e si distingue per l’ambiente curato ma non sofisticato, per l’ottimo rapporto prezzo qualità visto che alla fine l’Osteria Antico Veturo si dimostra un signor ristorante con un livello di cucina che merita ampiamente la sosta. Ci siamo arrivati grazie ad una soffiata dell’amico Marco Colognese, bravo competente e sempre aggiornato. Dentro troviamo due coppie di fratelli, Federico e Filippo Pojana, titolari ma anche in sala, e in cucina i giovani Andrea e Matteo Nardin di varia esperienza (Andrea da Alajmo e Leeman, Matteo da Beratesegui e Ramsay). E il lungo menù degustazione ne dimostra le qualità con l’unica pecca di una poca attenzione ai primi (ce n’è uno solo, il raviolo, e non è il massimo, fin troppo coperto dalle salse). Per il resto sorprende subito il topinambur e la caesar salad tra gli stuzzichini iniziali, il calamaro ed il polpo tra le pietanze. Auguri a loro e teniamoli d’occhio.
Appena fuori Padova e comodo da raggiungere dalla tangenziale, ecco queste Tentazioni, un bel locale con comodo parcheggio, ingresso e dehor estivo. Due giovani alla guida: Daniel Marzocco in sala ci fa assaggiare una interessante serie di prosecco dell’azienda Vigna di Sarah, mentre Marco Volpin si scatena in cucina per una serie di assaggi. Il suo curriculum è straordinario: Blumenthal, Decosta, Beratesegui, Casagrande ed altri ancora ed quindi le aspettative diventano alte. Gli assaggi confermano tante qualità, soprattutto creatività ed occhio all’estetica del piatto. Qualcosa manca qua e là (un pò di acidità nel carpaccio di capesante, un pò di sentore di griglia nella piovra croccante) ma altre lasciano il segno, come le foglie di ostrica e le ostriche fritte, e la curata piccola pasticceria.
Andate a Linguiglietta, per scoprire uno dei borghi più belli d’Italia, che ora (da pochi mesi) ospita anche un ristorante di rilievo. Al comando una giovane coppia, presto sposi, Lei Chiara in sala e lui Riccardo in cucina. Un sabato sera con l’amico Luigino Filippi che di questa costa conosce metro per metro, e la saletta piena, abbiamo mangiato a buon livello una serie di piatti sfiziosi, e come noi una ventina almeno di clienti. Un giovane aiuto in sala sta a completare l’intera brigata, questo per dire che Riccardo ha fatto tutto da solo, e velocemente. Dall’ottimo pane al formidabile stuzzichino di sardenaira rivisitata, e poi i vari piatti fino ai dessert finali. Che non sono da poco, anzi! Si vede una mano collaudata e infatti poi a domanda risposta precisa: per alcune stagioni ha guidato la pasticcieria di Norbert Niederkofer al St Hubertus. Dessert di gran gusto, magari non perfetti nella presentazione, ma, ripetiamo …. da solo in cucina! Anche prima non male, anche se le note dolci (che lo chef indubbiamente ama) affiorano qua e là, nelle capesante, nella fregola. Il piatto migliore (dessert a parte): gli intensi ravioli di patate affumicate e coniglio. Infine auguri a questa giovane coppia per la loro vita privata e professionale e, quando uscite, fate un giro per il magnifico borgo.
Proprio come a casa, una volta tanto il titolo non inganna. O meglio è corretto se si intende per l’ accoglienza e modo di essere, non per quanto riguarda la cucina, dove non c’è un appassionato o un improvvisato ai fornelli, ma un signor cuoco professionista. Piero Bregliano ha buone esperienze sulle spalle, e quello che ci ha proposto non è affatto banale, soprattutto quando si resta nel solco delle cose semplici. I frittini iniziali sono di assoluta bontà, come le alici fritte con la borragine, tra le migliori mai assaggiate. E ancora buono il polpo e lodevoli gli spaghetti. Un pò meno quelli alle rape rosse, coraggiosi ma azzardati. Il locale poi ha una posizione invidiabile sul caratteristico lungomare di Ospedaletti e Licia si fa altrettanto valere in sala.
E chiudiamo la serata con una passeggiata nei Sassi. Ecco un locale di recente apertura che non conoscevamo: La Lopa (nome locale per un attrezzo di lavoro). Piacevole l’ingresso, sensazionale la discesa nel grottino, menù tradizionale affiidato a Vito Lorenzo Mele. La propietà di questo bel posto è della famiglia Frascella, la gestione alla coppia, attivi e capaci, di Gina e Pascal Zullino. Troppo tardi per cenare, am almeno chiudiamo con un buon cocktail.
A Matera alloggiamo in una bella Casa padronale, Casa Diva, con 8 camere e una buona prima colazione. Accoglienza puntuale e gentile, bella vista sui Sassi e posizione comoda e centrale per farsi poi una passeggiata alla scoperta di una delle città più belle d’Italia.
