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    Ristorazione&Ospitalità

    Heinz Beck in Sicilia: il St George

    Di Redazione Witaly 23 Giugno 201713 Settembre 2019
    scritto da Redazione Witaly

    Taormina vive una grande stagione, prima i G7, poi i grande evento della FIC, e ora una nuova e importante struttura. Ashbee è il nome dell’architetto che disegnò anni fa la bellissima villa, che oggi è stata completamente rinnovata e aperta all’ospitalità. Standard di lusso e nuovo ristorante, il St George, firmato Heinz Beck! Non può passare inosservato e andiamo incuriositi. Heinz Beck è difficile che sbagli qualcosa, mette ogni volta in campo la sua (grande) professionalità e una scrupolisità che ha pochi raffronti. Qui lavora in una cornice spettacolare, ha preso la responsabilità di tutto il food&beverage, quindi non solo il ristorante gourmet, ma anche il resto (piccole colazioni, servizio in camera, bar, piscina ecc..). Si affida al fedele Giovanni Solofra, campano, ma con lui da tempo, che lo ripaga con devozione e altrettanto impegno. Ci vengono serviti una serie (fin troppo estesa) di assaggi notevoli, per varietà, contenuto tecnico e gusto complessivo che di sicuro posizionano il ristorante fin da adesso tra i migliori dlel’isola. Non tutto è perfetto, come è naturale visto che siamo in fase ancora di startup, (il piatto di gamberi pesca e cocco è carente di sapidità e croccantezza, quello di gallina è al contrario troppo sapido, i ravioli troppo cotti e di pasta evanescente, e così via, per dire che per l’eccellenza assoluta c’è ancora cammino da fare). E non amiamo nemmeno l’incomprensibile dicitura dei vari piatti (Cocoa Peach, Alli Galli, OSA!, Happy neighbour’s, Lat(t)le Future, solo per citarne qualcuno, con l’unica eccezione dell’omaggio ai tagli di Fontana del piatto Fontana e Pomodoro. I piatti migliori? i tenerumi, l’ottima grigliata e lo straordinario dessert di pane e latte. Un servizio già ben equilibrato completa la sala.

    23 Giugno 201713 Settembre 2019 0 commento
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    Ristorazione&Ospitalità

    Palazzo Avino

    Di Redazione Witaly 22 Giugno 201713 Settembre 2019
    scritto da Redazione Witaly

    L’abbiamo vista nascere questa bella struttura che una dozzina di anni fa sembrava firse perfino avverinistica: lusso a 5 stelle, grande spa e ristorante gourmet, eppure non si era nè ad Amalfi nè a Positano. Scommessa vinta, sia perchè Ravello è una piccola perla che ha pochi confronti non solo in Costiera ma secondo noi rispetto al mondo intero, sia per la determinazione e impegno della famiglia Avino che ha avuto il merito di affidarsi sempre a dei grandi professionisti (pensiamo ad Attilio Marro, Anthony Genovese, Pino Lavarra) e poi, quando le condizioni si sono create, ha preso in mano anche la gestione operativa diretta grazie a Mariella Avino.

    22 Giugno 201713 Settembre 2019 0 commento
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    Ristorazione&Ospitalità

    Pappalardo all’Enoteca di Marsala

    Di Redazione Witaly 19 Giugno 201713 Settembre 2019
    scritto da Redazione Witaly

    Un nuovo (per noi, comunque ha aperto da pochi mesi) locale a Marsala e che locale! Occupa quasi interamente il Palazzo Fici, bellissimo con un cortile monumentale. Qui è ospitata l’Enoteca del Vino di Marsala, e viene resa fruibile dai Fratelli Pappalardo (che hanno già nel centro storico, dall’altra parte, un ristorante pizzeria). Qui la cucina è piccola, il servizio si concentra su pochi piatti, il risultato sufficiente. Per l’occasione abbiamo incontrato Giuseppe Costa, noto e bravo chef di Terrasini, qui impegnato in una cooking class.

    19 Giugno 201713 Settembre 2019 0 commento
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    Ristorazione&Ospitalità

    Salvatore a Ravello

    Di Redazione Witaly 16 Giugno 201713 Settembre 2019
    scritto da Redazione Witaly

    Appena fuori il tunnel della piazza, andando verso l’auditorium, eccolo subito a destra. Si scende una scala e si hanno due scelte: a destra la pizzeria a sinistra il ristorante. Li uniscono non solo la proprietà, ma anche la qualità e la gran vista sulla costa. Luca Calce, seconda generazione, ha anche viaggiato ed è tornato nel ristorante di famiglia portando idee nuove ed esperienza. La cucina è rimasta di impostazione tradizionale, con una gran cura nella selezione delle materie prime, ma indubbiamente si riconosce la tecnica che affiora qua e là. Un plauso a Luca anche perchè non dimentica la buona pizza e l’abbiamo visto lavorare a puntino per preparare una base pizza fatta di farine di grani antichi.

    16 Giugno 201713 Settembre 2019 0 commento
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    Ristorazione&Ospitalità

    Accanto all’Angiolieri di Seiano

    Di Redazione Witaly 15 Giugno 201713 Settembre 2019
    scritto da Redazione Witaly

    Una dozzina di anni fa abbiamo visto nascere questa bella struttura, un recupero lungo e minuzioso dell’antico Palazzo Angiolieri. Elisa Balzano con grande passione, determinazione e costanza pur non essendo del settore ne ha fatto un riferimento importante e prezioso per la zona. Oggi può ritenersi soddisfatta, la struttura è bella e funzionale e, soprattutto, può ormai contare su un giro ampio di turisti che vengono anche da molto lontano per godersi la bellissima vista, il confort dell’albergo, e la cucina che è sempre stata un punto di forza. Qui sono passati parecchi chef, tutti in genere bravi, in particolare Vincenzo Guarino che ora è in Toscana. Poi nelle ultime stagioni il cambiamento si è un pò accelerato, ma speriamo che si ritrovi quella continuità di persone responsabili che in genere assicura uno standard affidabile. Cosa che avviene già per la sala ben gestita da Giovanni Starace e Carlo Esposito. In cucina da qualche tempo è arrivato Mimmo De Simone, proviene dal vicino Bikini, conosce quindi bene il territorio. Inoltre è con lui la sua fedele brigata, fedele anche perchè sono quasi tutti dello stesso nucleo familiare. E la sua cucina infatti è tutt’altro che deludente, soprattutto quando non si allontana troppo dalla linea più aderente al territorio. La sua “acqua pazza” (con l’ombrina e non con la pezzogna) è la migliore assaggiata da noi negli ultimi tempi, e anche le conchigliette in brodetto vibrano di gusto. Meno convicente , ma comunque sempre sulla buona sufficienza, quando tenta di lanciarsi su una linea più tecnica e avventurosa (vedi gli antipasti). Buoni anche i dessert finali.

    15 Giugno 201713 Settembre 2019 0 commento
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    Ristorazione&Ospitalità

    Il nuovo All’oro

    Di Redazione Witaly 14 Giugno 201713 Settembre 2019
    scritto da Redazione Witaly

    Dal piccolo primo All’oro ai Parioli, a questa nuova struttura il salto è importante. Non ci risultano precedenti, crediamo sia la prima volta che uno chef prende la proprietà (almeno in quota parte) e la gestione di un albergo (tra l’altro una vera chicca di 14 belle camere) e del suo ristorante qui a Roma. L’investimento è importante, ma crediamo che Ramona e Riccardo Di Giacinto abbiano la capacità di portarlo avanti. Hanno sempre avuto l’ambizione di crescere nella qualità, ma senza dimenticare anche di ampliare il giro dei consensi e della clientela. Basti vedere il grande successo del Madre, praticamente sempre soldout tutte le sere. L’All’oro però resta e resterà sempre il loro cuore, il baricentro delle attività, dove mettono il massimo dell’impegno e la loro faccia. Il ristorante è nel basement, arredato con eleganza e gusto anche se un pò volutamente buio, forse troppo. Ma almeno le luci illuminano bene i piatti che arrivano e sono tutti piatti molto curati, ricercati da un punto di vista di contenitore e di presentazione. Il menù offre di fondo due linee: i grandi classici e le novità. Ma tra ieri e oggi non ci sono forti discontinuità, la filosofia di Riccardo è ben chiara, procede a piccoli passi, senza fretta, senza segni di creatività dirompente (ma che è spesso a volte effimera), cercando di mettere a punto ogni dettaglio. Piatti che inseguono in genere non tanto l’azzardo o la provocazione, quanto il gusto pieno e la succulenza, ricette che vanno incontro al cliente e non vogliono girargli intorno senza farsi capire. Nel nostro percorso un plauso agli stuzzichini iniziali vari ed eleganti, qualcuno solo un pò troppo pesante. Poi tutto più che buono, ma di certo abbiamo preferito i secondi e i dessert (anche questi golosi a tutto tondo, evvivà!, e non sbiaditi come spesso capita) ai due primi un pò troppi carichi. Il piatto migliore? l’ottimo pollo alla cacciatora che sarebbe stato perfetto con un purè più centrato.

    14 Giugno 201713 Settembre 2019 0 commento
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    Ristorazione&Ospitalità

    Poggio alle Volpi a Monteporzio Catone

    Di Redazione Witaly 12 Giugno 201713 Settembre 2019
    scritto da Redazione Witaly

    Giusto al casello dell’autostrada, subito a destra e siete subito arrivati a Poggio alle Volpi. La struttura è soprendente /e lo sarà di più quando sarà finita). vi accolgie una splendida cantina a vista piena delle bottiglie dell’azienda (che ricordiamo ha vigne nel Lazio e in Puglia) ma anche di tante altre ben note etichette, poi si scende nella grotta di Aladino, o meglio nella barricaia tramite un percorso alterna barriques a visioni celestiali per ogni gourmet che si rispetti: la cave dei grandi prosciutti, culatelli, salumi, la cave dei formaggi con alcuni caciocavalli podolici d’eccezione, la varie cave delle bottiglie “amiche”, dove si alterna grande Bourgogne al Bordeaux, Barolo e Toscana, chardonnay della Nuova Zelanda e distillati come l’Ardbeg, ed altro ancora. Come dire che la visita predispone al meglio. Ma le sorprese non sono La sala del ristorante è dominata dalla grande griglia ed in effetti accanto c’è una grande vetrina a vista dove riposano e si affinano le lombate, fino ad una frollatura di quasi cento giorni, affidate poi alla mano di Raul Gugnau. Il messaggio è chiaro: qui ci sono grandi prodotti, dagli affettati ai formaggi, dalle carni crude a quelle cotte. La cucina è, forse a ragione, un passo indietro.  La brigata è giovane, ma anonima, non esce in sala e si presenta con messaggi quasi didascalici: carciofo con l’uovo, cacio e pepe, pollo con peperoni, dessert. Tutto accettabile ma di certo non lascia il segno rispetto al ben di Dio che c’è intorno. I vini sono ben presentati, d’altronde sono quelli, molto validi dell’azienda (abbiamo assaggiato un ottimo frascati superiore e un Baccarossa dal sapore pieno e piacevolmente fruttato), meno ben la presentazione dei piatti (a domanda precisa nessuno ti sa rispondere). A dirigere il tutto una bella coppia, anche ben assortita: lui Felice Mergè ci sembra calmo e riflessivo, Lei Rossella Macchia attiva e onnipresente tra i tavoli.

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    Ristorazione&Ospitalità

    Una Bandiera giovane, quella di Civitella

    Di Redazione Witaly 9 Giugno 201713 Settembre 2019
    scritto da Redazione Witaly

    Da qualche anno pensiamo che alla Bandiera ci siano due giovani fratelli molto dotati: Alessio in sala e Mattia Spadone in cucina. Ovviamente in piena (e discosta) campagna non è facile (e forse sarebbe comunque fuori luogo) proporre una cucina d’avanguardia, così il naturale e spontaneo compromesso suggerisce una direzione che cerca di conciliare il nuovo che avanza con la tradizione che resiste e che sarebbe comunque folle dimenticare. E secondo noi il risultato è più che interessante. Parte da una bella ricerca della materia prima, e in questo il territorio è fortunato: l’orto cresce accanto, polli e piccioni sono a portata di mano, e le vacche di razza marchigiana godono di pascoli incontaminati. E la conferma è arrivata puntuale con una cena di livello dove ogni piatto aveva senso e gusto. Però incitiamo ancora questi due fratelli, sono bravi ma potrebbero essere ancora più bravi, devono ancora andare in giro per spostare più in alto l’asticella e sfruttare pienamente il loro potenziale. Nella bella sequenza dei piatti da citare l’insalatina di foglie di campo e fegatini, la composizione di radici, l’agnello affumicato. Da migliorare il gallo (non ben valorizzato nella ricetta proposta ma di gran sapore) e i dettagli come qualche stuzzichino di entrata e la pasticceria nel finale.

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    Ristorazione&Ospitalità

    Il Mangiarino ad Albenga

    Di Redazione Witaly 8 Giugno 201713 Settembre 2019
    scritto da Redazione Witaly

    Consigliamo a tutti la sosta ad Albenga, per scoprire un centro storico piccolo, ma suggestivo, pieno di scorci e di locali. Tra i tanti il Mangiarino si distingue fin dal nome e dal logo vivace si capisce cosa troveremo. Mirella Porro la conosciamo da tantissimi anni, essendo una donna ancora giovanile e sorridente non diciamo quanti. Ma era a Bonvesin della Riva nella brigata del Maestro con accanto Carlo Cracco, Andrea Berton e Paola Budel. Poi il coraggio di aprire la Cittadella a Zuccarello, un posto incantevole ma lontano dal mondo. L’abbiamo seguita anche a Laigueglia in una più semplice e fruibile avventura di qualche anno fa, ed adesso la ritroviamo in questo bell’angolo un pò nascosto dietro la Cattedrale. Locale piccolo ed allegro come Lei, che riempie di gioia di vivere la saletta ed ogni piatti. Una cucina semplice che però non può non piacere grazie alle zucchine trombette che (in stagione) le vedi giustamente ovunque, ai tanti fiori eduli sparsi con larghezza sui piatti. Ama anche i dolci e si vede nel giro finale goloso che ci manda al tavolo.

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    Ristorazione&Ospitalità

    Locanda La Corte ad Acciano

    Di Redazione Witaly 1 Giugno 201713 Settembre 2019
    scritto da Redazione Witaly

    Il piccolissimo borgo è antico e un pò sperduto nella valata, a metà strada tra L’Aquila e Raiano. Arrivarci è suggestivo e il borgo non delude, è praticamente occupato dal Palazzo Lattanzi del sedicesimo secolo, andata qusi in rovina e recuperato negli ultimi anni. Gli spazi interni sono grandi ed offrono varie alternativi a possibili cerimonie ed eventi, le camere un pò spartane, il ristorante ha una nuova gestione che cerca, con volontà, di proporre una cucina caratteristica sensata, come ad esempio le polpettine di coratella e il buon primo. Arriviamo fin qua grazie agli amici Chiara ed Agostino Masciarelli, dell’omonimo ed antico pastificio.

    1 Giugno 201713 Settembre 2019 0 commento
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