Comoda, nel pezzo di strada panoramica che porta dall’Arco Felice a Pozzuoli, un locale grande e frequentatissimo pranzo e sera. Pizza e non solo accompagnata da un giudiziosamente essenziale menù del giorno di ricette classiche, da qualche preparazione tipica di rosticceria. Un arredo accattivante pulito e moderno, qualche buona birra e un servizio veloce completano il quadro.
Ristorazione&Ospitalità
Francesco Maione è indubbiamente personaggio singolare, il problema è che non sempre lo troverete in questo ristorante che gli appartiene. Non che non ami seguirne le operazioni, ma la vera attività che gli interessa è il pescato. Se non avesse fatto l’imprenditore (e il politico, ambedue le carriere con successo), forse sarebbe stato un grande pescatore: del pesce conosce ogni dettaglio ed infatti la sua “vetrina” è esplicativa. Non c’è l’ammasso senza fine di pesci di dubbia provenienza come spesso capita trovare in giro presso locali che amano impressionare più per la quantità che per la vera qualità, qui invece troverete poche specie, pesci e crostacei, ma di quelli che fanno la differenza. Ed infatti il crudo che abbiamo assaggiato ce lo ricorderemo! Venendo ai piatti cucinati, dopo cotanto inizio è chiaro che si va in discesa e non in crescendo, con una cucina non troppo ricercata che punta a soddisfare i palati vogliosi di sapori forti e decisi. Il piatto migliore? il baccalà con provola e friarielli (è vero, abbiamo un debole per i friarielli anche fuori stagione) e i vigorosi spaghetti allo zafferano.
Francesco Maione è indubbiamente personaggio singolare, il problema è che non sempre lo troverete in questo ristorante che gli appartiene. Non che non ami seguirne le operazioni, ma la vera attività che gli interessa è il pescato. Se non avesse fatto l’imprenditore (e il politico, ambedue le carriere con successo), forse sarebbe stato un grande pescatore: del pesce conosce ogni dettaglio ed infatti la sua “vetrina” è esplicativa. Non c’è l’ammasso senza fine di pesci di dubbia provenienza come spesso capita trovare in giro presso locali che amano impressionare più per la quantità che per la vera qualità, qui invece troverete poche specie, pesci e crostacei, ma di quelli che fanno la differenza. Ed infatti il crudo che abbiamo assaggiato ce lo ricorderemo! Venendo ai piatti cucinati, dopo cotanto inizio è chiaro che si va in discesa e non in crescendo, con una cucina non troppo ricercata che punta a soddisfare i palati vogliosi di sapori forti e decisi. Il piatto migliore? il baccalà con provola e friarielli (è vero, abbiamo un debole per i friarielli anche fuori stagione) e i vigorosi spaghetti allo zafferano.
Bella questa amena Locanda nell’entroterra di Capalbio poco distante dal Giardino dei Tarocchi. Un agriturismo (fanno olio e hanno l’orto), molto ben curato con indubbiamente un tocco di charme. C’è anche una bella accoglienza, merito soprattutto di Barbara Valleggi, che ti accoglie con i modi giusti e tanta allegria. Da qualche tempo c’è anche più attenzione alla cucina, grazie all’occhio lungo di Valeria Piccini, impareggiabile chef di Caino, che sovraintende il menù, che lascia poi fare ad Alessandro, giovane chef volenteroso. Siamo capitati a pranzo, quando il menù è basico, magari ci torneremo di sera. Ma il posto già merita la segnalazione per la sua piacevolezza complessiva.
Bella questa amena Locanda nell’entroterra di Capalbio poco distante dal Giardino dei Tarocchi. Un agriturismo (fanno olio e hanno l’orto), molto ben curato con indubbiamente un tocco di charme. C’è anche una bella accoglienza, merito soprattutto di Barbara Valleggi, che ti accoglie con i modi giusti e tanta allegria. Da qualche tempo c’è anche più attenzione alla cucina, grazie all’occhio lungo di Valeria Piccini, impareggiabile chef di Caino, che sovraintende il menù, che lascia poi fare ad Alessandro, giovane chef volenteroso. Siamo capitati a pranzo, quando il menù è basico, magari ci torneremo di sera. Ma il posto già merita la segnalazione per la sua piacevolezza complessiva.
Il Tirabusciò è da anni isola felice nel cuore del Casentino. Dalla sua nascita, grazie all’impegno di Alberto Degli Innocenti e di sua moglie Marinella, ha portato avanti un discorso di cucina territoriale pulita e priva di orpelli, basata su ottime materie prime, e proposta ad un prezzo molto competitivo. Discorso per altro portato avanti con grande continuità nel corsso degli anni e ormai il Tirabusciò può contare suuna clientela consolidata ed ampia. Qualità che abbiamo avuto modo di rivedere anche in occasione del Forum, nel breve passaggio per Bibbiena.
Oltre 300 ettari di terreno appartengono a Borgo Pignano, che quindi, oltre all’ospitalità e alla ristorazione, è anche azienda agricola a tutto tondo. Tanti animali: quelli selvatici nella riserva di caccia, quelli domestici nel bosco recintato (cavalli maiali galline), tanto seminativo, e un bell’orto che visitiamo, un pò allo stremo per via della siccità di questi mesi. C’è autoproduzione di farine e anche confezionamento di paste secche ad uso soprattutto interno.
Borgo Pignano, la ristorazione
Borgo a Pignano come abbiamo visto è una struttura piuttosto articolata: c’è l’Azienda agricola con i suoi 300 e più ettari, c’è l’Ospitalità, il Benessere, e ovviamente non poteva mancare la ristorazione. Quest’ultima presneta due alternative: il Fresco, più semplice ed informale, in uno spazio separato, con anche un forno per le pizze. Offre cucina regionale alternado piatti ben noti e fatti in modo corretto, a pizze (non provate) di vario tipo. C’è anche un laboratorio per la panificazione, che spande un buon profumo per tutta la Villa, e che sforna ottimo pane e biscotteria e dessert di vario tipo. E arriviamo al ristorante gourmet, che in estate si avvale di una romantica veranda con vista su Volterra, o gravita nelle sale interne della Villa. Alla guida Vincenzo Martella, cuoco di non straordinarie esperienze, ma ci mette la faccia e la voglia di fare con l’umiltà di chi sa che deve ancora apprendere. E il risultato è encomiabile già ora anche se la bellezza del contesto sprona verso la strada di una crescita ulteriore, soprattutto in termini di finezza e leggerezza delle ricette presentate. Nella lunga degustazione un plauso agli antipasti, con delle tagliatelle di seppia e delle animelle che si fanno ben valere, mentre il piatto migliore ci è sembrato un morone (il pescato del giorno) ben coniugato con le verdure. E parlando di verdure, con quello che abbiamo visto tra orto, giardino delle piante aromatiche, fiori ed erbe varie, pensiamo che la direzione dove il ristorante dovrebbe maggiormente impegnarsi sia senza dubbio quella della valorizzazione di questo patrimonio che è a portata di mano.
I boschi della Toscana non sono avari di sorprese, come questo bel Borgo che non conoscevamo posto su uno dei colli prospicienti Volterra. E’ stato restaurato con cura mantenendo il carattere originario senza stravolgerlo con troppi interventi moderni. E i vari spazi offrono molte alternative, confort e relax. Un buon indirizzo per chi vuol dimenticare il mondo e rilassarsi veramente (non c’è nemmeno la televisione in camera).
E’ sempre un piacere veder vivere bene strutture del rango di Villa Igiea. Qui c’è storia, arte, cultura, anche relativamente al nostro settore. Basterebbe vedere la bellezza della grande sala, con il servizio della lampada, dei centrotavola, delle baffe di salmone ecc.. Cose che magari nella ristorazione odierna trovano meno spazio, ma che non dovrebbero morire, come anche le buone maniere di sala e cucina in un prestigioso albergo come questo, ed in effetti qui ce la mettono tutta, a cominciare dal direttore Vito Giglio. Un plauso và a questa piccola (nel senso di spazio rispetto alla vastità degli ambienti comuni dell’albergo) Cuvèe du Jour. Cuvèe significa prendere il meglio da vari fornitori, Jour di giornata, per poi assemblare il tutto nel modo migliore. Ed è quello che fa il giovane Carmelo Trentacosti con grande passione ed impegno (alle spalle un passato di competizioni con la NIC). Piatti ben concepiti e ben presentati, che si fanno ben volere ed apprezzare, che si gustano volentieri, che mantengono alto il livello della cena, dove però talvolta manca la sorpresa o il tocco intrigante che poi ti danno l’emozione. Da citare gli eleganti stuzzichini iniziali, il buon couscous e i vigorosi spaghetti con zucchine fritte, e l’ineccepibile servizio di sala.









































