Varie
Il male era davvero incurabile e Gennaro Napolitano ci ha lasciato. Lo conoscevamo da quando era appena arrivato a Firenze, uno scugnizzo, alla corte di quell’altro scugnizzo (questa volta romano) che era Carlo Persia, ma che era già un grande chef. La Cantina di Toia esiste ancora a Bacchereto, ma per alcuni anni è stata uno dei migliori ristoranti di Firenze e dintorni. Poi, andato via Carlo verso i mari caraibici, Gennaro ha trovato la sua strada servendo con grande professionalità tanti locali ed alberghi. Ma non era solo un bravo chef, aveva anche grande disponibilità umana e cuore. C’eravamo un pò persi, poi Wine Town, gli eventi che abbiamo seguito per due anni a Firenze, ci ha riavvicinato e il suo contributo è stato importantissimo. Finita l’esperienza di Wine Town è rimasto forte il legame, veniva spesso ai nostri eventi, anche quando la malattia ormai era avanzata. ….Gennaro ci mancherai tanto!
Da sempre questo bric è stata chiamato “meraviglia”, perchè quasi perfettamente conico con una bella dimora residenziale in cima e un bel panorama sulle colline del Monferrato. Da oltre 10 anni è diventata la collina della meraviglia anche per i laboratori che Donato lanati, famoso enologo, ha qui creato con una larghezza di vedute, e un disegno coraggioso, che non ha lesinato investimenti . A noi Donato è sempre piaciuto per la sua competenza, ma anche modestia, per la sua grande capacità lavorativa e la franchezza dell’approccio. Vedere quanto è riuscito a realizzare ci ha fatto veramente piacere. Bravo Donato.
Due giorni in giro per la Baviera e gran finale con i 5 chef al Kounge, una bella e funzionale sala privata con cucina a vista, per preparare il menù di prodotti bavaresi, ognuno improvvisando secondo il proprio stile, con l’aiuto prezioso di Josef Hartl, lo chef della Baviera, bravo e disponibile. Tavola con le Autorità locali (il Ministero della Baviera e la Camera di Commercio Italo-Tedesca) che hanno pensato e realizzato l’evento, e con loro giornalisti di ambedue i paesi. Tutti i nostri cinque chef hanno dimostrato grande coesione (e nessuno di loro si conosceva prima di questo evento) e grande professionalità muovendosi con eleganza, preparando i vari piatti con ritmo giusto e anche sequenza rispettata di sapori e ingredienti. E non era facile dovendo comunque cucinare in trasferta con materie prime obbligate e in gran parte poco note. Ne è uscito un menù piacevole, molto leggero rispetto ai canoni locali, di bell’effetto e anche giocoso (nel caso della rosticciada). Gli applausi sono stati spontanei e i giornalisti tedeschi hanno veramente apprezzato e si sono a lungo complimentati con i nostri ragazzi. Ultima sorpresa: le orecchiette di Domenico Cilenti che hanno chiuso la serata, d’altronde gli italiani non possono far mancare la pasta a tavola.
Si chiude così questo breve viaggio in Baviera, originale per la sua impostazione, azzeccato per il risultato positivo e il riscontro che ha avuto: Speriamo che non rimanga un episodio.
E’ sempre interessante andare al mercato. Quello di Monaco, il Viktualien, è grande e interessante. Nelle vecchie mura trovano posto alcune celebri macellerie, negli spazi centrali bancarelle di frutta, verdure e generi vari. Ci colpisce l’attenzione data alle patate e in genere ai tuberi, ci fermiamo infine al banco dei formaggi. Poi pranzo nell’elegante primo piano della Spaten per assaggiare un buon petto d’anatra e un mediocre clafoutis. Ed ora al lavoro per la cena dei cuochi italiani qui convenuti: Alessandro Bellingeri, Simone Cipriani, Riccardo Bassetti, Domenico Cilenti e Alessnadro Buffolino….vedremo cosa ci andranno a preparare.
Nel centro direzionale della BMW c’è anche un ristorante che non è di certo una mensa aziendale: l’ESS Zimmer ha alti punteggi su tutte le guide e due stelle michelin. Merito di Kofer, la famosa azienda di catering che lo gestisce e merito di Booby Brauer, chef che vi si dedica totalmente. Ci andiamo con il gruppo di chef e giornalisti italiani in visita in Baviera e siamo ricevuti dalle Autorità locali con la presenza di Eckbert Dauer, alto dirigente locale che si rivela non solo simpatico e alla mano, ma anche esperto di vini. E non sarà un caso che assaggiamo qui i vini migliori di questo viaggio. Il menù è sicuramente di alto livello, soprattutto la sequenza degli appetizers convincente, un pò forse troppo affollati di ingredienti i piatti di portata dove comunque si distingue l’ottimo fegato.
Monaco è birra, ma anche automobili e la BMW segna la skyline della città con un grande edificio di uffici, che comprende anche un museo, e uno spazio di presentazione dell’azienda. C’è anche un ristorante rinomato con ben due stelle michelin, ma prima di salire un’occhiata al magico mondo BMW.
