22 nuove 1 stella, 3 nuovi 2 stelle, 1 nuovo 3 stelle. In totale 26 promozioni, e se andiamo a vedere, sono quasi tutti ristoranti di albergo, salvo 9 che andiamo a ricordare: La Rossa ad Alba, Contraste Trussardi ed Essenza a Milano, Undicesimo Vineria a Treviso, Culinaria a Merano, Magnolia a Cesenatico, Cum Quibus a San Gimignano, Tordomatto a Roma. Fino a qualche anno fa il pensiero comune della gente era che in albergo si mangiasse male, o comunque in modo un pò anonimo, la famosa “cucina d’albergo”. Ormai, anche nelle grandi città e non solo nelle località turistiche, questo non è più vero e anzi vediamo come la percezione di qualità sia ormai competamente “cappottata”. E’ il ristorante d’albergo quello che tira, quello che fa qualità, quello che la critica apprezza maggiormente. A suo favore la continuità e la solidità che offrono le strutture alberghiere, l’apporto della clientela ospite che costituisce un comodo zoccolo duro, le complementari attività di convegni ed eventi che garantiscono un alto fatturato e quindi la possibilità di investimenti. Insomma volete la stella Michelin? Più facile se avete le camere alle spalle.
Redazione Witaly
Ed è stata una bella festa, anche quest’anno alla Pilotta, ma senza la magia della visita al Teatro Farnese. In compenso una serata equamente divisa tra postazioni d’obbligo (il Consorzio del Prosciutto e del Parmigiano Reggiano) e gli chef: per Bib Gourmand i Due platani, per 1 stella Massimo Spigaroli, per 2 stelle Kniderkofer poi passato pubblicamente a 3 e per le 3 stelle Massimiliano Alajmo con il buffet finale dei dolci di Alma. Due assaggi fulminati: la tartare di Norbert, la zuppetta di Massimiliano (e molto buona la cucina tradizionale dei Due Platani).
Stavolta la novità grossa c’è, anzi forse due. La positiva è il nuovo 3 stelle, Norbert Niederkofler del St Hubertus, nessun commento se non positivo per la qualità, spessore anche etico del personaggio. Curiosità, con la vicinissima Siriola (seconda stella) San Cassiano diventa la frazione (500 anime) più stellata al mondo. E a proposito di Siriola, ci complimentiamo con Matteo Metullio, a suo tempo vincitore di Emergente Chef, arrivato al traguardo della seconda stella. Altri emergenti che ce l’hanno fatta quest’anno: Francesco Brutto, Davide Pezzuto, Adriano Baldassarre e appunto Alessio Longhini, che, coincidenza, è anche per la guida Touring Giovane Chef dell’Anno, o meglio Top Domani nel nostro lessico.
La nota negativa? ovviamente chi ha perso la stella, soprattutto i due che sono passati da due a una, due chef famosi come Claudio Sadler e Carlo Cracco. Il primo l’ha presa un pò male, è un grande professionista e vedremo come sarà la sua reazione sul campo. Il secondo è alla prese con un grande progetto (anzi due) e la risposta sarà ancora più visibile.
Prima edizione di Emergente Sala a Merano, non priva di difficoltà per gli stretti tempi organizzativi e per le incognite che una prima edizione sempre presenta. Ma è stato un bel successo e i tre organizzatori: Helmuth Koecher, Lorenza Vitali, Luigi Cremona brindano insieme sulla terrazza del Teatro Puccini con sigari e rhum (Maledetto Toscano di Stefano Fanticelli). E’ ancora presto per i bilanci conclusivi, ma ci sono tutte le premesse per una più importante Edizione nel 2018. Arrivederci a Merano!
Tre giorni intensi a Merano, pieni di tante emozioni e ricordi. Ripercorriamo alcuni di questi momenti che ci hanno lasciato un grande ricordo e ringraziamo le tante persone che hanno contribuito al successo di questo evento: i concorrenti con la loro bravura, gli sponsor con il loro contributo, le varie giurie e tanti altri collaboratori e addetti ai lavori che hanno lavorato per rendere queste giornate indimenticabili.
Gran finale di Emergente Sala sul palco del Teatro Puccini a Merano. Una splendida location per un evento originale e nuovo che ha incuriosito molti e appassionato gli addetti al lavoro presenti. Di fronte ad una qualificata giuria eclettica e composita i dieci concorrenti si sono ben presentati, hanno risposto alle domande, alcune anche curiose (ma d’altronde in una sala di ristorante tutto o quasi può capitare), e infine sono stati coinvolti direttamente con i vari sponsor. Tutti sono stati bravi, ma alla fine il verdetto unanime ne ha premiati due: Alberto Tommasi del Cambio di Torino e Enrico Guarnieri di Da Vittorio a Brusaporto. Visto l’alto livello dei concorrenti abbiamo deciso di invitare a Roma anche il terzo classificato, Alberto Bonanno del Magorabin di Torino. E chiusura con un bel brindisi nel foyer del Teatro con alcuni grandi prodotti come il tartufo di Toscobosco, i conchiglioni del Pastificio dei Campi, i vini di Cecchi Feudi Famiglia Cotarella e San Salvatore, i formaggi del Consorzio del parmigiano e di Carmasciando, i salumi di Antica Corte Pallavicina, la bufala di Barlotti, il salmone Upstream, il caffè Kimbo, gli oli e aceti di Olitalia, i sigari del Maledetto Toscano ed altri ancora.
Seconda parte della gara: il servizio al Gala Dinner. Che non è una serata di gala qualsiasi, ma stiamo parlando invece di ben 48 tavoli e 450 ospiti con un servizio articolato che questa sera prevede tra l’altro il servizio della grappa da spilare al momento dalla botte e il servizio del vino spillato anche questo al momento e versato in caraffa. Insomma ci sarà da fare, ed in effetti non si risparmiamo, ma alla fine anche per loro questa serata sarà emozionante, un ricordo che porteranno a lungo con loro. Alla fine dichiariamo i dieci vincitori che passeranno al turno finale del giorno seguente al teatro Puccini.
Prima parte della gara, sono in sedici: Valeria Biancini del Carroponte di Bergamo, Alberto Bonanno del Magorabin di Torino, Armin Causevic del Castello di Guarene, Giulia Corsi del Vun, Andrea Drago di Villa c’Amelia, Enrico Guarnieri Da Vittorio, Federico Lago di Joia, Marco Leali di Casa Leali, Alberto Tommasi Del Cambio, Giovanni Alovisi e Riccardo Ricci della Locanda Margon, Ali Anir della Bottega del Vino, Alex Crivellaro del Quadri, Marco Merli dell’Hotel du lac et du Parc, Lorenzo Palma di Amo ed Elia Trevisan di Covino. Si presentano con un video (il migliore di gran lunga quello di Enrico Guarneri) e poi si presentano in diretta parlando anche di un tema libero a piacere. Infine ognuno di loro viene sottoposto alle domande della giuria: 5 Professori esperti di alcuni Istituti Alberghieri. E’ la prima parte della gara, all’inizio sono tutti un pò tesi, ma man mano che passano le ore si rilassano e fanno anche amicizia tra di loro. A metà pomeriggio si finisce e andiamo al Kurhaus per la seconda e impegnativa prova: il servizio al gala dinner.
Due giorni intensi di domande, prove, di fronte a una giuria di tecnici, poi di fronte ad una giuria di varie personalità del mondo della ristorazione, il servizio al grande gala dinner del Wine Festival, gli scenari incomparabili della sala del Kursaal e del Teatro Puccni. Insomma tante emozioni qui a Merano per i sedici concorrenti in gara. Alla fine andranno a Roma per la finalissima nel 2018 in 3: i due vincitori ex-aequo (incredibile a pari merito con 328 punti) Alberto Tommasi del Cambio di Torino e Enrico Guarnieri di Da Vittorio di Brusaporto (BG). Con loro il bravo Alberto Bonanno, premio speciale della giuria.
