Serata dedicata ai vini e condivisa con i migliori media e sommelier qui a Dubai. Vini di prestigio come il Lupicaia, Castello di Rampolla, Terre Nere e così via, e anche il luogo è prestigioso. Siamo nell’elegante Waldorf Astoria at The Palm, nel nuovo locale Social di Heinz Beck, alla presenza anche di Heinz che è assistito qui a Dubai da una brigata notevole di giovani guidati da Walter Canzio. Si finisce un pò tardi tra i tanti vini e i tanti piatti che raccontano la cucina fresca ed elegante di Beck dal fine carpaccio ai preziosi medaglioni di aragosta, dal vigoroso agnello al rotolo di vitello. Cucina che rispetto ai piatti visti in giro si pone su un’altro livello che speriamo Dubai accolga con il giusto riguardo. Con l’occasione facciamo gli auguri a Heinz Beck, oggi è il suo compleanno,
Redazione Witaly
Molto piacevole questo locale multiuso di Dubai che si ispira un pò alla Francia. Un cafè boulangerie patisserie che serve anche buone selezioni di formaggio, vini a bicchiere, sandwiches in baguette e piatti basici. Annesse altre due alternative: il tea corner molto fornito e l’area cakes con scuola di pasticceria curata da Gelly Kalouta, brava come dimostra nella serie di torte in esposizione.
Amiamo l’India e la sua cucina e, più all’estero che in Italia, non ci lasciamo scappare l’occasione di provarla. Anche perchè a Dubai c’è un famoso ristorante indiano, sede distaccata del Benares di Londra dove lo chef patron Atul Kochaar da ben 10 anni conserva la sua stella michelin. L’ambiente è a dir poco coinvolgente e spettacolare, segnato dalle enormi colonne che svettano verso l’alto. Una cucina a vista impeccabile e particolarmente pulita e precisa rallegra e anticipa l’eleganza del menù. Beviamo vino indiano (ma c’è anche nella piccola lista di vini un prosecco e un paio di etichette italiane) e scegliamo il menù degustazione che raccoglie i piatti più celebri di Atul. Tra i piatti migliori ovviamente il chicken tandoori, ma anche il pesce san pietro marinato al cumino ci è piaciuto moltissimo. Buono il resto, un pò troppo occidentali le capesante.
Ogni giorno oltre 200 coperti di tante nazionalità, e il bravo Dario Usai sa come accoglierli cercando di accontentare i loro gusti e servir loro un cibo che sia quanto più possibile fedele al Mediterraneo. Non è sempre facile perchè a volte il pesce arriva prima dal Cile, il maialino dal Kenya, e la mozzarella fatta negli Emirates, ma insomma il risultato è soddisfacente e Dario con passione e costanza quotidiana fa onore al tricolore e Carlo Pecoraro in sala lo completa. Dario è sardo, Carlo siciliano, il nome ricorda la Campania, insomma viva l’Italia.
Emiliano sovraintende un altro locale qui a Dubai, il Fumè. Un locale molto gradevole e caratteristico, per l’arredo vecchio stile, per la quantità di oggetti e idee che lo ravvivano, per l’ampia superficie che offre al piano terra una prima colazione e sfiziosità semplici occidentali, mentre al primo piano si gioca con il fusion. Ottimo il pane fatto in casa, molte le carni e i pesci affumicati (donde il nome), e in genere tanta sostanza che trova conferma di gusto e di sapore nel pollo speziato e nella lamb pie che ci vengono servite.
Si può approntare una prima colazione a 5 stelle per 3500 persone provenienti in genere da almeno 3 continenti ed abitudini dverse? La mission impossible riesce qui al Marquis Marriott tutti i giorni. Un esercito di qualche centinaio di addetti ai lavori accoglie, porta ai tavoli e dirige il traffico. E tutto questo senza che ci sia alcun effetto “mensa”. Questo perchè l’enorme spazio è suddiviso in tanti angoli, spezzettato e inframezzato da ben 6 (Kitchen 6 è il nome di tutto il piano dedicato per l’appunto alla colazione) cucine: occidentale, araba, cinese, indiana, banco cibi freddi, banco bakery. Vedere questa gigantesca struttura all’opera è un vero insegnamento.
Serata dedicata alla bottarga, qui non conosciuta, presentata con un menù firmato da ben tre chef stellati. Siamo nell’elegante ed esclusivo Capital Club nel distretto finanziario di Dubai. Prima incontro sulla terrazza, poi seduti a tavola con abbinati i vini sardi della Cantina di Mogoro.
Si chiude Gulfood e si chiudono le competizioni con quella dedicata al risotto, sempre più conosciuto ed apprezzato qui negli Emirates. Sono 4 i finalisti con 4 buoni risotti. Tecnicamente il migliore è quello con il foie gras, ma è anche il più lontano dall’Italia per scelta d’ingredienti. Coraggioso quello con sole patate bianche e viola, un pò disequilibrato quello con le uova di quaglia alla carbonara e finisce per vincere quello con i funghi porcini: un grande classico.
