Cena al tartufo di Alba a Palazzo Ferrajoli con invitati di riguardo e belle maniere. Si beve bene tra barbaresco e barolo, e si mangiano i piatti preparati da Massimo Camia. In queste circostanze non si esce dal classico.
Redazione Witaly
Cetara è un piccolo borgo sul mare, di serena bellezza specie quando in inverno si incontra una giornata bella come quella che abbiamo trovato. Non solo colatura ma anche una cucina vivace di mare grazie ai ben 4 noti ristoranti che animano il paese e che richiamano qui una vasta clientela che giunge anche da lontano. Un’occasione per fare un giro delle varie trattorie con gli amici campani.
A dicembre prima del Natale è il momento degli auguri, ma anche della spillatura della colatura di alici di Cetara che dopo alcuni mesi di stagionatura raggiunge la giusta concentrazione proprio a dicembre. E nella tradizione a Natale veniva poi regalata ed adoperata. Un convegno a Cetara ne vuole celebrare il valore e fare il punto della situazione sulla procedura in atto per avere la colatura di alici di Cetara DOP. Non sarà facile, ma sono varie le Associazioni che stanno finalizzando il regolamento e completando le pratiche. Speriamo che il tutto avvenga perseguendo la qualità migliore.
Capo Santa Chiara a Boccadasse
Luca Collami ha attraversato tutta Genova per scendere poi a Boccadasse. Il posto è bellissimo, proprio sulla punta del capo con terrazza a vista un piccolo privè e perfino un tavolino sospeso quasi a sfiorar il mare. La cucina di Luca è semplice ed essenziale, con piatti marinari veloci e gradevoli. Buono il cappon magro, ma buono soprattutto il dessert finale. In cucina è arrivato Matteo Badaracco conosciuto al Giardino degli Indoratori, un bel localino del centro storico. E’ bravo e pensiamo che il suo apporto sarà importante, auguri.
La sorpresa in positivo ce la dà questa Pensione Completa (Vollpension), nel quartiere un pò alternativo di Freihausviertel dall’ambiente di sconvolgente familiarità, frequentato da giovani, servito da giovani, ma dietro le quinte ci sono le nonne che cucinano e si rivelano poi più allegre dei giovani stessi. Un progetto sociale iniziato per caso un paio di anni fa in un evento per coinvolgere la terza età, che ora affronta anche l’impatto con il pubblico. Da non perdere!
Figlmuller è un’istituzione, per molti è la cotoletta migliore di Vienna, altri sono incuriositi dalla tipicità del posto e invogliati dalla fila di gente che ordinatamente attende il turno. A noi la cotoletta non fa impazzire, ma comunque vale la pena anche per il prezzo contenuto (due locali a 50 metri uno dall’altro). Nuovo è invece questo locale, Lugeck, che appartiene a Figlmuller ed è sempre ad un passo. Completamente diverso dal locale madre, occupa un largo spazio di un bellissimo palazzo stile liberty e si apre con vasti spazi su due livelli collegati da una bella scala. Bell’ambiente, bella gente, meno turistico degli altri due con cucina ugualmente classica, prezzi leggermente più sostenuti, ma sempre di buon rapporto prezzo qualità per l’innegabile piacevolezza del contesto. La cotoletta si può ordinare anche qui, versione simile, leggermente più “arricciata”. Buono il pesce di lago e buona la birra.
E dopo Zurigo eccoci a Vienna per la seconda ed ultima tappa del minitour con i produttori delle 4 Regioni del Sud (Campania, Puglia, Calabria, Sicilia). In una bella sala del Renaissance Marriott di Vienna i 24 produttori presenti incontrano i molti operatori che sono stati invitati. Prima il saluto dell’Ambasciatore e del Direttore dell’ICE seguito dalle mie annotazioni e divagazioni gastronomiche sulle bellezze e sapori del sud; poi varie ore di contatti per finire con una cena servita a buffet. Per noi è stata una bella esperienza, crediamo anche per i produttori. Siamo convinti che questa sia la strada giusta, ovviamente mettendo a frutto l’esperienza per migliorare e finalizzare al meglio il tanto lavoro che questi eventi richiedono. E soprattutto che non sia un sasso lanciato una tantum!
A Zurigo faceva quasi caldo, qui a Vienna il freddo è pungente. Difficle rimanere a lungo fuori sulla strada, in compenso non mancano le curiosità, le pasticcerie, i luoghi ameni e golosi. Meglio evitare il Sacher per la troppa gente, il Naschmarkt è una delusione. Ma tante cose belle e interessanti capitano in ogni via. Senza contare il favoloso Quartiere dei Musei, dove c’è veramente l’imbarazzo della scelta..
