Sala Cavour, stavolta ci sono tutti o quasi per assistere alla presentazione ufficiale degli Ambasciatori del Gusto. La parola “Italiani” è sparita, in compenso è arrivato il nuovo logo. Tante belle parole e tanti progetti, l’importante, come ha sottolineato giustamente Carlo Petrini, è che una volta usciti dalla bella sala, non finisca subito la voglia di fare. Non sarà facile, perchè i personaggi sono tanti e con tante storie differenti da raccontare. Ma è anche vero che nella vita bisogna provarci e anche noi ci proveremo.
Redazione Witaly
Un pò cotto, dopo la tre giorni di Rieti, ma non potevo mancare ad un evento che ho sempre seguito dall’inizio, da più di nove anni! Ed eccoci così all’Hotel Regina Baglioni, per presentare il bel libro di Tania e Luciana, due giovani giornaliste sveglie e sempre presenti. Stefano ci ha allietato con i suoi trapizzini e tutti eravamo sulla stessa linea: la pizza più che “gourmet” deve essere “buona”. Poi Mattia Spadone, tra i più bravi giovani chef,ma anche tra i più modesti e riservati, ha fatto la sua idea di parmigiana trasparente, che è piaciuta molto.
Abbiamo vissuto delle belle emozioni l’altra sera, grazie a 6 chef di grande cuore e nobiltà (ma con loro ce n’erano tantissimi ad aiutare), grazie a Noidisala che ha coordinato il servizio di oltre 80 ragazzi dell’Istituto e dei sommelier, ma grazie soprattutto ai 220 ospiti che non solo hanno versato il contributo richiesto, ma sono arrivati puntuali alle 20 e alla fine quasi non andavano più via nonostante il disagio per i più di dover fare anche molti chilometri per il rientro. Una bella serata perchè sentita da tutti, non solo per l’eccezionalità di aver nomi così famosi tutti insieme, ma anche per l’immediato riscontro con l’ambiente: siamo vicini all’epicentro del terremoto e, se anche ormai i riflettori, come ci ha ricordato il ministro Alfano, hanno abbassato le luci, chi viene qui sente da vicino e sulla pelle il dolore di chi ha sofferto e il sacrificio di chi ha dato. Ci portiamo un bel ricordo di questa serata che ci ricorda di non abbassare le luci e mantenere viva l’attenzione verso chi purtroppo soffre ancora.
Quanto sarebbe costato un menù di 42 chef del calibro di quelli di ieri sera, il meglio del meglio di Roma e del Lazio? Ed infatti gli ospiti hanno apprezzato l’occasione riuscendo ad esaurire le oltre 4000 prozioni preparate e servite in meno di due ore (altro record). Una grande serata, per la qualità e quantità delgi chef, ma anche per l’atmosfera che si è creata. Due tavoli erano stati riservati a coloro che si sono sacrificati nei soccorsi: La Protezione Civile, e i Vigili del Fuoco. Il preside dell’Istituto Alberghiero di Amatrice, visibilmente commosso, ha ringraziato lo sforzo che ha fatto tutta la Ristorazione a favore dei terremotati. Una sala piena ha confermato che la solidarietà riesce a far arrivare a Rieti il suo messaggio. Grande insomma la partecipazione di tutti, ed ora avanti per la terza ed ultima serata.
Prima delle tre serate organizzate per raccogliere fondi per l’Istituto Alberghiero di Amatrice ed è stato un bel successo che speriamo porti bene per le altre due serate. Una sala piena (circa 180 persone) ha salutato la presenza e lo sforzo dei 25 chef e pasticcieri presenti. Il meglio della ristorazione reatina per la prima volta insieme superando tradizionali rivalità e scoprendo che alla fine essere uniti dà stimolo, forza e che il risultato paga. C’era una bella atmosfera ieri sera, tutti hanno dato il massimo, e alla fine tutti erano contenti, non solo i tanti chef per la bella riuscita, ma anche il pubblico soddisfatto che quasi non voleva neppure lasciare la sala.
Candore e semplicità, fin dal titolo (locanda dei sapori) che all’interno nelle due salette e soprattutto a loro due, la giovane coppia di titolari. Siamo a pochi metri dal casello, c’è anche un’area di servizio in corrispondenza, ma vale la pena uscire, vista l’ampia scelta di alternative, nessuna scorretta: la Bettola del Buttero per gli amanti della carne, il Focolare per cucina tradizionale a buon mercato e questo Aroma, posto subito dopo. Lui vanta qualche esperienza importante (Vissani) e con tanta passione da due anni propone un menù diverso dall’offerta del circondario, dove tenta un cammino di più ampia valenza tecnica. Dal pane ai dessert tutto è fatto in casa, tutto vale complessivamente la sosta con una lode al polpo, non banale e originale nella sua composizione.
Un locale indovinato questo Cucinaa, ed infatti ha successo, ha aggiunto un’altra sala ed ampliato l’offerta. Nel fine settimana diventa alla sera un vero e proprio ristorante e non dimentichiamo che Marco Gubbiotti, titolare, si era guadagnato la meritata stella michelin prima che la Bastiglia chiudesse il ristorante. Si può consumare sul posto, acquistare i prodotti e le proposte gastronomiche e portarsele a casa, si può sempre di più come dicevamo anche cenare scegliendo da una piccola carta con proposte buone e gustose come ad esempio gli ottimi cappelletti (mentre un pò disequilibrato abbiamo trovato lo spada shabu shabu). Ambiente informale, buona comunque la scelta dei vini e prezzi convenienti.
Con Gusto a Porto Santo Stefano
Da tanti anni esiste Villa Domizia, un bell’albergo all’entrata di Porto Santo Stefano sull’Argentario gestito dalla famiglia Alfieri, ma solo da poco tempo ha fatto un salto di qualità nelle camere e ora anche nella ristorazione che da qualche mese è aperta anche al pubblico esterno grazie a questo Con Gusto, una bella sala con veranda e panorama (sulla spiaggia c’è un’alternativa nei mesi estivi). Alla guida il maturo Emiliano Lombardelli, del luogo, ma con varie esperienze in giro per l’Italia che si dimostra chef affidabile e preparato. La carta è ben equilibrata, forse un pò troppo ampia, ma Emiliano si destreggia bene lungo tutta la linea, con anche un pò di furbizia (si evitano i rischi, i piatti sono costruiti in modo simile, si avverte la tendenza ad accontentare un pò tutti). Alla fine il titolo (Con Gusto) è rispettato, il costo corretto tenendo conto del contesto, ma forse si potrebbe osare qualcosa in più.
In molti casinò del mondo si mangia bene, spendendo anche poco, questo per attirare i giocatori a venire in un posto o in un altro. Così ci prova anche la Sisal, che ha varie sale per le scommesse lungo la penisola, e che ha deciso di “lanciarle” anche da un punto di vista gastronomico partendo da quelle di Roma, Firenze, Catania. Morale, la Sisal ha scelto Angelo Troiani, il noto chef del Convivio di Roma, per realizzare una gara articolata su 4 tappe e che si concluderà con una finale a Milano a fine anno. Abbiamo assistito alla presentazione nel corso di un lungo lunch preparato per l’occasione. (piatto migliore, gli spaghetti)
