30 anni di Paolo Teverini, 30 anni di continuità nella ricerca della qualità, 30 anni di una lunga carriera cominciata anche prima, al Cantunzein di Bologna (chi se lo ricorda più?) e poi in questo luogo che sembrava un pò sperduto ma che invece ha conosciuto tanta notorietà e gloria. Il tutto grazie all’impegno della famiglia, unita più che mai, e al sostegno di una clientela negli anni fedele. Si veniva negli anni ottanta da queste parti per un triangolo classico: la Grotta a Brisighella, la Frasca a Castrocaro e appunto l’Hotel Tosco Romagnolo. Purtroppo di questo triangolo rimane solo un vertice (anche se la Frasca continua con meno ambizioni e con una buona cucina di territorio grazie alla figlia di Bolognesi). E brindiamo a Giordana e Paolo con tanti amici e noti ristoratori, con la seconda e terza generazione che allegra la sala e fa presagire che di questo ristorante se ne parlerà ancora molto a lungo.
Redazione Witaly
Accanto alle due aree della pizza e delle gare di emergente c’è il Lume, il nuovo e bellissimo ristorante di Luigi Taglienti che ha visto il succedersi di numerosi eventi collaterali. In primis i tre lunch che hanno visto protagoniste le aziende del Consorzio del Morellino di Scansano con Lorenza Vitali e Fabio Piccoli in regia. E la sera due cene top a 4 mani con Taglienti accompagnato da Ezio Santin, la prima, e da Josean Alija (del ristorante Nerua di Bilbao) la seconda. Ma il Lume non si è fermato nemmeno nelle altre ore della giornata ospitando convegni ed altri eventi. Il sabato, in occasione della giornata internazionale dedicata all’olio extravergine di oliva, la Confagricoltura con le proprie aziende ha organizzato un Convegno coordinato da Donato Rossi, con Gino Celletti e i due chef, Taglienti e Tano Simonato impegnati ad esaltare l’olio in due raffinati finger food. La domenica ha visto protagonisti alcuni esperti dell’ospitalità in un interessante dibattito coordinato da Teresa Cremona e Travel News con un brindisi finale del Franciacorta 4 Terre e finger food di Umberto Vezzoli e Toscobosco. Il lunedì altri due eventi: Parmigiano Identity con 10 produttori presenti e Emergente Sala al quale dedicheremo l’ultimo post di Cooking for Art Milano.
Ed ecco le immagini della giornata più importante, quella delle varie finali. In tre aree differenti si sono sfidati i finalisti della pizza, gli chef under 30 sul palco e i professionisti under 30 della sala nel ristorante Lume. Contemporaneamente si è svolo l’importante appuntamento di Parmigiano Identity con ben 10 produttori presenti, e i lunch dedicati alle aziende del Consorzio del Morellino con presente Fabio Piccoli. QUindi una giornata articolata e movimentata arricchita dalle premiazioni della Guida del Touring Club Italiano per le migliori strutture del nord d’Italia. Una lunga sequenza di contenuti, di ricette interessanti. I finalisti in cucina si sono confrontati con la “mistery box” e hanno dovuto improvvisare le loro ricette. Alla fine ecco i vincitori. Per la Pizza: Niccolò Serradei di O Fiore Mio e Indrit Haraciu di Berberè. Per la Sala: Luis Diaz del Seta del Mandarin e Carmilla Cosentino della Rei del Boscareto. Per gli chef: Michele Lazzarini per il nordest, Davide Caranchini e Stefano Bacchelli ex-aequo per il nordovest.
Grande festa ed applausi a Davide Caranchini, Stefano Bacchelli e Michele Lazzarini, i 3 vincitori di Emergente Chef Nord a Milano. I primi due ex aequo per il nordovest e il terzo per il nordest. E ancora per la pizza: Niccolò Serradei di O Fiore Mio e Indrit Haraciu di Berberè. Per Emergente Sala condotto da Lorenza Vitali ecco i due professionisti della sala che hanno conquistato le giurie: Carmilla Cosentino che lavora alla Rei del Boscareto resort e Luis Diaz che lavora al Seta del Mandarin.
Seconda giornata di gara con la premiazione delle strutture migliori per l’ospitalità secondo la guida del Touring Club Italiano, e due batterie di gare riservate al nordest (con Liguria). Due belle sfide seguitissime dal folto pubblico degli appassionati, ed alla fine vanno alla finale di lunedì (cioè oggi): Michele Lazzarini sous chef al St Hubertus di San Cassiano e Pietro Montanari della Cesoia di Bologna. Che si ritroveranno in finale anche i tre finalisti prescelti il sabato. Per la pizza in finale ritroveremo: Niccolò Serradei di O Fiore Mio, Matteo Finazzi della pizzeria Brian, Indrit Haraciu di Berberè, Matteo Attianese della Cascina dei Sapori.
Bella, elegante, una galleria d’arte con i quadri di Gianpaolo Atzeni alle pareti: così si presenta W37 la nuova location scelta da Cooking for Art a Milano. Spettacolo completato dai tanti espositori, dall’angolo della pizza, dai convegni e dai lunch di Luigi Taglienti nel prestigioso ristorante del Lume, del quale parleremo a parte. Noi abbiamo seguito le gare, le esibizioni dello chef della Baviera, di quello della NIC Nazionale Italiana Cuochi. Il primo giorno ha visto in campo la Lombardia e il Piemonte. Una sfida appassionante di alto livello, che alla fine ha visto passare il turno Stefano Bacchelli e Davide Caranchini a pari merito per la Lombardia e Niccolò Cappelli per il Piemonte.
Torna a Milano Cooking for Art con molte novità a partire dalla location. Nuova in tutti i sensi:W37, il bellissimo e nuovo concept di eventi che ha al suo intenro il prestigioso ristorante Lume di Luigi Taglienti, miglior novità della Guida Espresso di quest’anno e nuova stella Michelin su Milano. Tre giorni di gare, di assaggi di tanti prodotti, di pranzi e cene particolari. In breve sintesi:
Sabato dalle 12 alle 20: Gare di Emergente Nord (pizza e chef), La giornata internazionale dell’olio d’oliva a cura della Confagricoltura, la grande cena di Taglienti con Ezio Santin
Domenica dalle 12 alle 20: altra giornata di gare di chef e pizzaioli, il convegno sull’ospitalità a cura di Travelnews, la premazione dei migliori Alberghi per la guida del Touring Club Italiano, la grande cena a 4 mani di Taglienti con Alija (ristorante Nerua al Guggheneim di Bilbao)
Lunedì: Finali delle gare, la novità di Emergente Sala la sfida riservata ai professionisti della sala, la premazione dei ristoranti del Nord della Guida Alberghi&Ristoranti del Touring Club Italiano.
Tutti i giorni: Cooking Show degli Chef della Baviera, regioen ospite, e tutti i giorni alle 13 Special Lunch di Luigi Taglienti al Lume
Nel quadro della settimana della cucina italiana nel mondo eccoci con l’ICE a Budapest a presentare alcune aziende e soprattutto la cultura dell’Italia gastronomica. C’è grande attesa, c’è grande interesse da parte dei media e operatori presenti ed infatti il tetto delle 100 persone è raggiunto. C’è anche il nuovo ambasciatore italiano a Budapest ed è una bella coincidenza brindare con lui ad inizio del mandato in questa bella sala che ospitava un tempo il Parlamento dell’Ungheria e che ora è la sede dell’Istituto Italiano di Cultura in Ungheria. Tutti amano l’Italia del buono e del bello, ci fanno domande, interviste una dopo l’altra. Poi, dopo una piccola ma interessante tavola rotonda con alcuni ristoratori italiani qui in città, ecco il Cooking Show di Marco Stabile, serio e pacato come sempre, l’immagine di un’Italia che dà certezze e solidità. Un piccolo ma centrato menù e dopo pranzo gli incontri programmati per le varie aziende presenti. Il tutto sotto la regia, perfetta e da manuale, di Maroc Bulf e dell’ufficio dell’ICE di Budapest.
Eccoci nuovamente a Budapest per la settimana della cucina italiana nel mondo, ed eccoci ovviamente al Pomo d’Oro, il ristorante bandiera dell’Italia in questa città, sempre al centro degli eventi gastronomici della capitale ungherese. Gianni ha fatto anche un bel libro, ha raccolto fondi per Amatrice ed ha partecipato alla cena organizzata sempre in favore dell’Istituto Alberghiero di Amatrice a Rieti con i grandi chef. Oggi il grande pranzo all’Istituto della Cultura Italiana a Budapest, guest chef Marco Stabile, ve lo racconteremo, intanto ci godiamo l’ambiente e i sapori del Pomo d’Or.
Boscolo Hotels proprio in queste settimane stanno vivendo un’importante fase di ristrutturazione che coinvolge l’intero gruppo. Senza entrare nei meriti della situazione finanziaria è indubbio che a loro dobbiamo alcuni degli alberghi più belli, come per l’appunto questo di Budapest che occupa un’intero palazzo poco distante dall’Opera, di grande fascino. E’ suggestivo sopratutto il “New York Cafè”, il ristorante su due livelli, con fasto ottocentesco, ori specchi e velluti, una vera meraviglia come potete vedere da queste immagini. A dirigere l’impegnativa struttura il giovane e bravo direttore Oliver Hutter, conosciuto in Italia.
