Bella cena ieri sera nell’ambito di LSDM al Tre Olivi del Grand Hotel Savoy. Allo chef di casa, Matteo Sangiovanni, si sono affiancati Cristoforo Trapani con un carciofo di possente fisicità (con la finta carbonella al centro della sala), Antonello Colonna con una creativa carbomatriciana, Errico Recanati con una pregevole royale. Matteo da parte sua ha presentato i tubettoni pastificio dei Campi con un vigoroso intingolo con alghe e scorfano. Vini di San Salvatore e pane premiato del Cambio di Torino.
Redazione Witaly
Eccoci a Paestum al GH Savoy Beach dove oggi e domani si svolgerà la decima edizione di LSDM. Domani è anche il giorno di Emergente Sala Centrosud, con tre prove: alle 9 la carta di vini dove i candidati devono riconoscere gli errori immessi, alle 10 la prova teorica di fronte ad una giuria di esperti, alle 13 il servizio al pranzo con oltre 40 ospiti giurati. 7 sono i concorrenti in gara, domani per loro sarà un grande giorno: tra i tanti chef famosi presenti, anche la sala vivrà un momento di gloria e di visibilità.
Dieci volte LSDM, ed eccoci ancora a Paestum. Eravamo innamorati di questi posti anche prima dell’evento, figuriamoci adesso! Non è facilissimo arrivarci, per cui doppi meriti vanno ad Albert e Barbara Guerra che hanno spauto realizzare il loro sogno. Oggi le spalle sono irrobustite da Forma Mentis, per cui il sogno è anche più sereno. Anfitrione è Luciano Pignataro, e il brindisi è d’obbligo con i vini di San Salvatore (Peppino Pagano è altro grande sostenitore del progetto) e ovviamente tanta mozzarella.
Gigione spopola come crediamo nessuno in Italia. Ogni giorno la fila fuori si allunga sempre di più, e non c’è concorrenza che tenga con nessuno salvo che con se stesso: prima posizione su tripadvisor per la Macelleria- Hamburgheria di via Trieste (il locale madre) seconda posizione per l’Hamburgheria Braceria di via Roma (quella della quale ci occupiamo ora) e che si è aggiunta nel 2015. Da allora un successo continuo, con l’onda che arriva lontano, grazie ai numeri crescenti, ma anche grazie alla qualità che accompagna questi numeri. Dietro c’è una famiglia, la Cariulo, ben coesa: Luigi (detto Gigione, macellaio e capofamiglia con la moglie Antonietta) e con loro i 3 figli (Gennaro, Raffaele, Alberto) che si sono molto dati da fare con nuove idee e con una strategia ben precisa: prima allungare gli orari della macelleria con una nuova proposta da degustare su posto, poi con la creazione di questo nuovo locale. Una volta che siete dentro (non sarà facilissimo), lasciate fare a loro (prima parte del menù) o potete pure fare voi (componendo secondo i propri gusti ad esempio l’insalata di propria scelta dalla lista degli ingredienti allegata). Di fondo una carne ben frollata, una scelta di ottime materie prime, una passione per i vini e il bere miscelato che completeranno l’esperienza. Il tutto proposto a prezzi davvero competitivi che ovviamente sono ben apprezzati dal circondario. ed ora la clientela viene anche da lontano (e la fila si allunga di settimana in settimana).
Piccolissimo locale moderno, legno acciaio e tante buone etichette. Un minicucinino garantisce pochi piatti semplici senza tante pretese, ma chi viene qui è per un buon bicchiere di vino (venduto a prezzi onestissimi) per fare due chiacchiere rilassate. Buone materie prime (uno dei titolari è del mestiere), ambiente piacevole e servizio accogliente.
Pasquetta, gita fuori porta come vuole la tradizione, ma meglio in bicicletta. Hotel Alla Corte di Bassano del Grappa: non a caso ha vinto un premio speciale del Touring Club Italiano. Grazie all’impegno di Roberto Astuni, infaticabile titolare, è diventato un posto ricercatissimo per tutti i bikelovers d’Europa che qui troveranno oltre all’ospitalità una serie di gadgets, attrezzature, libri, percorsi suggeriti, bevande defatiganti al mattino ecc.. che fanno la differenza. Semplice e corretto, da prendere come esempio ed il prossimo investimento sarà nella ristorazione: come dire che ci torneremo.
Prima con il bravo Maurizio Zillo, poi con l’altrettanto bravo Matteo Monti, il Rebelot persegue con coerenza il suo percorso che lo ha portato a diventare un punto di riferimento per gli amanti dei bistrò di tendenza. Sotto i nostri occhi de là del banco Matteo Monti si muove veloce e sembra quasi improvvisare ricette ed assemblaggi. Escono una serie di assaggi gradevoli, alcuni interessanti altri meno, e alla fine il bilancio, considerando anche prezzi ed atmosfera, è positivo. Però conosciamo bene Matteo, allievo prediletto di Paolo Lopriore, e da lui di sicuro ci aspetteremmo qualcosa di più nella pulizia e nell’incisività di quanto proposto.
Bello ed elegante il brunch dell’Acanto dell’Hotel Principe di Savoia. Trasmette un senso di ordine, di bel decoro, di classe e il tutto presentato e proposto senza presunzione e supponenza. Ed infatti i tavoli sono pieni di famiglie, con molti bambini e l’elemento femminile domina la scena. Babysitter per i piccoli, musica jazz dal vivo, flute di champagne incluso nei 75 euro del costo (meno per i bambini e gratis i più piccoli). Accanto ai vari buffet, disponibili piccoli assaggi del bravo Alessandro Buffolino.
Gran degustazione in chiusura del Vinitaly organizzata dal WRT un gruppo di aziende che ha riunito gli sofrzi per approfondire la ricerca sul vino, territorio e tecnologia. Sono presenti le aziende con i loro titolari e sono nomi storici come Piernicola De Catris o Alessio Di Majo delle omonime antiche aziende, o nomi famosi come Bruno Vespa o Massimo D’Alema (aziende Vespa e Madeleine); cooperative come Domizio Pigna per la Guardiense e Doriano Marchetti per Moncaro; larga presenza campana con Salvatore Avallone (Villa Matilde) Ilaria Petitto (Donnachiara) Giuseppe Pagano (San Salvatore, emerso prepotentemente negli ultimi anni), ed altri ancora. A dirigere stimolare e coordinare il tutto è la mano di Riccardo Cotarella, bravo enologo, ma anche gran regista del mondo del vino, aiutato dai commenti puntuali di Ian D’Agata. Impressionate il aprterre, con sala al completo nonostante si era in chiusura del Vinitaly. E a giudicare dai vini serviti, siamo fiduziosi ed ottimisti sulla “nuova frontiera della Viticoltura e dell’Enologia Italiana” (questo il sottotiolo del convegno).
