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  • 30 May 2026
  • Rossella Macchia

    Emergente Sala Sud, la gara e la premiazione

    Di Redazione Witaly 22 Maggio 2019
    scritto da Redazione Witaly

    E’ stata una bella selezione, sia per la qualità dei concorrenti che per la larga partecipazione del pubblico. E non era gente qualsiasi: sono venuti giornalisti, direttori di alberghi anche importanti, ristoratori stellati e non, personaggi di sala famosi, profesosri di Istituti alberghieri e tanta altra gente a sostenere i ragazzi in gara e a porre domande che hanno fatto riflettere sui tanti aspetti importanti del servizio di sala. Una bella gara che ha decretato alla fine due vincitori: Alessandra Quattrocchi del Modì di Torregrotta ME, e Giuseppe Zuottolo dell’Olivo di Capri. Premio speciale Empatia dedicato a Lella Granito Guida e consegnato dalla figlia Rossella a Ivana Iemmolo del VOta VOta di Marina di Ragusa. Ora rimane l’ultima selezione, quella di EMergente Sala Centro a Siena il primo giugno. 

    22 Maggio 2019 0 commento
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    Eventi Witaly

    Emergente Sala Sud, parte dal Di Martino Pasta Bar

    Di Redazione Witaly 21 Maggio 20195 Febbraio 2020
    scritto da Redazione Witaly

    Prima giornata di gara di Emergente Sala Sud. Ecco i concorrenti: Daniele Briola già responsabile di sala di Masseria Guida, Ivana Iemmolo maitre del ristorante VotaVota a Marina di Ragusa (RG), Giuseppe Zuottolo Junior Assistant Restaurant Manager de L’Olivo Gourmet Restaurant ad Anacapri (SA), Gennaro Graziano chef de rang di Veritas restaurant a Napoli, Carlo Gallo in sala presso ristorante Abbruzzino a Catanzaro, Stefano Zimeo chef de rang di Le Monzù a Capri (NA), Alessandra Quattrocchi del ristorante Modì a Torregrotta (ME),  Annalisa Piccolo maitre e sommelier di Markus a San Paolo Bel Sito (NA), Giuseppe Ventriglia maitre e sommelier di Agristor Le Due Torri a Presenzano (CE), Elisabetta Falanga maitre del Ristorante Pizzeria Haccademia di Terzigno (NA) ed infine Antonio Clemente Biscione responsabile di sala di Streat “Umori e Sapori” a Cancellara (PZ). Si inizia con la prova dei vini condotta dal sommelier del Comandante Mario Vitiello, per arrivare all’assaggio del parmigiano reggiano in 3 stagionature diverse. Questo il preludio per poi passare alla prova pratica: il servizio di un menù di 3 portate di pasta di Di Martino ai 60 ospiti illustri convenuti ed invitati per l’occasione. Difficile citarli tutti, ma ci sono giornalisti come Santa Di Salvo e Tommaso Esposito, direttore di albergo e della ristorazione come Canio Sabia, Stefano Giancotti, Marco Carli, Paolo Gramaglia, ex concorrenti ora famosi come Bonny Ferrara e Fued Achaab, oltre ai nostri sponsor che ringraziamo e ai quali si è aggiunto GIggi Muroli de I Sogni del Latte. Prova impegnativa, a stretto contatto con gli ospiti e prova molto seguita grazie alla grande collaborazione dello staff del Pasta Bar Di Martino che si è messo a totale disposizione e che ringraziamo sentitamente. Oggi la seconda giornata che si concluderà con la premiazione.

    21 Maggio 20195 Febbraio 2020 0 commento
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    Ristorazione&Ospitalità

    Barrique di Oliver Glowig

    Di Redazione Witaly 1 Maggio 201913 Settembre 2019
    scritto da Redazione Witaly

    C’eravamo stati all’inizio, prima dell’arrivo di Oliver  eprima della fine dei lavori. In un certo senso questa è stata quindi la prima volta e abbiamo così potuto ben apprezzare la portata dell’investimento e del progetto. Non alludiamo tanto all’azienda vinicola, che comunque è cresciuta per numero, qualità e messa a punto del vigneto, quanto alla parte ristorativa in attesa che il progetto venga completato con l’ospitalità (ma ci vorrà ancora qualche anno). Un progetto che per ampiezza e respiro non è usuale, basti vedere al nuovo ingresso del ristorante, al disegno della sala che si affaccia su un lato sulla vigna illuminata mentre il lato interno è segnato da numerose nicchie piene di tesori (per gli appassionati del vino) messi in bella vista. Ma è la cura del dettaglio di ogni oggetto che colpisce e bisogna dare atto a Felice Mergè (il titolare) e alla compagna Rossella Macchia (che quotidianamente segue l’opera) di non risparmiarsi. Oliver Glowig pensiamo quindi che abbia trovato un posto importante e tranquillo dove portare avanti la sua idea di cucina. E’ un ottimo professionista, cauto nel rischio, ma non banale, dà ampie garaznie e sicurezza per poter fare di questo posto un punto di grande qualità e richiamo per tutti i gourmet. La nostra esperienza lo conferma con una cena precisa, curata nei dettagli, dall’inizio alla fine senza cadute con la trippa come piatto top e gli spaghetti alle lumache come il meno convincente (manca lo sprint al piatto).

    1 Maggio 201913 Settembre 2019 0 commento
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    Eventi Passati

    Caritas alla Casa di Famiglia di Villa Glori

    Di Redazione Witaly 5 Dicembre 201815 Settembre 2019
    scritto da Redazione Witaly

    Secondo Atto: dopo il pranzo con i bisognosi a Santa Giacinta lo stesso menù viene replicato a Villa Glori per i sostenitori della Caritas e per gli auguri di Natale. Rigraziamo quindi due volte gli chef: Stefano Marzetti del Mirabelle, Gianfranco Pascucci del Porticciolo, Sandro Serva de La Trota, Oliver GLowig de La Barrique, Giuseppe Di Iorio di Aroma. Con loro i vini de La Famiglia Cotarella e Poggio alle Volpi, in una serata serena contornata dai sorrisi dei bravissimi ragazzi dell’Istituto Artusi coordinati da Enrico Camelio che hanno serviti i commensali. Sono serate che ti rimettono la pace addosso.

    5 Dicembre 201815 Settembre 2019 0 commento
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    Ristorazione&Ospitalità

    Poggio alle Volpi a Monteporzio Catone

    Di Redazione Witaly 12 Giugno 201713 Settembre 2019
    scritto da Redazione Witaly

    Giusto al casello dell’autostrada, subito a destra e siete subito arrivati a Poggio alle Volpi. La struttura è soprendente /e lo sarà di più quando sarà finita). vi accolgie una splendida cantina a vista piena delle bottiglie dell’azienda (che ricordiamo ha vigne nel Lazio e in Puglia) ma anche di tante altre ben note etichette, poi si scende nella grotta di Aladino, o meglio nella barricaia tramite un percorso alterna barriques a visioni celestiali per ogni gourmet che si rispetti: la cave dei grandi prosciutti, culatelli, salumi, la cave dei formaggi con alcuni caciocavalli podolici d’eccezione, la varie cave delle bottiglie “amiche”, dove si alterna grande Bourgogne al Bordeaux, Barolo e Toscana, chardonnay della Nuova Zelanda e distillati come l’Ardbeg, ed altro ancora. Come dire che la visita predispone al meglio. Ma le sorprese non sono La sala del ristorante è dominata dalla grande griglia ed in effetti accanto c’è una grande vetrina a vista dove riposano e si affinano le lombate, fino ad una frollatura di quasi cento giorni, affidate poi alla mano di Raul Gugnau. Il messaggio è chiaro: qui ci sono grandi prodotti, dagli affettati ai formaggi, dalle carni crude a quelle cotte. La cucina è, forse a ragione, un passo indietro.  La brigata è giovane, ma anonima, non esce in sala e si presenta con messaggi quasi didascalici: carciofo con l’uovo, cacio e pepe, pollo con peperoni, dessert. Tutto accettabile ma di certo non lascia il segno rispetto al ben di Dio che c’è intorno. I vini sono ben presentati, d’altronde sono quelli, molto validi dell’azienda (abbiamo assaggiato un ottimo frascati superiore e un Baccarossa dal sapore pieno e piacevolmente fruttato), meno ben la presentazione dei piatti (a domanda precisa nessuno ti sa rispondere). A dirigere il tutto una bella coppia, anche ben assortita: lui Felice Mergè ci sembra calmo e riflessivo, Lei Rossella Macchia attiva e onnipresente tra i tavoli.

    12 Giugno 201713 Settembre 2019 0 commento
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