Bell’idea fare l’anteprima di LSDM al Museo archeologico di Paestum. Cibo e cultura marciamo sempre più insieme, l’hanno ricordato tutti (anche le Istituzioni) al recente Vinitaly, ce lo conferma Paestum, dove il Museo Archeologico apre le porte alla mozzarella e al mondo del food e del wine di qualità. Una bella anteprima per i due giorni della grande kermesse gastronomica di Albert e Barbara.
Barbara Guerra
Cristina è ormai dovunque, segue eventi, congressi, attività di beneficenza…. tutti la vogliono, perchè è intelligente, piena di energia e brava. Fortunatamente sta anche al Glass, la sua sede del cuore da oltre dieci anni ed il Glass è cresciuto con Lei, e con Fabio Spada e tanti bravi collaboratori. Oggi Cristina è più matura ovviamente, più misurata anche nei piatti pur rimanendo fedele al suo stile originario: una cucina con grandi rimandi ad est e ad ovest (ed è proprio l’ovest secondo noi che la contraddistingue, perchè ad est sono in tanti a relazionarsi), con poco legame alle tradizioni (ma per queste c’è il Romeo, altro locale), moderna nelle presentazioni oltre che nei contenuti. Ogni ricetta offre almeno uno spunto interessante, vuoi per l’ingrediente inusuale (il grappolo di uva di mare, il pepe affumicato nelle botti di bourbon) vuoi per il contrasto (la chip di alga con il carpione di ravanello, la bottarga con il cilantro fresco). A volte manca la nota rinfrescante (nelle linguine ai peperoni un pò stucchevoli, come nella triplice carota), ma si rimane poi conquistati dall’ennesima versione (ma ben venga quando è così buona) del cacio e pepe, questa volta con i ricci di mare; dal semplice ma diretto brodo di pollo; dal sorprendente finale con l’insalata dolce di sedano e frutta esotica. Insomma Fabio e Cristina ci sembrano sempre in forma, forse è il Glass che dopo tanti anni avrebbe bisogno di un restyling.
Pizza, a che punto siamo? Dopo cinque anni di cavalcata mediatica, la pizza ha scalato ogni classifica mediatica e dal retrobottega dov’era relegata, ora ha un posto stabile nell’olimpo della comunicazione. Merito dell’orgoglio ritrovato dei pizzaioli, di noi giornalisti che ce ne siamo innamorati, del pubblico sempre più convinto che per 6-9 euro forse non si trova niente di meglio in giro. Di tutto questo si è parlato nei due giorni di convegno per concludere grosso modo, anche se con diverse sfaccettature, che ci vogliono ingredienti giusti, passione e formazione da parte dei pizzaioli e che quella del forno a legna è una battaglia bella, ma probabilmente destinata a perdersi. Il tutto organizzato benissimo, ma senza un assaggio di pizza (sic!), da Barbara ed Albert.
Cetara è un piccolo borgo sul mare, di serena bellezza specie quando in inverno si incontra una giornata bella come quella che abbiamo trovato. Non solo colatura ma anche una cucina vivace di mare grazie ai ben 4 noti ristoranti che animano il paese e che richiamano qui una vasta clientela che giunge anche da lontano. Un’occasione per fare un giro delle varie trattorie con gli amici campani.
Tre interventi in sequenza per avere una conferma: i nostri chef più rappresentativi sono in gamba e desiderosi di far bella figura e proporre cose intelligenti. Primo con Oliver Glowig e la sua elegante ricetta, poi con la forza del gusto siciliano di Ciccio Sultano ed infine con l’inesauribile fantasia di Rosanna Marziale che questa volta ha puntato sulla convivialità.
L’evento è seguito, bello, limitato ma questo significa anche che ha un senso di esclusività e raffinatezza. Le Strade della Mozzarella si ripropongono ancora una volta come evento più rappresentativo del Sud e sia lode a Albert e Barbara di riproporcelo ogni anno con poche varianti, ma comunque con aggiustamenti significativi.Speriamo solo che continuino!
Tutte le strade portano a Roma, ma non quelle della mozzarella, ma questo è un bene perchè secondo noi più lontano si va, meglio si valorizza questo prodotto che attualmente ci distingue in modo così identitario, un pò come il tartufo bianco. Mentre quest’ultimo ha sfondato da anni nell’alta ristorazione del mondo, per la mozzarella di bufala c’è ancora tanto da fare epresentarsi al Four Seasons di Ginevra, con il fior fiore dei pizzaioli e tre grandi chef, pensiamo che sia il modo migliore. Peccato solo che ancora qualcuno storce il naso invece di capire che frequentare simili ambienti, chiamare a raccolta grandi chef e operatori, collocare i nostri prodotti nella fascia più alta, è l’unico modo per valorizzarli e difenderli dall’Italian Sound di tante mozzarelle di bassa o media lega che sempre di più si fanno in giro per il mondo. Che dire se non bravi a Barbara ed Albert che con il Consorzio della mozzarella di bufala hanno organizzato questa prima tappa del viaggio? Seconda tappa è Londra, lunedì e martedì prossimi.
Sapri merita anche senza Enzo Crivella, certo è che Lui aggiunge alla bellezza naturale del luogo, la certezza di trovare qualcosa di buono: in estate soprattutto i gelati per i quali ormai è diventato famoso, in inverno èancora meglio secondo noi perchè ha più tempo per dedicarsi a tante prelibatezze e offrire al cliente le sue mirabili selezioni. Una bella sosta davvero.
