Dieci volte LSDM, ed eccoci ancora a Paestum. Eravamo innamorati di questi posti anche prima dell’evento, figuriamoci adesso! Non è facilissimo arrivarci, per cui doppi meriti vanno ad Albert e Barbara Guerra che hanno spauto realizzare il loro sogno. Oggi le spalle sono irrobustite da Forma Mentis, per cui il sogno è anche più sereno. Anfitrione è Luciano Pignataro, e il brindisi è d’obbligo con i vini di San Salvatore (Peppino Pagano è altro grande sostenitore del progetto) e ovviamente tanta mozzarella.
Albert Sapere
Una bella sorpresa questa pizzeria di Casalnuovo, dove opera la famiglia Castaldo. Lui , Luigi, nasce panettiere e ha la specialità del panuozzo. Poi ormai da tempo ha aggiunto anche il forno a pizza e si esprime su ottimi livelli. C’è modestia, ma c’è anche capacità e questo ce lo fa stimare ancora di più. E c’è anche un impegno continuo per la didattica, per fare piccoli eventi che tengano viva l’attenzione del pubblico, per incoraggiare il figlio a proseguire il percorso di qualità.
Solo due ore, ma a dir poco intense quelle passate ieri a Identità Golose. Sul palco Heinz Beck con passione e foga metteva l’accento sul cibo come fonte di salute e benessere, e intorno tutti praticamente cucinavano, chi nelle sale a latere, chi negli stand. E tanti gli incontri, con chef e colleghi che magari vediamo spesso, ma che si rivedono con piacere, e altri che invece vengono da lontano, come Giorgio Nava. E oggi sarà una giornata ancora più ricca.
Prima con Andrea Aprea, ora con Salvatore Bianco, il Comandante resta la punta della cucina creativa in città, con indubbia continuità di stile e di rigore. L’ambientazione è sontuosa, l’atmosfera intrigante sospesa a metà tra il lusso della sala e l’illuminazione da locale notturno, il panorama bello in attesa di diventare splendido (quando il porto sarà definitivamente rinnovato). Dentro c’è un gran lavoro, in sala con un’equipe curata da Alfredo Manzoni e Mario Vitiello che è impostata secondo un protocollo (fin troppo) rigido che cerca di prevenire ogni problema e curare ogni dettaglio (poi magari qualche sbavatura capita comunque). In cucina Salvatore non è da meno. Lo aiutano Roberto Boemio e Francesco Citterio, coadiuvati da uno stuolo di aiutanti, indispensabili per portare avanti l’enorme lavoro che viene richiesto: basta pensare al pane (grissini sottili, taralli, pane a lievito madre, e vari tipi di pane di tutti i generi che accompagnano le varie portate), agli stuzzichini iniziali (praticamente perfetti con il baccalà in evidenza), alla sequenza dei piatti (non ce n’è uno diciamo normale, sono tutti articolati, con la presenza di un numero elevato di ingredienti, ricercati nella presentazione), alla ricerca dell’effetto o comunque della curiosità (con un rimando continuo dall’ingrediente ricco a quello povero, dall’ingrediente locale a quello esterofilo). Il tutto è affascinante, ma anche un pò stancante perfino per un palato allenato, anche perchè il percorso scelto è impervio e la discrepanza tra aspettative e gusto finale inevitabilmente affiora lungo la degustazione. Chiudiamo con un suggerimento (di semplificazione per quanto sopracitato) e una lode, alla pasticceria davvero bella e anche buona (ad opera della giovane Tonya Centoducati).
Solo alla seconda edizione ed è già un classico: il convegno sulla pizza di Formamentis che vuole fare un pò il punto sullo stato del “mondopizza” oggi. Salvo la pizza (nel senso di quella vera da mangiare) il resto c’è tutto. Si parla di Associazionismo (perchè tante sigle?), si parla di farine (perchè questa lotta all’ultimo seme di grano?) si parla di giovani (perchè quest’ansia di successo, tutto e subito?) si parla di web (a chi clicca di più) si parla infine di pizza nel mondo (e ci sembrano poi le considerazioni più concrete). Qua e là. Giorgio Agugiaro ci ricorda che con tutto il grano italiano arriveremmo solo a metà giugno, quindi importare è una necessità. Luciano Pignataro legge il comunicato dell’Associazione Mani d’Oro (pizzaioli che si sentono trascurati). Barbara Guerra sfama gli affamati con la pizza fritta della Masardona (qui nel chiostro non si vede nemmeno un’ombra di pizza, nemmeno a “libretto”). Un convegno comunque importante e trasversale, che speriamo serve a consolidare e temperare il vivace mondo della pizza, vivace soprattutto qui a Napoli, come forse è giusto sia.
Dispensa San Salvatore a Paestum
E’ inesauribile Peppino Pagano, un vero imprenditore sempre pronto a investire e a battere nuove strade. L’ultima conduce a questa dispensa, lungo il “miglio d’oro” dei caseifici di Paestum, in posizione quindi comoda e strategica. Da amttina a sera una sosta piacevole per comprare, portarsi a casa la bufala (e non solo), ma anche mangiare qualcosa, dallo yogurt di bufala ai gelati, dalla pasticceria al salato. Quest’ultimo attraverso una semplice proposta scritta sulla lavagna che ha il sapore della cucina di casa.
Nuova e bella struttura ad un passo dai templi: Tenuta Duca Marigliano, un tempo villino di caccia, e ora restaurata e aperta all’ospitalità. Un piccolo “boutique hotel” non privo di ambizioni, che contemplano anche la ristorazione ospitata in un piacevole annesso. Dentro l’arredo è più semplice del previsto, e la cucina affidata al volenteroso Luigi Coppola, di buona esperienza in giro per l’Italia ma originario della zona e quindi rientrato volentieri per assumere le responsabilità di questa cucina. Un menù giudizioso e semplice dove la seconda parte (i due secondi e i dessert) è decisamente preferibile alla prima. Una lode per la passione per i lievitati (pane e panettone).
Gran finale con le esibizioni degli chef: Antonia Klugmann sempre profonda osservatrice dei profumi dei fiori e dei campi, l’allegria di Manuele Senis e Pier Luigi Sai che hanno ben intrattenuto il vasto pubblico, la concretezza di Luciano Monosilio ben presentata dall’attento Albert Sapere, e gran chiusura con il padrone di casa Roberto Petza, che come tutti gli isolani parla poco ed è riservato, ma l’altra sera lasciava trapelare la sua grande gioia per la riuscita dell’evento. Un paluso finale a tutta Baradili, piccola, ma ben tenuta che ci ha dato tanti bei ricordi e un tramonto da favola.
Ringraziamo Roberto Petza e Domenico Sanna del cortese invito. Mancavamo da tempo in Sardegna e sono stati due giorni piacevolissimi. Del primo, intenso di visite e soste golose, parleremo più avanti, mentre nei prossimi post rivedremo insieme la bella giornata di Baradili dove si è svolto l’evento “I Fili del Gusto”. Baradili, 84 anime, è il più piccolo comune della Sardegna, ma sicuramente uno dei più caratteristici. Lo abbiamo vissuto un’intera giornata cortile per cortile, a cominciare dal Municipio dove si è svolto il Convegno inaugurale. Il Sindaco ha illustrato la fatica ma anche i tanti motivi e iniziative per permettere al “piccolo” di sopravvivere grazie all’unione di tanti. La rete serve a questo.
130 pizzaioli in gara, molti dei quali anche di fuori Italia, con alcuni nomi famosi (di quelli che raramente ormai si mettono in gara). Insomma un bel numero, ulteriore conferma del successo ormai mondiale della pizza e delle sue giuste aspirazioni a diventare patrimonio universale dell’Unesco. Ed infatti nel bel chiostro di Palazzo Caracciolo c’era anche il Sindaco De Magistris, mentre noi romani siamo sempre in attesa che anche la Raggi capisca l’importanza di una pizza, o magari della carbonara, visto che siamo a Roma. Anfitrione l’amico Luciano Pignataro e tante pizze buone poi da assaggiare a fine evento.
