Di Redazione Witaly

I giovani chef del nord in gara a Riccagioia

Ecco i giovani chef in gara a Riccagioia dal 17 al 19 novembre che si sfideranno per il Miglior Chef Emergente del Nord Italia.

Ecco i giovani chef in gara a Riccagioia dal 17 al 19 novembre che si sfideranno per il Miglior Chef Emergente del Nord Italia.

 

 

Federico Comi

Federico nasce a Bergamo 27 anni fa. La passione della cucina nasce in lui all’età di 3 anni, ricorda che durante i pranzi domenicali la nonna preparava sempre della pasta all’uovo in più con la quale farlo giocare. Il suo piatto preferito da mangiare sono le linguine alla carbonara; mentre quello che ama cucinare è il riso. A contraddistinguere il giovane chef è la curiosità, prova tutte le tipologie di cibo commestibili e gli piacciono molto le cucine di altri paesi. Quando non cucina si dedica al fitness e alla visione di films. Dopo numerose esperienze anche all’estero oggi Federico lavora a Milano con il grande chef Matteo Torretta, nel ristorante dell’hotel Grand Visconti Palace “Al V Piano”.

 

Damiano Dorati

Damiano Dorati: Damiano ama viaggiare e scoprire sempre nuove culture e sapori, il suo modo di cucinare è un succo di tutto quello che ha percepito nei suoi itinerari, esperienze e ricordi. Decide fin da piccolo di fare il cuoco “pasticciavo sempre un po’ dalla mamma o dalla nonna mentre i miei amici giocavano a calcio”. Ora, a 28 anni, sposato e con una figlia stupenda, la sua cucina è originale ma comunque legata alle sue origini, abbina quando è possibile materie straniere a quelle territoriali. Rispetta i prodotti che utilizza e cerca sempre di trattarli con “i guanti” e con amore con la consapevolezza che non lo deluderanno mai. Ora lavora al ristorante ”Cà Vegia” che lo ha riaccolto, dopo anni, arricchito delle competenze acquisite nel corso dei suoi viaggi nelle “cucine del mondo”.

 

Nunzio Iaria

Nunzio Iaria: Annunziato nasce a Bova in provincia di Reggio Calabria il 1983. Generoso e creativo, è arrivato cinque anni fa al ristorante di Paolo Teverini a Bagno di Romagna. Entrato come commis, Nunzio in pochi anni è divenuto sous chef e oggi è la spalla di cui il grande chef Teverini può fidarsi ciecamente. Le creazioni che più lo inorgogliscono sono l’uovo meringato salato e un patè di colombaccio affiancato da un’insalatina servita in un bicchiere nel quale viene creata una sorta di terra con pangrattato nero di seppia e lenticchie. Il sapore viene prima di tutto, la sua cucina è tradizionale con note estrose ma sempre supportata da una tecnica impeccabile.

 

Luca Lovisetto

Luca Lovisetto: giovane chef di Varese, ventinovenne con una passione spasmodica per la cucina. La mamma è tra i suoi più grandi maestri insieme allo chef Matteo Pisciotta, incontrato all’istituto alberghiero  e con il quale lavora al ristorante Luce come capo partita degli antipasti e della piccola pasticceria. Il suo piatto preferito sono le lasagne e l’ingrediente che adora sono le patate, che si adattano alla perfezione a preparazioni dolci e salate. Ragazzo giovane, solare, simpatico e serio sul lavoro, innamorato della cucina di qualità e come tutti i ragazzi ama stare con gli amici, giocare a calcetto e viaggiare per scoprire sempre nuovi cibi da mettere nei suoi menu.

 

Luca Mancini

Luca Mancini: un giovane cuoco determinato e promettente. Tra i suoi grandi maestri si annoverano Adrià, dal quale ha imparato a rispettare la materia prima e a valorizzarla al meglio. Ci tiene a ricordare la sua esperienza all’Harry’s Bar di Londra, dove con Alberigo Penati ho scoperto i segreti che presiedono al gusto: con lui ha appreso ciò che il palato esige e come lo si può emozionare attraverso un gioco di sapori. In uno dei più prestigiosi ristoranti d’Italia, “da Vittorio” a Brusaporto, ha potuto perfezionare la sua cucina, grazie all’incoraggiamento e ai saggi consigli della famiglia Cerea che, correggendo anche i suoi errori, hanno sempre condiviso e valorizzato il suo estro. La natura, un bel pic-nic al termine di una scalata in montagna dinanzi a un paesaggio meraviglioso, gli regalano quello che considera il suo mantra: cucina con amore e con attenzione; approfondisce ogni sapore, rispettando ciascun palato e utilizzando prodotti semplici e tradizionali.

 

Livio Pedroncelli

Livio Pedroncelli: Livio nasce a Seregno in provincia di Monza e della Brianza nel 1984, durante il suo periodo scolastico inizia a lavorare all’osteria del Pomiroeu e oggi dopo anni e gavette in giro per l’Italia ha deciso di ritornare in questo meraviglioso posto, dove ricopre il ruolo di sous chef, organizzatore di eventi e ideatore insieme allo chef della parte creativa del menu. I piatti che crea hanno come obiettivo l’esaltazione assoluta della materia prima.La scelta di fondo è quella di concentrarsi su un elemento della natura, scegliendo prodotti autoctoni del territorio come i grandi allevamenti di Mortara, il latte di Menconico, la cipolla di Breme e il Riesling. La preparazione che in assoluto preferisce in cucina è il pane. “Mi piace perchè è l’esempio più eclatante di come una moltitudine di fattori vadano combinati perfettamente: gli ingredienti, la chimica, il tempo, l’umore. La cucina è questo, un modellare e cercare sintonia fra elementi diversi tra loro.”

 

Alessandro Procopio

Alessandro Procopio: nasce a Magenta in provincia di Milano, frequenta la scuola alberghiera ottenendo il diploma di cuoco tecnologo. All’età di vent’anni inizia la sua carriera come commis di cucina in un ristorante stellato di Cornaredo, il “D’O” dove tornerà dopo 5 anni con un’esperienza di altissimo respiro internazionale. Londra, Roanne e Parigi sono le città che con i loro ristoranti premiati hanno permesso ad Alessandro di costruirsi un curriculum degno di nota dandogli la possibilità di apprendere dai grandi maestridelle cucina d’oltralpe e non solo.Entusiasmo, iniziativa e dinamismo con un tocco d’innovazione sono le caratteristiche che hanno spinto il giovane chef ad andare avanti nel suo lavoro che è poi divenuto anche la sua più grande passione.

 

Barbara Troncia

Barbara Troncia: nasce a Milano 29 anni fa, da mamma lombarda e papà sardo. Da piccola le sue zie dopo l’asilo la facevano sedere e le facevano tagliare le verdure. “Ora che ci penso non era una cosa molto sicura mettere in mano a una bimba un coltellino (seppur poco affilato!) … ma era l’unico modo di tenermi buona! Ero sempre imbronciata e pestifera da bambina” dice la giovane chef ripensando al passato. A vent’anni Barbara si ammala e la cucina la salva, guarisce a 24 anni e decide che era tempo di seguire quel che in realtà sentiva scorrere dentro di se da anni: cucinare! Due anni e mezzo fa inizia a lavorare da “Tano passami l’olio” ad oggi è ancora lì, spinta da una grande forza di volontà, passione e voglia di crescere. Il piatto preferito di Barbara sono le zucchine ripiene della mamma, mentre quello che adora cucinare è il petto d’anatra marinato cotto a bassa temperatura per 14 ore, reso poi croccante in salamandra.

 

Piemonte, Liguria.

 

Massimo Mentasti

Massimo Mentasti: Massimo è un giovane chef che fonda la sua cucina su memorie e ghiottonerie personali. Fa una delle sue prime esperienze in un ristorante della Costa Smeralda, per poi lavorare un breve periodo presso il Four Season di Milano e successivamente due anni nel ristorante Cavallo Bianco. Ora è da cinque anni Chef a “la Gallina” a Gavi. Il suo lavoro nasce da una tradizione di famiglia. Sua nonna aveva una gastronomia, suo padre una salumeria; rimanere nel mondo del “food” era naturale. Trae ispirazione tutti i giorni da ciò che gli piace, trasforma la sua golosità in qualcosa alla portata di tutti, mantenendo i sapori, i gusti e i colori. Senza dimenticare quelli che considera i “grandi maestri”, come Bottura, Ducasse e Alaimo.

Enrico Panero

Enrico Panero: Il giovane cuoco di Savigliano in provincia di Cuneo, proviene da una famiglia che ha sempre vissuto nelle campagne fossanesi. La sua infanzia, a contatto diretto con la terra e l’attenzione che la sua famiglia ha sempre dedicato alla qualita’ e alla buona cucina, sono state per lui formative donandogli delle basi solide per riconoscere e rispettare le diverse materie prime. Inizia a lavorare come commis al ristorante “Aimo e Nadia”, per poi proseguire la sua carriera ai ristoranti “Due Palme” e “Guido”. Da grande amante della cucina internazionale si trasferisce a Lanzarote per andare a lavorare al ristorante “Isla de Lobos”, spostandosi poi a Bilbao; e successivamente passerà tre anni tra l’Eataly di Tokyo e di New York. Oggi è tornato nella sua nazione di origine, lavorando come chef all’Eataly di Genova al ristorante“Marin”, Enrico nonostante sia comunque molto attaccato alla cucina italiana dice che quella che gli rimarrà nel cuore sarà sempre quella giapponese.

Oscar Sciavon

Oscar Sciavon: Il giovane chef padovano, ha sempre lavorato in cucina sin da quando ha cominciato la scuola alberghiera. La sua concezione di cucina è molto legata al passato, crede che da un piatto debba trasparire sempre il gusto degli alimenti senza troppi stravolgimenti, utilizzando tecniche che competono più a dei chimici che a dei cuochi. Il rispetto e la valorizzazione della materia prima devono essere sempre il punto di partenza per qualsiasi elaborazione gastronomica. Ha lavorato in numerosi posti come pasticcere e cuoco, apprendendo tecniche da varie parti di Italia e del mondo, ora lavora al Piccolo Lago a Mergozzo, ristorante stellato in cui l’eleganza del classico e il fascino del moderno si incrociano.

 

Fabio Sgrò

Fabio Sgrò: Fabio nasce a Cuneo 27 anni fa, il pensiero che lo accompagna da sempre è che il cibo non puo’ essere solo carburante per il corpo, deve essere un’esperienza per tutti i nostri sensi. Ha avuto la fortuna di nascere in un territorio che ha visto crescere grandi nomi che sono stati per lui esempio e maestri come: Massimo Camia, Davide Palluda, Stefano Gallo e Fulvio Siccardi. Ogni Maestro a modo suo gli ha trasmesso la voglia di ricercare, anche con un po’ di azzardo, nuovi sapori e accostamenti. L’idea di Fabio della cucina è che non deve mai mancare un po’ di sana follia che permetta di “giocare” con tutti gli elementi supportata dalla voglia di mettersi in gioco e cercare di imparare il più possibile.

 

 

 

Alberto Basso

Alberto Basso: 28 anni. Sin da piccolo, all’età di 6 anni, si è avvicinato all’ambiente della cucina grazie anche ad una nonna amante della cucina fatta in casa. Si divertiva a preparare gli gnocchi, la pasta fatta in casa e partecipava con grande entusiasmo a giornate come quella dedicata alla macellazione del maiale, o alla preparazione dei sughi di pomodoro fatti in casa. La passione è la più grande spinta che gli consente di andare avanti con entusiasmo in questo lavoro, con tanta voglia di imparare e migliorarsi giorno dopo giorno. Il tempo libero è sempre poco, ma gli piace comunque dedicarlo a famiglia e amici, cercando di ritagliarsi qualche spazio anche per un po’ di attività fisica: corsa e bicicletta sono i due hobby a cui si dedica con maggior frequenza. Fare sport all’aria aperta lo aiuta a rilassarmi, e non nega che talvolta, qualche profumo o qualche esperienza particolare, siano stati ottimo spunto per la creazione di nuovi piatti.

 

Alessandro Bellingeri

Alessandro Bellingeri: Alessandro, 28 anni, è cremonese di nascita, tutto ebbe inizio quando, poco più che bambino, sperimenta le prime specialità con la nonna Ada. In cucina bisogna ispirarsi, dedicarsi ed educare il proprio palato al gusto e questo lo ha portato a viaggiare e lavorare in diverse maison. Ha avuto la grande fortuna di lavorare con grandi chef: da Stefano Mazzone a Riccardo Camanini, Enrico Crippa, Massimo Bottura, Massimo Spigaroli ed infine Alessandro Gilmozzi dove ha approfondito un impegno continuo nel ristorante El Molin e lì ha imparato a raccogliere quello che la natura offre. “Vedendo quello che mi circonda ho saputo ascoltare ed estrarre le essenze dei prodotti. Ho capito che in cucina bisogna arrivare all’essenzialità delle materie prime. Amo la natura, il buon cibo, i dettagli e le cose semplici. Spesso però sento il bisogno di fermarmi guardarmi intorno e capire veramente la bellezza di tutto ciò che mi circonda”. Oggi al timone della cucina dell’Osteria de l’Acquarol inizia una nuova sfida, proponendo la sua cucina ricca di gusto, freschezza e semplicità.

 

Francesco Federici

Francesco Federici: giovanissimo chef del ‘91, di un piccolo paese in provincia di Frosinone. Oggi lavora nel ristorante Agli amici, dove ha iniziato come commis nel reparto antipasti e secondi e dallo scorso agosto è passato alla pasticceria. Ha frequentato l’istituto alberghiero di Fiuggi e appena diplomato è partito per Londra, tornato in Italia nel gennaio 2010 ha cominciato il corso superiore di cucina italiana, all’ALMA  la scuola internazionale di cucina, in seguito ha effettuato lo stage nel ristorante dove lavora attualmente. Ragazzo solare e soprattutto “enogastronauta”, ama viaggiare ed andare alla scoperta di culture, territori e tradizioni culinarie e non solo.

 

Andrea Zanin

Andrea Zanin: è nato ad Asolo in Provincia di Treviso nel 1988, da subito, capii che la strada da intraprendere era quella che lo avrebbe portato al fuoco della cucina. Dopo le stagioni estive passate e la scuola terminata approdò al ristorante “La Candola” a Farra di Soligo dove incontrò Nicola Dinato che gli apri ancor più un mondo che già adorava, lui gli insegnò a cucinare con il cuore. Approdò in seguito alla corte di Michel Roux jr., a Londra, al ristorante “Le Gavroche”, dove entrò nel meraviglioso mondo delle stelle Michelin ed imparò le basi della cucina francese, una delle più importanti per lui. Ha fatto esperienze anche internazionali al ristorante “Martin Berasategui” di Donostia st. Sebastiane al Celler de Can Roca a Girona. E’ un ragazzo molto curioso, intraprendente, ambizioso, gli piace lavorare nella cucina, studiare e informarsi ed è incantato dalla storia che dietro ad ogni piatto si cela, ha tanti progetti e sogni, quello piu grande è conoscere e continuare più a lungo possibile ad amare la cucina.

 

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