Le Finali della guida sono un’occasione per scoprire anche la regione che ci ospita. Si va a Spilimbergo per un’interessante visita alla Scuola del Mosaico e poi a Valvasone nell’antico Borgo. Al centro è il Castello, in parte ancora privato, ma la parte pubblica è ben restaurata ed offre la sorpresa di un piccolissimo teatro. Piacevole anche la chiusura con brindisi al Borgo delle Oche, e complimenti a Luisa Menini titolare che ci accoglie con simpatia, nonostante la sorpresa di ritrovarsi tutti noi nella sua piccola bottega.
Witaly
Come ogni anno ci si ritrova a fine luglio per le degustazioni finali della guida Vinibuoni d’Italia del Touring Club. Da quasi dieci anni abbiamo avuto l’idea e la costanza di farle “aperte”, invitando cioè colleghi giornalisti non degustatori della guida ed altri esperti ad assaggiare con noi, alla cieca come noi. Tre giorni dove ci si ritrova assieme ed è un piacere ritrovarci con tanti amici. Grazie anche a Buttrio che ci accoglie sempre con molta simpatia e in particolare un rignraziamento ai Volontari del vino di Buttrio, bravissimi.
Mancava solo un pò di venticello romano serale, ma quest’estate sembra avara al riguardo. Per il resto una serata quasi perfetta, che ha visto 4 annate di Dom Perignon accompagnare i piatti di Francesco Apreda, e così dall’Oenoteque (le vecchie annate di DP) alla Plenitude (le annate più recenti; in genere comunque anno almeno quasi una diecina di anni) abbiamo visto, assaggiato e goduto la pienezza di queste interpretazioni dello champagne, presentate direttamente dal creatore, Richard Geoffroy chef de cave. 4 annate, 4 bottiglie che è un piacere assaggiare, dove è difficile dire quella più buona. La nostra preferenza va al 1995, al massimo della sua pienezza, ma come non riconoscere la grandezza del 2003, vista la difficile annata? E un buon champagne si dimostra ideale anche negli abbinamenti, a volte non semplici, con le ricette di uno chef che cerca anche lui di conciliare la potenza dei sapori con l’eleganza del contesto. Francesco Apreda ha iniziato con un polpo sapiente, proseguito con dei vermicelli intriganti, è andato sul sicuro con i rigatoni, per chiudere con l’agnello (con qualche ridondanza di troppo) e fulminarci con un perfetto dessert.
Paolo Serani da oltre 30 anni rappresenta su Roma i prodotti d’eccellenza. Eccolo riunire alcuni tra i più noti “Bottegai” di Roma per la presentazione di una linea di salumi dell’azienda Santa Camilla del Molise. Prodotti ottimi, allietati dallo champagne e dagli spaghetti di Alessandro e Francesca, chef del Moma, dirimpettaio dell’albergo che da qualche tempo seguono nella ristorazione, in attesa della profonda ristrutturazione dovuta al passaggio di proprietà.
Il momento clou del Forum è sicuramente il Convegno al Mercato Centrale di Firenze che ha visto l’alleanza degli Italian Chefs con l’Istituto Lorenzo de Medici che raccoglie studenti da tutto il mondo per i suoi corsi sull’arte e sulla cultura italiana e che da anni include anche la cucina (e qui al Mercato Centrale è in funzione una scuola ben attrezzata). Il Forum dà voce ad alcuni chef, ma anche ad interventi esterni, si discute così di “italian sounding”, di autenticità della cucina italiana all’estero, di posizionamento della ristorazione italiana nel mondo. A gran voce (e un’alzata di mani lo conferma), viene richiesto dai presenti che il Forum diventi promotore ufficiale del riconoscimento della cucina italiana nel mondo, come patrimonio dell’umanità.
Lunga e bella sosta alla Villa medicea di Artimino.Prima l’incontro con una ventina di piccoli e medi produttori di vino, olio e salumi; poi il momento della foto ricordo sull’imponente scalinata della Villa, la cena tradizionale toscana e infine un’occhiata alla cantina. Un’occasione importante per gli chef di immergersi nel territorio, di viverlo nel modo migliore, con chi gli ingredienti li produce con cura giorno per giorno. Lo scenario di questa villa rende veramente indimenticabile l’esperienza.
Panini, proprio quelle delle figurine, siamo a casa sua. Le figurine sono state vendute anni fa, rimangono le altre due passioni di questa famiglia: i motori e il parmigiano reggiano. Ambedue portate avanti nell’eccellenza, la prima con una raccolta di auto d’epoca, soprattutto Maserati, unica per completezza ed affascinante. La seconda gestendo da sempre, fin dall’inizio, la filiera in chiave bio con tutti gli accorgimenti del caso per cercare di fare un gran prodotto. Formaggio che assaggiamo insieme a gnocchi e tigelle, prima di fare un giro. Il tutto ben spiegato da Umberto Panini che ci racconta l’interessante storia del padre, detto Hombre, per via del lungo soggiorno in Venezuela prima del rientro e dell’avventura delle figurine.
Dopo la visita all’Expò una bella chiusura di giornata nel chiostro di Villa La Torretta, un albergo storico contornato dal verde. Siamo alle porte di Milano, a Sesto, e sembra di stare in campagna. Bella anche la cena, con gli stuzzichini di Felice Lo Basso e i piatti realizzati da vari chef. Domani il tour continua, direzione Firenze.
Appuntamento all’Expò, con oltre 120 chef italiani venuti da tutto il Mondo. Piccola cronoca della passeggiata lungo il Decumano, l’incontro con Slow Food , il brindisi con Ferrari, lo spuntino da Eataly in Toscana, la visita al caseficio del grana. Presenza istituzionale: zero. A nessuna istituzione sembra interessino questi 120 chef convenuti qui all’Expò.
