Curioso vedere tanti cuochi che parlano della sala, ma è indubbio che avvertono il problema e sanno che è lì che si gioca il futuro dell’alta ristorazione (in quella media o bassa secondo noi il problema ormai non si pone nemmeno più). A convocare tanta bella gente ci ha pensato le Cantine Ferrari con la sua scelta di creare un premio specifico nel quadro delle classifiche internazionali dei 50 Best. Una serie di interventi interessanti che spaziano dalla Bocconi al Clovis Club di Londra e che si chiudono con l’intervento di Gualtiero Marchesi. Applauditissimo Antonio Santini, sarà lui a vincere per primo? Se lo meriterebbe a furor di popolo.
Witaly
Tenuta della famiglia Fendi alle porte di Roma, un angolo di campagna romana ancora intatto, che ne fa capire la bellezza, perfino in una brutta giornata con la pioggia che viene giù senza tregua. Ogni anno qui si svolge una mostra di fiori e di piante che è ormai diventata un must per gli appassionati e si arricchisce sempre di contenuti interessanti. Accanto ai fiori fanno capolino i prodotti della tenuta (formaggi e carni) e i vini che vengono prodotti altrove da Anna Fendi.
Ci aspettavamo un tifo da stadio e una ressa colossale, invece ormai l’Olimpico è difficile da riempire e non solo per la Roma. Niente effetti speciali, toni pacioccosi, mentre scorre lentamente la presentazione dell’Accademia Cannavacciuolo con vari interventi, al nostro arrivo è Rudy Bandiera che ci parla del “Brand”. Poi è il turno del Maestro che fortunatamente mantiene uno stile pacato, semplice, discorsivo, quasi sottotono nonostante l’ambiente. Il messaggio è arrivato al pubblico presente? non siamo in grado di dirlo, ma visto le dimensioni e le finalità dell’evento forse sarebbe stato meglio farlo in un ambiente più raccolto, meno ampio e distraente, anche per sottolineare che la formazione non è un gioco e tanto meno uno spettacolo.
Indubbiamente un successo LSDM, perchè non sarebbe stato facile ottenerlo nemmeno in una grande città, e a maggior ragione in una località bella, ma non comodissima come Paestum. Abbiamo iniziato con le loro foto, di Barbara e Albert, i due organizzatori, ma indubbiamente grande è stato l’apporto di Luciano Pignataro con la forza della sua comunicazione. Un altro indubbio vincitore è Peppino Pagano, imprenditore e titolare dell’Azienda San Salvatore e dell’Hotel Savoy che ha rischiato appoggiando l’evento, e che penso stia cominciando a raccoglierne i frutti. E poi una carrellata dei tanti sponsor, molti ben noti, tutti di livello.
Bell’idea fare l’anteprima di LSDM al Museo archeologico di Paestum. Cibo e cultura marciamo sempre più insieme, l’hanno ricordato tutti (anche le Istituzioni) al recente Vinitaly, ce lo conferma Paestum, dove il Museo Archeologico apre le porte alla mozzarella e al mondo del food e del wine di qualità. Una bella anteprima per i due giorni della grande kermesse gastronomica di Albert e Barbara.
Pasquale Cozzolino, famoso e bravo pizzaiolo di Ribalta a New York, è dimagrito di quasi 50 chili mangiando pizza, e il suo è diventato un caso studiato da medici e nutrizionisti, portato anche in televisione. Adesso a migliaia di followers negli States e se ne discute in tutto il mondo, ed anche qui in Italia, nell’ambito di un incontro organizzato da Agugiaro&Figna durante il Campionato Mondiale della Pizza a Parma. Conduce Davide Paolini con Laura Russo nutrizionista, Gian Marco Tognazzi attore mangiatore di pizza e produttore di vino, e ovviamente Pasquale Cozzolino.
Per quanto riguarda il Campionato della Pizza, questi i vincitori:
Campione del Mondo della Pizza / Pizza Classica 2016
Ludovic Bicchierai, Pizzeria Le Gusto di Sausset Les Pins (Francia)
Che ha vinto con un’inedita ricetta di pizza classica a base di pomodoro, mozzarella, tartare di orata, fiori di zucchine, gamberi freschi.
Al secondo posto Alfio Russo della pizzeria Art di Siracusa.
Al terzo posto Nicolo’ Cusumano della pizzeria Mystic Pizza di Ragusa.
Campioni del Mondo della Pizza 2016 divisi per categorie.
PIZZA CLASSICA, Ludovic Bicchierai (Sausset Les Pins – Francia)
PIZZA IN TEGLIA, Giuseppe Lapolla (Pizzeria Da Serafino – Budduso Olbia)
PIZZA NAPOLETANA STG, Giuliano Bucci (Pizzeria Fattoria Roccaraso L’Aquila)
PIZZA IN PALA, Pasquale Moro (La Casa della Pizza Milano) ex aequo Tony Gemignani (San Francisco USA)
PIZZA SENZA GLUTINE, Federico de Silvestris (Pizzeria Quattrocento, Marzana Verona)
FREE STYLE. Jamie Culliton (USA)
VELOCITA’, Giovanni Vecchiesso (Pizzeria al Leon – Chiarano TV)
LARGHEZZA, Alessandro Caliolo (La Tana del Luppolo – San Vito Brindisi)
Il lunedì è sempre stata la giornata di punta, di più alta frequenza e con la presenza di tanti chef oltre che operatori del vino. Difficile far 10 metri senza incontrarne uno. Difficile dire no ad un assaggio di vino, per altro in genere buono. E alla sera quando tutto sembra finito, si ricomincia!
Il Premio Italia a Tavola è diventato un appuntamento importante, non solo per la consegna dei prestigiosi riconoscimenti, ma anche perchè è ormai consuetudine l’abbinamento con un approfondimento importante sullo stato della ristorazione italiana. Questa volta il tema tocca la cultura e l’accoglienza e se ne parla con personaggi di spicco, tra i quali il ministro Franceschini che ci promette: da quest’anno si mangerà bene nei musei italiani. E’ di queste ore la notizia che Enrico Bartolini prende la conduzione del ristorante del Mudec di MIlano. Ci sembra una buona notizia e al solito è Milano che ci dà il buon esempio.
