Seconda parte della gara: il servizio al Gala Dinner. Che non è una serata di gala qualsiasi, ma stiamo parlando invece di ben 48 tavoli e 450 ospiti con un servizio articolato che questa sera prevede tra l’altro il servizio della grappa da spilare al momento dalla botte e il servizio del vino spillato anche questo al momento e versato in caraffa. Insomma ci sarà da fare, ed in effetti non si risparmiamo, ma alla fine anche per loro questa serata sarà emozionante, un ricordo che porteranno a lungo con loro. Alla fine dichiariamo i dieci vincitori che passeranno al turno finale del giorno seguente al teatro Puccini.
Witaly
Prima parte della gara, sono in sedici: Valeria Biancini del Carroponte di Bergamo, Alberto Bonanno del Magorabin di Torino, Armin Causevic del Castello di Guarene, Giulia Corsi del Vun, Andrea Drago di Villa c’Amelia, Enrico Guarnieri Da Vittorio, Federico Lago di Joia, Marco Leali di Casa Leali, Alberto Tommasi Del Cambio, Giovanni Alovisi e Riccardo Ricci della Locanda Margon, Ali Anir della Bottega del Vino, Alex Crivellaro del Quadri, Marco Merli dell’Hotel du lac et du Parc, Lorenzo Palma di Amo ed Elia Trevisan di Covino. Si presentano con un video (il migliore di gran lunga quello di Enrico Guarneri) e poi si presentano in diretta parlando anche di un tema libero a piacere. Infine ognuno di loro viene sottoposto alle domande della giuria: 5 Professori esperti di alcuni Istituti Alberghieri. E’ la prima parte della gara, all’inizio sono tutti un pò tesi, ma man mano che passano le ore si rilassano e fanno anche amicizia tra di loro. A metà pomeriggio si finisce e andiamo al Kurhaus per la seconda e impegnativa prova: il servizio al gala dinner.
Due giorni intensi di domande, prove, di fronte a una giuria di tecnici, poi di fronte ad una giuria di varie personalità del mondo della ristorazione, il servizio al grande gala dinner del Wine Festival, gli scenari incomparabili della sala del Kursaal e del Teatro Puccni. Insomma tante emozioni qui a Merano per i sedici concorrenti in gara. Alla fine andranno a Roma per la finalissima nel 2018 in 3: i due vincitori ex-aequo (incredibile a pari merito con 328 punti) Alberto Tommasi del Cambio di Torino e Enrico Guarnieri di Da Vittorio di Brusaporto (BG). Con loro il bravo Alberto Bonanno, premio speciale della giuria.
Ed eccoci a Merano dove Emergente Sala sarà ospite del Wine Festival. Saranno due giornate intense, la prima in due tempi, prima all’Hotel delle Terme e poi al Kursaal per la cena di gala e poi il sabato gran finale al Teatro Puccini. In gara 16 giovani professionisti del servizzio di sala che vengono qui da un pò tutto il nord d’Italia. La cittadina è lustrata a festa, si vive l’aria dei grandi eventi. Il vino sarà celebrato in una serie di degustazioni di altissimo livello, ma grazie ad Emergente Sala anche il servizio avrà e vivrà un’importante visibilità. Chi sarà a Merano ci venga a trovare, gli altri speriamo seguiranno in tanti questa competizione per tanti versi originale.
Il nuovo Romeo oltre ad essere bifronte (accanto è la pizzeria Giulietta), e suggestivo (per il decoro architettonico ultramoderno), si presta bene anche agli eventi grazie soprattutto alla cucina con affaccio sala. E l’altra sera erano in due, Cristina Bowerman, padrona di casa, che ci ha deliziati con una sapiente zuppa di tuberi e Beppe Guida, chef di Nonna Rosa, amato da tutti per la sua cucina tradizionale vestita con un tocco di sapiente modernità, chef per altro specializzato nei primi. Lui è l’anima delle iniziative del Pastificio dei Campi di Giuseppe Di Martino, che infatti è presente. Un bel tris di assaggi di pasta con gli spaghetti in acqua di limone in evidenza.
Poteva anche essere interessante il convengo dell’altro ieri organizzato presso l’evento Excellence a Roma. Lo spunto era il libro di Davide Paolini: il Crepuscolo degli Chef. E a parlarne non gente qualsiasi: in primis l’autore, poi Gabriele Bonci, Angelo Troiani, Arcangelo Dandini, Alessandro Pipero ed il sottoscritto. Poi la discussione ha preso la mano e ognuno ha detto la sua, spesso fuori tema, e alla fine forse si è parlato più di giornalisti che di chef, più di tripadvisor che di altro, e non è un buon segno.
E’ sempre una festa la serata delle tre forchette del Gambero Rosso, e quest’anno la vera festa l’ha fatta Niko Romito, salito da solo al vertice della guida con un punteggio di 96. Un bel traguardo per uno chef che fino a due tre anni fa era ancora considerato (non da noi, ma da molti) uno chef emergente. Il Gambero Rosso rompe così un equilibrio che sembrava stabile: quello di Massimo Bottura al vertice secondo tutte le guide. L’unanimità non c’è più e si apre il dibattito. La sfida del futuro sarà tra loro due? Difficile dirlo, secondo noi sono più complementari che antagonisti con un Massimo che sembra sempre più consolidare il suo primato etico e internazionale mentre Niko sembra percorrere con successo una strada più concreta ed imprenditoriale. Secondo noi all’Italia servono, e molto, entrambe le cose.
Nuova edizione di Host, forse la più grande fiera del mondo dedicata all’Horeca con migliaia di espositori e chilometri di stand. C’è la ristorazione al completo in vetrina, c’è la tecnica innovativa di tante nuove apparecchiatura, c’è l’eleganza di nuove soluzioni d’arredo, c’è il divertimento di nuove forme e stili per presentare cibi e prodotti, c’è insomma il mondo variegato affascinante e infinito delle mille forme che la ristorazione è capace di assumere per inseguire la qualità. La ricetta non è un’unica, da qui il suo grande fascino.
e’ ormai una (bella) consuetudine il pranzo in onore del piatto dell’anno secondo la Guida de L’Espresso. Quest’anno si premia Alessandro Dal Degan per il suo orzo terra e acqua (secondo noi merita tantissimo, ma questo non è il suo piatto migliore). Una bella festa grazie anche all’ambiente, al servizio perfetto, al livello dei commensali e anche all’ottimo abbinamento tutto basato sugli champagne selezione Cuvèe Louise, uno meglio dell’altro con un finale perfetto: la cuvèe Louise Nature Grand Cru!
40 anni de L’Espresso! e’ emozionante, soprattutto per chi l’ha vissuta, risentire le parole di Federico Umberto D’Amato del lontano 1977 che scrisse nella prefazione della prima edizione della Guida, con le quali Enzo Vizzari ha aperto la presentazione della nuova edizione della Guida. A quei tempi mi avvicinavo a questo mondo che conoscevo ancora poco, ma dal quale ero profondamente attratto. 5 anni dopo mi incontrai con Federico Umberto D’Amato e da quel giorno è indubbio che la mia vita è profondamente cambiata. Devo molto, come tanti, alla guida de L’Espresso e brindo con sincerità ed amicizia a Enzo Vizzari che da tanti anni porta avanti il testimone.
