Materie prime di ottima qualità e passione nel proprio lavoro rendono la cucina del ristorante dell’hotel La Bettola dove lavora lo chef Alberto Conti un punto di ritrovo per gli appassionati della buona cucina a Carisio, nel vercellese. Parole chiave di Alberto Conti sono dunque: scelta accurata degli ingredienti, passione, professionalità e ricercatezza saldamente legata al territorio.
Witaly
Classe 1974, proviene da una famiglia dove la cultura per il cibo è di fondamentale importanza. Viaggia e visita molti paesi, frequentando da cliente alcuni tra i ristoranti più importanti al mondo e nel 2001 prende in gestione il ristorante dello stabilimento balneare Aurora-Lita a Viareggio. Dopo questa esperienza decide di trovare un posto tutto suo e, nell’estate del 2002 inaugura L’Imbuto. Il nome riprende l’arnese da cucina, necessario per i travasi, lui lo utilizza in maniera simpatica per invogliare le persone a “travasarsi” dall’esterno fin dentro il suo ristorante, che è un incontro di colori e design. Nel 2012 arriva la proposta di trasferire il suo ristorante all’interno del museo d’arte contemporanea a Lucca, diventandone tutt’uno con il museo Lu.C.C.A.
Riso. Colture & cotture: Fiera in Campo 21-23 febbraio 2014 Vercelli: i partecipanti, Patrizia di Benedetto
Patrizia Di Benedetto, del ristorante Bye Bye Blues di Palermo stella Michelin siciliana è una chef attenta scelta delle materie prime, ha una cura particolare nel seguire la stagionalità dei vari ingredienti ed è brava nell’attuare modifiche al menu in base alle stagioni perché a detta sua,ogni verdura, ogni ortaggio, ogni prodotto, sia di terra che di mare, sia al meglio di se stesso e riesca a dare il massimo in gusto, profumo e colore. Insomma un prezioso gioiello siciliano a pochi passi dal mare di mondello.
Bello, ampio ed innovativo il progetto che l’altro ieri è stato presentato a Milano. Nasce il FICO, nome non bellissimo, ma dietro c’è un’idea nuova se non altro per la dimensione del progetto. Una via di mezzo tra una fattoria didattica, un parco per divertimenti e Eataly coniugata su scala colossale. Sorgerà alla periferia di Bologna, e speriamo che abbia successo. Un investimento che ci sembra molto più finalizzato di quello dell’Expò.
Lo chef Diego Rigotti è una nuova stella nel firmamento dell’haute cuisine trentina, con il nuovo riconoscimento da parte della Bibbia dei Gourmet, la Guida Michelin 2014 al Maso Franch di Giovo. Qualità ed eccellenza di una cucina d’autore capace di sorprendere ed emozionare, una cucina territoriale e creativa quella di Diego Rigotti che, agisce e crea sperimentando, provando ad immaginare abbinamenti utilizzando materie prime fornite dalla natura come gli elementi del bosco. Una tappa obbligata in Trentino per gli amanti della cucina gourmet.
Riso. Colture & cotture: Fiera in Campo 21-23 febbraio 2014 Vercelli: i partecipanti, Domenico Cilenti
Domenico Cilenti è lo chef del ristorante Porta di Basso a Peschici. Materie prime di qualità e prodotti provenienti dal territorio sono fondamentali nella sua cucina. I suoi piatti attingono alla cucina locale ma al tempo stesso Domenico propone abbinamenti inconsueti e unici. Chi ama la buona cucina non può non fare visita al suo ristorante, meta gourmet obbligata durante un soggiorno nel Gargano.
Riso. Colture & cotture: Fiera in Campo 21-23 febbraio 2014 Vercelli: i partecipanti, Leandro Luppi
Lo chef Leandro Luppi è un grandissimo creativo che gioca con i prodotti del lago. Famoso per la sua invenzione dei salumi di lago, nati per caso ma molto apprezzati. Il suo ristorante a Malcesine domina il Garda e la sua cucina rispecchia tutto ciò che è il territorio, tappa obbligata per chi ama la tradizione rivisitata.
Riso. Colture & cotture: Fiera in Campo 21-23 febbraio 2014 Vercelli: i partecipanti, Pino Cuttaia
Pino Cuttaia, 43 anni, tre figli. Nato a Licata, da bambino ha seguito la famiglia nel nord Italia. Ha vissuto a Torino, dove studia, lavora e si diletta in cucina. Poi, l’hobby diventa lavoro: dopo lunghi soggiorni nelle cucine di rinomati ristoranti torna in Sicilia. La precisione nel lavoro, imparata al Nord, il calore, la passione, gli ingredienti e le ricette della sua infanzia ritrovati al Sud gli consentono di reinventare, di cucinare ricordando momenti passati: stagioni, simboli della storia gastronomica della sua gente.
Riunire le Soste significa riunire il meglio d’Italia e non solo visto che sono ormai parecchi i ristoranti oltre i confini. E uno di questi, il Pri Lojzetu di Tomas Kavcic, è stato il protagonista della serata con altri tre chef nuovi entrati nell’associazione: La Trota dei Fratelli Serva, Joia di Pietro Leeman e il Devero di Enrico Bartolini che ci ha regalato un coraggioso pollo.
Grande folla anche ieri e purtroppo i servizi scricchiolano: possibile che non si possano avere toilettes decenti? Per il resto è un piacere incontrarsi con tanti colleghi e ristoratori, assaggiare e approfondire tanti ingredienti. Bel ricordo la degustazione degli champagnes rosè di Ruinart e un grazie ai tanti amici che mi hanno cercato e salutato.
