Ed ecco i piatti dei 7 chef che hanno partecipato a questa giornata. Ricordo che il piatto di pasta è stato improvvisato al momento nelle cucine di Casa Sanremo con gli ingredienti reperiti nella cucina, mentre il il piatto di carne o di pesce era quello ideato ai fini di un possibile Concorso.
Eventi Passati
Aspettando il Bocuse d’Or: una giornata trascorsa con un gruppo di giovani chef desiderosi di confrontarsi nel più importante e difficile concorso di cucina al mondo. Un percorso che dura due anni attraverso tre fasi: la Selezione italiana che avverrà entro fine anno, la Finale Europea a Budapest maggio 2016, la Finale Mondiale a Lione gennaio 2017. Con Giancarlo Perbellini, Presidente del Bocuse d’Or Italia, stiamo verificando supporti e adesioni e terremo informati gli appassioanti e gli operatori con aggiornamenti sull’evoluzione di questa operazione. A Sanremo, nella piacevole atmosfera che si respira durante il Festival, i ragazzi si sono prima ambientati osservando con curiosità la Vip Lounge, poi hanno preparato ognuno due ricette. Una, improvvisata, di pasta De Cecco (sponsor di questa giornata), una finalizzata allo spirito del Concorso. Non era una gara, non c’era una giuria, ma tutti i piatti sono stati analizzati e commentati in diretta e crediamo sia stato molto producente e funzionale per tutti i presenti che hanno potuto valutare l’impegno e la preparazioni di questi giovani e validi cuochi.
Ogni anno è un appuntamento al quale è difficile rinunciare. Le Soste rappresentano il meglio della nostra ristorazione e ogni anno si allunga il numero delle strutture che aderiscono a dimostrare la salute del comparto. In genere cucinano i nuovi ingressi, come anche in questo caso: stuzzichini affidati a Errico Recanati, Viviana Varese, Massimo Spigaroli, Massimo Mantarro, e piatti eseguiti da Aurora Mazzucchelli, Alfio Ghezzi, Marcello Trentini, Burkhard Bacher, Vincenzo Candiano. Per chiudere la pasticceria dei Cerea. Cucina di classe, una curiosità: mise en place senza nemmeno un coltello…ormai la cucina d’eccellenza non prevede l’uso dei denti.
E’ sempre un grande successo e quest’anno con il vento dell’Expò in poppa Identità Golose avrà un lungo percorso che inizia con questo Congresso e durerà fino a fine anno. Tanta gente in sala e lungo le corsie degli espositori , tante occasioni per scambiarsi impressioni, ritrovare colleghi lontani, assaggiare prodotti particolari come ad esempio il magnifico culatello di Spigaroli. E domani si continua.
Non ha ancora 30 anni Ørjan Johannessen il giovane chef norvegese vincitore del Bocuse d’Or 2015. Ed è stata la punta di diamante del trionfo scandinavo completato dal terzo porzo della Svezia, dal quarto della Finlandia vincitrice anche del miglior piatto di carne e del miglior commis, dal sesto della Danimarca e dall’ottavo dell’Islanda. Una conferma della quasi totalizzante superiorità del Nord Europa in questa competizione, che solo la Francia, gli Stati Uniti (ma con chef e team di forte influenza francese) e il Giappone riescono in qualche modo ad arginare, mentre il resto del mondo a cominciare dalla celebratissima Spagna (23sima) e per finire all’Italia (non arrivata in finale) è tenuto distante. Applaudiamo alla bravura di questi team e in particolare a quello norvegese, personalmente abbiamo trovato il piatto di pesce dello chef giapponese veramente stupendo, e per il resto diciamo solo che ci aspetta una lunga sfida e che la strada è molto lunga, tutta in salita. Ma almeno sappiamo cosa ci aspetta.
C’è molta Italia al SIRHA di Lyon una delle più importanti, se non la più importante, fiera della ristorazione al mondo. Italianità è una parola che si sente o si vede in giro e la cosa ci fa piacere. Coniugata con i piatti di Igor Macchia allo stand della Lavazza, in alllegria in quello dello champagne Guyot. Pochi italiani in giro e quando ci si incontra è festa!
Taste of Stars italiane a Leuven, e grande performance di Mauro Uliassi, uno degli chef più amati sia in Italia che all’estero. Con la sua brigata compatta e scanzonata ha conquistato tutti qui in città: 6 giorni sempre pieni a pranzo e a cena grazie anche all’infaticabile lavoro di Carla e Pino Caprioli, titolari dell’Officina Clandestina, che è una specie di ambasciata del gusto italiano in Belgio. Alla sua seconda edizione l’evento si è ampliato, alla Trota si sono aggiunti La Tradizione di Vico e appunto Uliassi e già si lavora per continuare a crescere. Auguri a Pino che se lo merita e intanto noi, in compagnia di Hanne Grégoire, che cerca di unire e stimolare i giovani chef fiamminghi sulla strada della qualità (e speriamo di fare anche qualcosa assieme nel futuro), ci godiamo i piatti di Mauro, alcuni formidabili altri più piacioni, ma quando si lavora in trasferta e bisogna accontentare tutti non si può di certo rischiare. Insomma un bel successo, con la gente che esce tutta contenta: è l’Italia che va avanti.
La scorsa settimana siamo stati a Leuven in occasione della seconda edizione di Taste of Stars. Ecco l’inizio con a presentazione al Rathaus (bellissimo) di Leuven. Pino Caprioli, l’organizzatore, presenta alla stampa locale gli chef protagonisti: Mauro Uliassi al completo con la sua brigata, Salvatore De Gennaro che allieterà con i suoi straordinari prodotti campani, mentre i fratelli Serva della Trota non ci sono ma arriveranno a seguire per ripetere il grande successo dello scorso anno.
Ogni anno si celebra l’International Day of Italian Cuisine, la festa della cucina italiana nel mondo, il 17 gennaio giorno della festa di Sant’Antonio Abate protettore degli animali. E ogni anno migliaia di chef in giro per il mondo preparano per i loro ospiti la stessa ricetta ogni anno diversa. Quest’anno è stata la volta della parmigiana di melanzane e ci siamo ritrovati a Villa Torretta a Milano, un albergo grande ospitale e molto bello, in tanti a celebrare questa giornata. Presenti anche una ventina di chef di Milano, ed altri venuti da lontano come Gianfranco Bruno (Masserie del Falco in Basilicata), Luca Abbruzzino (Catanzaro), Francesco Guarracino (Bice Mare a Dubai) e inoltre ci sono stati collegamenti con chef a Singapore, Hong Kong, Beirut, Olanda. Il tutto sotto la regia attenta di Rosario Scarpato, anima degli It-Chefs, l’associazione dei cuochi italiani el mondo, aiutato per l’occasione da Maurizio Palazzo dell’Hotel Villa Torretta. Senza aiuti e contributi l’Associazione porta avanti grazie una preziosa opera di diffusione dei nostri veri valori gastronomici, speriamo che un giorno le Istituzioni se lo ricordino.
Non basta essere bravi, in questi tempi di crisi bisogna essere pure originali, trovare quell’appeal in più che fa la differenza e porta a farsi notare, primo passo verso il successo professionale. Nei Foodies ogni anno troviamo tante storie degne di essere citate e in particolare i Premi assegnati ne sottolineano alcune veramente ragguardevoli. Complimenti a Laura Mantovano che ogni anno si cimenta nel non facile compito di selezionare e raccogliere le tante segnalazioni.
