Ed eccoci al Vinitaly, anteprima serale a Casa Perbellini, ospitati da Heres, da tanti anni aziende di prestigio nel mondo del vino. Ed in effetti anche questa sera vini alla grande da grandi bottiglie e grandi formati. Arriviamo al dessert (non in ritardo, l’avevamo preannunciato), ma qualche vino riusciamo a recuperarlo. E da domani in Fiera.
Eventi Passati
Serata dedicata ai clienti top dell’American Express, con lezione di cucina inclusa, e che lezione! Docenti Gennarino Esposito e Oliver Glowig, come dire passione e precisione, temperamento e professionalità a braccetto. E la successiva cena è esemplare, con poche ma mirate ricette che non hanno sbavature.
Bella è la Stazione Leopolda e bellissimo come sempre l’allestimento di Pitti Immagine. Una selezione imponente di prodotti e specialità varie completa l’opera e il risultato si vede nel pienone di gente che con pazienza fa la fila e il lungo giro degli espositori. Sono tanti, e c’è sempre qualche interessante novità.
Movimentato il Fuori Taste di ieri sera, dove abbiamo alternato la movida del Mercato Centrale (complimenti a Umberto Montano per quello che ha saputo creare), con un angolo più tranquillo in via Parione (Via Tornabuoni), il Moyè. E’ una serie di locali con lo stesso nome presenti a Milano e a Firenze, con la consulenza di Domenico Cilenti in cucina e una serie di prodotti e ricette che ben rispettano i sapori pugliesi.
Una bella serata al Circolo Aniene dedicata all’Umbria. Marco Gubbiotti è chef modesto ma assai valente ed ancora una volta lo ha dimostrato con una serie di piatti che hanno accontentato tutti: buoni, centrati nel gusto, e ben presentati. Altro protagonista sono stati i vini di Andrea Formelli Fendi, da una vigna su un’alta collina all’interno di Valfabbrica, un progetto ambizioso che prevede nel futuro l’affinamento del pinot nero e una nuova vigna di riesling. I due vini rossi assaggiati (merlot e pinot nero in purezza) ci hanno colpito positivamente.
Un bel duetto quello di Cristian Torsiello e Antonio Petrone (due tra i migliori chef giovani della Campania) sul palco del cooking show organizzato nella Certosa di Padula. Due bei piatti e ci dispiace che di quello di Cristian, carciofo su crema di alici, bello e buono, non abbiamo la foto. Anche l’assessore regioanle, Pasquale Sommese, è intervenuto e il piccolo evento ha avuto quindi anche un importante presenza istituzionale.
Dieta Mediterranea significa pure pane verdure e olio, purchè ovviamente siano ingredienti al top. Ed ecco il pane di Caselle presentato da Michele Croccia imbottito di verdure del suo orto, e poi Vito de Vita che ci presenta altro pane di grani antichi con anche lui verdure servite in bella composizione. Con gli ideatori dell’evento Tiziana Bove Ferrigno e Vito Amendolara, e gli organizzatori Vincenzo Russolillo e Fofò Ferriere brindiamo con il recuperato vino della vigna della Certosa, un aglianico fresco dalla vena acida.
La dieta mediterranea è stata proclamata dall’Unesco patrimonio universale e il Cilento vanta il primato e l’origine di questa idea, che è anche filosofia e stile di vita. E a celebrarne i vantaggi ecco questo bell’evento organizzato alla Certosa di Padula che ha visto alternarsi numerosi convegni e cooking show (trattati a parte). Da segnalare inoltre un’interessante mostra che sarà itinerante e una bella esposizione di prodotti del territorio.
Tutte le strade portano a Roma, ma non quelle della mozzarella, ma questo è un bene perchè secondo noi più lontano si va, meglio si valorizza questo prodotto che attualmente ci distingue in modo così identitario, un pò come il tartufo bianco. Mentre quest’ultimo ha sfondato da anni nell’alta ristorazione del mondo, per la mozzarella di bufala c’è ancora tanto da fare epresentarsi al Four Seasons di Ginevra, con il fior fiore dei pizzaioli e tre grandi chef, pensiamo che sia il modo migliore. Peccato solo che ancora qualcuno storce il naso invece di capire che frequentare simili ambienti, chiamare a raccolta grandi chef e operatori, collocare i nostri prodotti nella fascia più alta, è l’unico modo per valorizzarli e difenderli dall’Italian Sound di tante mozzarelle di bassa o media lega che sempre di più si fanno in giro per il mondo. Che dire se non bravi a Barbara ed Albert che con il Consorzio della mozzarella di bufala hanno organizzato questa prima tappa del viaggio? Seconda tappa è Londra, lunedì e martedì prossimi.
Tanta roba in una sera. Quattro aziende vinicole che accompagnano la Toscana del Vino dal sud al nord: Le Pupille di Scansano, Marroneto a Montalcino, Tua Rita a Suvereto e Terenzuola a Fosdinovo; e due chef come Deborah della Perla di San Vincenzo e Ivan del Baccanale di Piombino. Cena preceduta da una degustazione di alcune celebri etichette delle ben note aziende, presentate direttamente dai titolari, il che ha aggiunto immagine e prestigio alla serata. Ci ha colpito il vermentino di Terenzuola, la piacevolezza del Redigaffi e del Giusto di Notri, la complessità del brunello di Marroneto (specie nella versione Madonna delle Grazie), la continuità del Saffredi. E a cena altri vini e altre annate per accompagnare i piatti dei due chef, tra i quali merita l’encomio il cinghiale di Deborah. Mancavamo da tanti anni a Tua Rita, allora c’era ancora Virgilio, e abbiamo riabbracciato con gioia Rita (Tua è il cognome).
