Pizza, a che punto siamo? Dopo cinque anni di cavalcata mediatica, la pizza ha scalato ogni classifica mediatica e dal retrobottega dov’era relegata, ora ha un posto stabile nell’olimpo della comunicazione. Merito dell’orgoglio ritrovato dei pizzaioli, di noi giornalisti che ce ne siamo innamorati, del pubblico sempre più convinto che per 6-9 euro forse non si trova niente di meglio in giro. Di tutto questo si è parlato nei due giorni di convegno per concludere grosso modo, anche se con diverse sfaccettature, che ci vogliono ingredienti giusti, passione e formazione da parte dei pizzaioli e che quella del forno a legna è una battaglia bella, ma probabilmente destinata a perdersi. Il tutto organizzato benissimo, ma senza un assaggio di pizza (sic!), da Barbara ed Albert.
Eventi Passati
Cotoletta o costoletta alla milanese? Il dubbio amletico viene rigorosamente sciolto da Alan Bay che precisa: la costoletta è il taglio di carne, la cotoletta è il nome della ricetta. E proprio alla cotoletta alla milanese è dedicata la nona giornata dell’IDIC (International Day Italian Cuisine) che ogni anno dedica questa giornata ad una ricetta tradizionale che viene poi eseguita nei 5 continenti dalle migliaia di chef che aderiscono all’iniziativa. E proprio a Milano si celebra l’evento con collegamenti con una diecina di ristoratori da tutto il mondo mentre un’altra diecina cucina in diretta la cotoletta che viene poi assaggiata e commentata da un piccolo gruppo di giornalisti e chef, tra i quali il sottoscritto. L’iniziativa è bella e opportuna, noi l’abbiamo sempre seguita e la seguiremo con piacere, mentre ci complimentiamo ancora con Rosario Scarpato che l’ha ideata, e Maurizio Palazzo che ha organizzato l’evento all’Hotel lagare di Milano.
Tutti felici, l’Enoteca Achilli per la stella appena ricevuta (e perfino il taciturno Massimo Viglietti è riuscito ad esprimersi al riguardo) e Gianluca Bisol per l’ottima annata dei suoi vini. Lui è un pò il Gaja del prosecco, parla poco della sua azienda, porta avanti sempre il territorio, per far rispuntare con falsa modestia poi i suoi vini tra le righe. Vini che sono comunque buoni, soprattutto secondo noi i due metodi classici, il prosecco Relio dalla curiosa bottiglia e il Cartizze. Ad accompagnarli le proposte dissacranti di Viglietti, che non bada alla presentazione, non bada alla sequenza (due ricette con il formaggio sopra le righe in sequenza), ma ci sorprende con una maggior ricerca della succulenza (i due piatti di pesce) a scapito delle sue abituali asperità.
E dopo Zurigo eccoci a Vienna per la seconda ed ultima tappa del minitour con i produttori delle 4 Regioni del Sud (Campania, Puglia, Calabria, Sicilia). In una bella sala del Renaissance Marriott di Vienna i 24 produttori presenti incontrano i molti operatori che sono stati invitati. Prima il saluto dell’Ambasciatore e del Direttore dell’ICE seguito dalle mie annotazioni e divagazioni gastronomiche sulle bellezze e sapori del sud; poi varie ore di contatti per finire con una cena servita a buffet. Per noi è stata una bella esperienza, crediamo anche per i produttori. Siamo convinti che questa sia la strada giusta, ovviamente mettendo a frutto l’esperienza per migliorare e finalizzare al meglio il tanto lavoro che questi eventi richiedono. E soprattutto che non sia un sasso lanciato una tantum!
Grande festa, grandi chef, grande ritmo e grande location! La Michelin non ci delude mai e ci fa passare dei bei momenti tra piatti e champagne e brunello in accompagnamento. Due piccoli consigli: troppa alta la musica, che a volte impediva di parlare, e un pò poche le sedute per i tanti ospiti intervenuti.
Non solo prodotti e produttori, ma anche un Seminario di introduzione e coinvolgimento del profilo culturale e gastronomico delle 4 regioni della convergenza (Campania Puglia Calabria e Sicilia), e un cooking show del branvo Luca Messina, uno chef italiano che da qualche anno sta facendo bene al Riviera di Zurigo, fronte lago. Buona, anzi superiore forse a quanto si pensasse la partecipazione dei media locali. Un pò sfilacciata nel lungo pomeriggio la partecipazione degli operatori.
Ci potevano venir fuori tranquillamente due cene di gala e un’extra per la pizza, ma all’Hotel Romeo piace far le cose in grande, ed eccoci a vivere la lunga serata comodamente accolti nella sala del Comandante al decimo piano e spettacolare vista sul porto compresa nella cena. Si mangia di classe, si beve anche bene (tutto sotto forma di magnum) e si apprezza il servizio anche per il buon ritmo delle nove portate che ci fanno finire la serata in tempi ancora umani. Lode agli chef, anche per il senso di appartenenza che hanno mostrato e che fa loro onore. Ecco nuovamente i loro nomi: Salvatore Bianco, chef resident, e ancoraRosanna Marziale, Giuseppe Stanzione, Vincenzo Guarino, Pasquale Palamaro, Crescenzo Scotti, Giuseppe Iannotti (o meglio il suo pasticciere). C’era anche un intruso, Fausto Arrighi che sempre volentieri rivediamo.
Metro organizza il suo evento a Roma e fa le cose in grande: 2000 mq alle ex Dogane, divise in aree tematiche: bar, pizza, ristorante, attrezzature, Metro Academy. Ci si perde nel dedalo degli espositori, numerosi sono anche i cooking show ai quali hanno partecipato chef giovani, ma anche nomi illustri della ristorazione capitolina (citiamo Andrea Fusco, ma si è affacciato anche Heinz Beck).
