I Walser candidano il loro mondo all’Unesco, ed è un’occasione per presentarlo anche ai romani. Dalla storia alll’architettura delle loro tipiche abitazioni, dalla musica alle ricette. Un bel brindisi finale con l’ottimo vino Heida (vigna ad oltre 1300 metri) di vitigno savagnin, e buffet preparato da Matteo Sormani della Walser Schtuba di Riale. Amiamo i Walser, ne ammiriamo le qualità e la loro unione, nel nostro piccolo ne appoggiamo la candidatura.
Eventi Passati
Ormai ogni chef stellato si racconta anche con un suo libro, a maggior ragione quando le stelle sono 5. Una presentazione ad effetto, con l’aiuto di Roberto Perrone e di belle foto, ed ecco sul palco dell’auditorium del Mudec Enrico Bartolini, personaggio sempre più importante della ristorazione italiana. In effetti la sua crescita negli ultimi anni è stata impressionante, e il libro ne descrive difficoltà, entusiasmi e successi. Il suo viso candido da eterno ragazzino cela un abile imprenditore, in Iatalia è cosa ben più rara dell’abilità ai fornelli. Ci uniamo quindi con le nostre lodi.
Qualche giorno fa nella suggestiva cornice dei chiostri di San Barnaba, abbiamo seguito la degustazione di alcuni nuovi vini Citra. Una realtà vitivinicola importante, che racchiude alcune cantine cooperative del sud Abruzzo, con centinaia di piccoli produttori e tanti ettari. A seguire la composita scacchiera di tanti appezzamenti e vitigni sarà Riccardo Cotarella, il celebre enologo e per l’appunto la degustazione in un certo senso è servita anche a presentare in modo ufficiale questa collaborazione alla stampa specializzata milanese. Attilio Scienza ha contribuito con le sue affascinanti disquisizioni che rendono piacevoli anche le argomentazioni tecniche, e Marco Sabellico ha descritto in modo egregio, come usuale, le caratteristiche organolettiche dei vini presentati. Una bollicina fresca e piacevole in apertura, e poi il montepulciano d’Abruzzo presentato in alcune varianti interessanti che ne sottolineano la capacità espressiva. Conclusione festosa con il buffet ideato da Andrea Alfieri, chef del Chiostro di Andrea.
Bella apertura di Emergente nord con una prima batteria, quella piemontese, di altissimo livello. Lode quindi ai 4 concorrenti: Marco Primiceri di Antica Corona Reale a Cervere, Federico Ferrari il coraggioso chef del Mirepuà a Rivalta Bormida (andatelo a trovare ne vale la pena!!), Marco Valentini dell’intrigante Hafastorie di porta Palazzo a Torino, e Cristian Mandura del Geranio di Chieri. Alla fine la giuria decide di far passare in finale non uno ma due chef, visto l’alto livello di partecipazione: Cristian Mandura e Marco Primiceri.
Ultimi giorni di Cracco a via Hugo prima della riapertura in Galleria. Sarà anche per Bellavista, ma è un Cracco vestito a festa, in piena forma nonostante la perdita della stella. Con grande misura eleganza, sia nella presentazione che nei piatti, il pranzo scorre veloce allietato da una serie di ottime bollicine, versione speciale di Bellavista per la Scala di Milano. A noi i piatti sono piaciuti, leggeri eleganti dalla suadente ostrica iniziale al delicato e profumato dessert finale alle rose. Si sente la mano del giovane Luca Sacchi, giustamente applaudito accanto a Cracco. Chiude ormai via Hugo, e quindi auguri al nuovo Cracco che ormai è alle porte.
Nella bella Lanterna di Fuksas (detta la “nuvoletta” per distinguerla da quella grande dell’Eur) sopra ai tetti del palazzo un tempo UM (Unione Militare), si è svolta la presentazione del Asti in versione secca che va a completare la gamma della versione dolce e del moscato. Per ora sono poche bottiglie, meno di un milione, ma le altre versioni ne fanno quasi 90 di milioni, quindi è prevedibile che cresceranno in fretta. Ce n’era bisogno? più che noi risponderà il mercato che però sempre di più sembra amare (e non solo in Italia) le bollicine, sperando che la versione secca non finisca per far confusione con quella dolce. Teniamo infatti presente che anche la versione secca non è poi completamente priva di zuccheri, è sempre una questione relativa. A introdurre il tutto Massimo Dogliotti, grande produttore che conosciamo da più di 30 anni e che abbiamo riabbracciato con piacere, ora è Presidente del Consorzio, e Giorgio Bosticco il direttore.
Grazie all’AIS del Lazio per l’importante riconoscimento avuto in una lunga ma bella serata. La location era prestigiosa, il Palazzo della Fonte conserva intatto il suo fascino un pò d’antan, la serata animata da moltissimi vini in degustazione (gran lavoro i sommelier!) e dai piatti di Nacci (Naturalmente Nacci a Cervaro). Tanta la gente competente e tante le giuste osservazioni sui vini e sul cibo. A noi il ricordo in più per il gentile omaggio: grazie quindi ad Angelica Mosetti, presidente AIS Lazio.
22 nuove 1 stella, 3 nuovi 2 stelle, 1 nuovo 3 stelle. In totale 26 promozioni, e se andiamo a vedere, sono quasi tutti ristoranti di albergo, salvo 9 che andiamo a ricordare: La Rossa ad Alba, Contraste Trussardi ed Essenza a Milano, Undicesimo Vineria a Treviso, Culinaria a Merano, Magnolia a Cesenatico, Cum Quibus a San Gimignano, Tordomatto a Roma. Fino a qualche anno fa il pensiero comune della gente era che in albergo si mangiasse male, o comunque in modo un pò anonimo, la famosa “cucina d’albergo”. Ormai, anche nelle grandi città e non solo nelle località turistiche, questo non è più vero e anzi vediamo come la percezione di qualità sia ormai competamente “cappottata”. E’ il ristorante d’albergo quello che tira, quello che fa qualità, quello che la critica apprezza maggiormente. A suo favore la continuità e la solidità che offrono le strutture alberghiere, l’apporto della clientela ospite che costituisce un comodo zoccolo duro, le complementari attività di convegni ed eventi che garantiscono un alto fatturato e quindi la possibilità di investimenti. Insomma volete la stella Michelin? Più facile se avete le camere alle spalle.
Ed è stata una bella festa, anche quest’anno alla Pilotta, ma senza la magia della visita al Teatro Farnese. In compenso una serata equamente divisa tra postazioni d’obbligo (il Consorzio del Prosciutto e del Parmigiano Reggiano) e gli chef: per Bib Gourmand i Due platani, per 1 stella Massimo Spigaroli, per 2 stelle Kniderkofer poi passato pubblicamente a 3 e per le 3 stelle Massimiliano Alajmo con il buffet finale dei dolci di Alma. Due assaggi fulminati: la tartare di Norbert, la zuppetta di Massimiliano (e molto buona la cucina tradizionale dei Due Platani).
Stavolta la novità grossa c’è, anzi forse due. La positiva è il nuovo 3 stelle, Norbert Niederkofler del St Hubertus, nessun commento se non positivo per la qualità, spessore anche etico del personaggio. Curiosità, con la vicinissima Siriola (seconda stella) San Cassiano diventa la frazione (500 anime) più stellata al mondo. E a proposito di Siriola, ci complimentiamo con Matteo Metullio, a suo tempo vincitore di Emergente Chef, arrivato al traguardo della seconda stella. Altri emergenti che ce l’hanno fatta quest’anno: Francesco Brutto, Davide Pezzuto, Adriano Baldassarre e appunto Alessio Longhini, che, coincidenza, è anche per la guida Touring Giovane Chef dell’Anno, o meglio Top Domani nel nostro lessico.
La nota negativa? ovviamente chi ha perso la stella, soprattutto i due che sono passati da due a una, due chef famosi come Claudio Sadler e Carlo Cracco. Il primo l’ha presa un pò male, è un grande professionista e vedremo come sarà la sua reazione sul campo. Il secondo è alla prese con un grande progetto (anzi due) e la risposta sarà ancora più visibile.
