Serata a 4 mani tra gli chef del Vivendo del St Regis di Roma e delle Tre Vaselle di Torgiano, serata soprattutto dedicata ad una nobile famiglia del vino italiano: Lungarotti con la presenza di Maria Grazia e Teresa, due generazioni di donne valenti. Elencarne i meriti ci vorrebbe tanto, basta citare i Musei del Vino e dell’Olio di Torgiano e la grande azione che questa famiglia ha sempre fatto a favore dello sviluppo del Turismo enogastronomico.
Prodotti&Vini
Del tonno rosso ne abbiamo un pò piene le tasche, questo però è indubbiamente buono e sembrerebbe sostenibile, nel senso che catturano un numero di pesci prefissato ogni anno, li nutrono e poi li abbattono quando c’è richiesta. L’azienda è la Balfegò di Tarragona importata da Longino per l’Italia, Riccardo Uleri ce ne descrive le virtù che vengono poi messe in pratica da Cristina Bowerman al Romeo, Chef & Baker di Roma: ottima la “steak (qui non fotografata), coraggioso il dessert.
La Orved da tanti anni collabora con noi e regala sempre una sua macchina professionale per il sottovuoto ai vari vincitori delle tappe del Premio Emergente. Un premio ambito, per il valore economico, ma anche utile in quanto ormai questa metodologia si è diffusa ed è entrata anche nelle case. Approfittando di un nostro passaggio per Venezia, ci fermiamo volentieri a visitare questa azienda che esporta larga parte della propria produzione. Inoltre quest’anno c’è anche una novità importante: la produzione di una linea di piatti monodose (al momento) cucinati sottovuoto e presentati in comode vaschette. In pochi minuti si rigerenano e possono essere mangiati. Comodo e pratico, un prodotto in alternativa ai tanti surgelati e che per le sue caratteristiche ha mediamente qualcosa in più.
Eccoci a Venissa per una breve sosta e ne approfittiamo per passeggiare nella bellissima vigna e assaggiare una nuova bottiglia di Bisol, una selezione di cartizze sulla quale l’azienda punta molto, una conferma del gran lavoro che stanno facendo sulla quantità e qualità dei vini.
Dopo anni da Massari e soprattutto con Biasetto, Ivan è tornato a casa, e poche settimane fa ha aperto questa bella pasticceria nel centro del paese. Dietro un bel laboratorio pulito e funzionale, davanti una mostra varia che visto il periodo estivo offre poco cioccolato, ma che propone molta pasticceria monodose e moderna. Specialità i croissant, niente gelati.
Non vogliamo e non possiamo con poche parole descrivere l’immane lavoro di Pasquale Forte su queste belle colline dell’Orcia. Venite a visitare questa vera azienda dove il vino occupa una piccola parte, ed il resto è bosco, animali e serenità pura. Ed è bellissimo anche il recupero del borgo sotto la Rocca, dove si apre Perillà: una osteria moderna condotta da due ragazzi nemmeno trentenni, sotto la guida di Enrico Bartolini, dove ci viene servito un pranzo di buon livello e dove proviamo l’ultima emozione: l’Asya, un metodo classico con lunga permanenza sui lieviti, sono le prime bottiglie e già fanno presagire un grande spumante italiano (solo pinot nero).
Matteo Sormani ci porta a conoscere la Valle e la prima cosa è visitare il caseificio di riferimento, Formazza Agricola. Una produzione varia, una filiera breve che si completa con la bottega dove si possono acquistare non solo i formaggi ma anche una serie di prodotti gastronomici della Valle.
iSensi è una realtà di accoglienza moderna, chiara, elegante. E’ come una bolla di sapone, tutta trasparenze, una sala di degustazioni priva di barriere che non siano cristalli fra la zona operativa della cucina e la sala dove ci si accomoda, che prosegue nella terrazza che affaccia sui vigneti e sulla campagna salentina.
iSensi è spazio per ‘mediazioni sentimentali’, un laboratorio dedicato alla ricerca della multisensorialità. Un ambiente elegante, arredato con mano leggera, tavoli in legno massello apparecchiati con eleganza minimalista, trasparenze di cristalli, runner di lino dai colori neutri, e scritte leggere su grandi pannelli che ornano le pareti. Sono come graffiti e raccontano all’ospite la filosofia che ha ispirato il luogo, gli obiettivi che si vogliono raggiungere e che di fatto diventano il racconto dove si vanno a sommare i capitoli del vissuto delle generazioni che hanno fondato l’azienda ed i progetti e l’impegno dei giovani che oggi ne sono i manager.
iSensi ovvero la forma, il sapore, il suono, la fragranza e poi anche la manualità, la tradizione, la ricerca per arrivare infine al trionfo del gusto. Un percorso non semplice, non facile, non scontato che esige continua ricerca, attenzione, perfezionamento.
Gli spazi di questo laboratorio sinestetico come lo hanno voluto chiamare i giovani proprietari Gianni, Paolo, Umberto, sono pensati per rendere tutto questo una concreta esperienza ma anche una vacanza gastronomica.
Per ora iSensi è aperto a degustazioni prenotate, vi si fanno cooking class e lezioni personalizzate con programmi didattici specifici per gruppi aziendali. In futuro il progetto prevede che sia anche luogo di accoglienza per enoturisti.
Teresa Cremona
