Cresce in qualità ma anche in quantità l’olio di Roi. Quattro generazioni con l’ultima quella di Franco, e la nuova è già al suo fianco, che possono essere orgogliose dei risultati raggiunti. Un olio tra i più conosciuti ed apprezzati, in tutto il mondo, e che è tra i più noti nell’alta ristorazione e tra gli appassionati.
Prodotti&Vini
E’ sempre più tendenza quella di affiancare alla vendita la degustazione in loco. Alle tante botteghe di qualità che hanno intrapreso questo percorso si affianca anche Noschese Bakery a Pontecagnano con la sua varia e piacevole afferta di pani di tutti i tipi e colori, con tante sfiziose farciture e anche pizze e focacce farcite con i grandi prodotti del luogo. C’è una piccola selezione di vini, qualche piatto caldo ad integrare l’offerta e ovviamente dolci da forno. I due titolari sono anche simpatici ed effervescenti, speriamo solo che riescano ad offrirci presto anche una tipologia di pane con solo lievito madre, per ora vanno incoraggiati su questa strada.
Via dei Giubbonari, dove abitiamo, è sempre più affollata di cose golose…sarà un caso? In primis da Roscioli, che pian piano ormai ci ha praticamente circondato. E alle varie botteghe la famiglia ha aggiunto questa pasticceria (ex Bernasconi) che stamane ha inaugurato. Dentro un banco lineare pulito, dietro un laboratorio più grande di quanto l’ingresso faccia pensare, ma la vera chicca è in mezzo tra i due, una specie di camera oscura (in pietra nera) quadrata dove si assaggeranno le specialità fatte a mano al momento prorpio lì di fronte. Che cosa? qualche sfiziosità salata, ostriche e magari la sera spazio anche al bere miscelato. (Questo spazio sarà operativo a breve).
Caseificio tra i più piccoli, ma forse il più interessante della zona. Mani femminili alla guida, mani capaci: Monica Macchiusi porta avanti con passione e coraggio il lavoro intrapreso anni fa. Ed ora che si ritrova da sola, non tentenna e ha prontamente rilanciato quest’attività, come e meglio di prima, e gli assaggi ce lo confermano: brava Monica!
La cantina non è ancora finita ma si preannuncia molto bella e grande. Sarà quindi un piacere ritornare ad opera finita, ma intanto ci assaggiamo questi vini del Roero schietti e piacevoli. Specie il bianco , Bricco delle Ciliegie, un vino di notevole sapidità, quasi trasparente, che, nella versione cru acquisisce una maggiore sostanza.
Tutti felici, l’Enoteca Achilli per la stella appena ricevuta (e perfino il taciturno Massimo Viglietti è riuscito ad esprimersi al riguardo) e Gianluca Bisol per l’ottima annata dei suoi vini. Lui è un pò il Gaja del prosecco, parla poco della sua azienda, porta avanti sempre il territorio, per far rispuntare con falsa modestia poi i suoi vini tra le righe. Vini che sono comunque buoni, soprattutto secondo noi i due metodi classici, il prosecco Relio dalla curiosa bottiglia e il Cartizze. Ad accompagnarli le proposte dissacranti di Viglietti, che non bada alla presentazione, non bada alla sequenza (due ricette con il formaggio sopra le righe in sequenza), ma ci sorprende con una maggior ricerca della succulenza (i due piatti di pesce) a scapito delle sue abituali asperità.
Roberto Duretto ha realizzato una bella bottega lungo la provinciale che taglia Ferrere. Prodotti alimentari e gastronomia di vario tipo, ottimi salumi e formaggi, ma la sua vera specialità è la carne che frolla a lungo nelle celle sul retro e poi offre ai clienti giusti, molti sono i ristoratori che vengono e che sono anche ben consigliati sul corretto uso di queste carni.
Gran Galà dell’Ais a Frosinone, ne approfittiamo per salutare la simpatica Delegata, Angelica Mosetti, che si adopera non poco per la valorizzazione dei vini laziali e altri amici e colleghi. Il Palazzo della Fonte è bellissimo, la cena di gala troppo lunga mette a dura prova la resistenza degli invitati. Ma è un piacere brindare con così tante persone e con questi vini.
Conoscevamo poco quest’azienda, Campo alla Sughera, una ventina di ettari (15 vitati) al centro di Bolgheri nella zona pianeggiante con un fitto schema di impianto (oltre 9000 piante per ettaro) e uve piantate a fine anni novanta inizio duemila. Azienda di proprietà tedesca, affidata all’ing Tirabasso che ci illustra con garbo storia e vini con qualche aneddoto e curiosità. Non venivamo da oltre venti anni al Girarrosto Fiorentino, sede della degustazione. E’ rimasto tale e quale, e forse avrebbe bisogno di un restyling, un pò come i piatti. Ne scopriamo l’ampia cantina dove per l’appunto è posizionato il tavolo. Vini piacevoli con la sorpresa in positivo dell’elegante e interessante Campo alla Sughera di uve petit verdot (con un pò di merlot).
