Appuntamento annuale ormai entrato nel calendario dei romani che amano questo evento, Vinoforum organizzato da Emiliano De Venuti e dalla sua giovane band, perchè permette di gustarsi vino e cibo al fresco della pineta godendo le belle serate che in genere allietano il giugno della Capitale. Quest’anno si sta particolarmente bene e il programma ancherisulta vario e gradevole animato da molte iniziative che vogliono collegare il buone bere alla buona tavola.
Porzioni Cremona
Le tenuta che non ti aspettavi! Non la conoscevamo e siamo rimarti sorpresi da questa azienda agricola che sembra di stare in Maremma per gli ampi spazi e la collina degradante, non verso il mare, ma verso la pianura. Un corpo unico con in basso la cantina, in alto la storica villa, le vigne e il bosco nell’intorno. Migliaia di alberi secolari accompagnano il percorso mentre Giuseppe Prestia, il nuovo proprietario ci descrive i confini del suo progetto di recupero, che è già iniziato, ma che si vedrà compiuto tra qualche anno con l’aggiunta del resort e del ristorante mentre si consolideranno le produzioni di vino e di aceto balsamico. Così la vecchia tenuta di Manodori prima e Venturini Baldini dopo, si riavvia ad avere il successo e la fama che merita per la sua posizione, bellezza e storia.
Siamo in una delle pizzerie più titolate d’Italia, per alcuni la migliore pizza “napoletana”. E dobbiamo dire che anche secondo noi la pizza è molto buona, e, rispetto al vecchio locale questo nuovo appena all’uscita del casello di Caserta Nord, è ampio luminoso e confortevole. Un bel passo in avanti, man mano vediamo come i migliori pizzaioli si stanno adeguando e migliorano tante cose un tempo ritenute superflue. Qui troviamo belle toilette (con perfino il colluttorio), carta delle birre e dei vini (c’è anche quella degli oli), un servizio cortese che non ha l’ansia di buttarti fuori per far posto ai nuovi arrivati. Insomma sono tutte conquiste e non da poco. Crediamo che un altro passo importante, anzi due, si devono fare per considerare la pizzeria cosiddetta gourmet al rango di un buon ristorante: la possibilità di prenotazione, e un menù che contempli accanto alla pizza (e alle abituali fritture del tipo suppli crocchette e frittatine), un’alternativa (o complemento) vegetariano. La pizzeria è sostitutiva di un pasto e oggi un pasto non può essere solo fatto di fritto o di un impasto magari buonissimo cotto in forno con la sua guarnizione. Accanto alla pizza bisogna proporre almeno insalate, salad bar, verdure, frutta ecc.. in modo che i nostri ragazzi si abituino ad un’alimentazione più bilanciata e corretta.
Che bella Pienza ieri! l’occasione il matrimonio di Bea e Pietro, e il rinfresco ci ha fornito l’occasione di scoprire un bel team di giovani cuochi in questa bella Terrazza del Chiostro a Pienza dove l’evento trova indubbia cornice. Torta super, (un millefoglie decorato ad arte) di Antonio Betti, che unisce professionalità e competenza ad una modestia ormai rara in questa categoria.
La prima colazione Da Vittorio
La prima colazione da Vittorio alla Cantalupa è veramente un inno alla qualità nella quantità. Due concetti che per i Cerea vanno a braccetto: non c’è qualità se questa non viene percepita, e il miglior modo per essere percepita è rimanerne sommersi, proprio come alla prima colazione. Un’esperienza inenarrabile da provare.
Il locale nasce attorno al 1750 ma in realtà la storia inizia molti secoli prima come testimoniano i ruderi ai quali si accede dalla bella cantina. Siamo al centro di Verona a poca distanza da piazza delle Erbe, ma siamo anche al centro di quella che era la Verona romana. Una storia lunga e ricca, ma solo limitandoci all’attuale famiglia dei titolari dobbiamo risalire a quasi un secolo fa, a quando nel 1928 i Gioco sono arrivati. Da allora varie generazione e le ultime sono ancora presenti: Iole e Giorgio Gioco di 92 e 94 anni! e fisicamente presenti nella nostra visita Antonio e Simonetta Gioco, che seguono da vicino il ristorante. Importante è la nuova generazione, quella sui 30 anni, con in evidenza Filippo. Soprattutto a lui, che è andato in giro, si deve il cambiamento di rotta. L’ultima volta che eravamo venuti qui era a metà degli anni ottanta, come dire un’altra epoca. Non eravamo più tornati perchè il magnifico locale era diventato più museale che reale, più arroccato nelle sua storicità che aperto alle nuove esigenze gastronomiche. Il rientro di Filippo ha dato il via ad un cambiamento che è stato giudiziosamente non traumatico, ma comunque radicale. Nel giro di circa un anno è cambiato tutto: si è alleggerito l’ambiente, modernizzate le tavole, cambiate le luci. Oggi il locale conserva il suo splendore architettonico, le pareti affrescate, ma le sale sono moderne e ariose. Ma la cosa che più ci tocca da vicino è il cambiamento in cucina. Qui è arrivato uno degli chef ai quali siamo più legati, e che crediamo sia stato finora largamente sottostimato. Mauro Buffo ha un’esperienza internazionale alle spalle, una notevole cultura gastronomica basata su un’ampia tavolozza di ingredienti, una base tecnica più che ragguardevole. Insomma i 12 apostoli si presentano oggi, al termine del periodo di transizione, con uno spirito e una brigata completamente rinnovata e il menù che propongono, come testimoniano le foto e il nostro parere, è di gran livello. Da seguire con attenzione!
E al Due Torri facciamo conoscenza con Roberto Ottone, chef tranquillo e maturo, un gran lavoratore con a cuore le responsabilità di sovraintedere le tante esigenze di un albergo importante e storico come questo. Prime colazioni, room service, accoglienza, eventi, snack al bar, business lunch e fine dining….il lavoro non manca. La sua preparazione è classica, leggermente datata, con i colori tirati a lucido e gli ingredienti nobili in bellavista (dal foie gras all’astice, dal gambero rosso al caviale di tartufo, passando per scampi e capesante). Nel complesso si vede tanto lavoro e tanta voglia di fare, con qualche pesantezza di troppo (il risotto e il bon bon), mentre la cosa migliore ci sono sembrati i due secondi di pesce e di carne. Due parole sul servizio, puntuale e preparato, con una carta di vini che non ci aspettavamo, piena di ottimi suggerimenti, alcuni fuori dai soliti nome scontati.
E’ storicamente l’albergo di riferimento in città, sia per la posizione, nel cuore del centro storico, poco distante dal Duomo e di fronte alla chiesa di Sant’Anastasia, sia per le camere confortevoli che per le aree eventi. Buona e ben presentata al prima colazione, sul ristorante torneremo a parte.
Sorprendente è il lavoro che Helga e Vito De Vita stanno da alcuni anni facendo in favore dei bambini. In certi periodi ogni giorno qui si organizzano piccole feste e corsi, cercando di insegnare a tutte le età, ma principalmente ai giovanissimi, le regole del gusto e i buoni prodotti. Il tutto confezionato con allegria, colori e divertimento. E a parte loro, la qualità degli ingredienti si avverte anche nella pizzeria “normale” con una lunga serie di proposte che contemplano le dop di mezza Italia.
E finalmente inizia Emergente Sala Centrosud. Prima batteria con ben 10 concorrenti che si presentano con un video autofilamto descrivendo da dove vengono e perchè sono qui. Si rilevano quasi tutti molto più preparati di quanto si pensasse, il che è un buon segno: la sala in pochi mesi sta cambiando pelle, non tanto nel suo intimo essere (che è sempre quello di prima) ma nella consapevolezza che non è più il brutto anatroccolo della ristorazione. E la gara procede.
