Non conoscevamo l’azienda ed è stata una sorpresa: grande pulitissima con una bella bottega piena di prodotti di qualità. Quello che ci ha colito, a parte la linea tartufi che prevedevamo, la nuova linea dei liofilizzati: da provare!
Porzioni Cremona
La cantina non è ancora finita ma si preannuncia molto bella e grande. Sarà quindi un piacere ritornare ad opera finita, ma intanto ci assaggiamo questi vini del Roero schietti e piacevoli. Specie il bianco , Bricco delle Ciliegie, un vino di notevole sapidità, quasi trasparente, che, nella versione cru acquisisce una maggiore sostanza.
Un regalo per Natale? una bella bici come questa, che costa però da 2 a 4oo0 euro, secondo gli accessori. In versione anche mini e perfino baby con due sfere che non fanno cadere. O altrimenti regaliamoci un accessorio indispensabile per noi gourmet: il portabottiglia di vino da appendere al manico della bici. Siamo all’EGO movement di Zurigo, area Viadukt, titolare Daniel Meyer.
Tutti felici, l’Enoteca Achilli per la stella appena ricevuta (e perfino il taciturno Massimo Viglietti è riuscito ad esprimersi al riguardo) e Gianluca Bisol per l’ottima annata dei suoi vini. Lui è un pò il Gaja del prosecco, parla poco della sua azienda, porta avanti sempre il territorio, per far rispuntare con falsa modestia poi i suoi vini tra le righe. Vini che sono comunque buoni, soprattutto secondo noi i due metodi classici, il prosecco Relio dalla curiosa bottiglia e il Cartizze. Ad accompagnarli le proposte dissacranti di Viglietti, che non bada alla presentazione, non bada alla sequenza (due ricette con il formaggio sopra le righe in sequenza), ma ci sorprende con una maggior ricerca della succulenza (i due piatti di pesce) a scapito delle sue abituali asperità.
Capo Santa Chiara a Boccadasse
Luca Collami ha attraversato tutta Genova per scendere poi a Boccadasse. Il posto è bellissimo, proprio sulla punta del capo con terrazza a vista un piccolo privè e perfino un tavolino sospeso quasi a sfiorar il mare. La cucina di Luca è semplice ed essenziale, con piatti marinari veloci e gradevoli. Buono il cappon magro, ma buono soprattutto il dessert finale. In cucina è arrivato Matteo Badaracco conosciuto al Giardino degli Indoratori, un bel localino del centro storico. E’ bravo e pensiamo che il suo apporto sarà importante, auguri.
Due sono i veri sconfitti nel giornata della Michelin: Davide Scabin che passa da due a una stella e Paolo Teverini che l’ha persa. Ha fatto più scalpore la prima notizia della seconda. Forse perchè di Paolo Teverini si sa ormai poco, ha punteggi medi sulle varie guide e il fragoroso mondo del web l’ha praticamente sempre ignorato. Eppure Lui è stato un grande chef e per me lo è tuttora indipendentemente dal livello delle sue attuali ricette. Penso che abbia circa trenta anni di stella michelin, una carriera lineare e continua, nonostante gli alti e bassi del mestiere, e le difficoltà incontrate nella ristrutturazione e allargamento dell’ospitalità del suo albergo. Lui ha sempre mantenuto l’eleganza e il sorriso, accanto al coraggio di portare avanti la sua professione non adagiandosi sulla posizione conquistata. E’ stato forse il primo in Italia ad avvicinare la cucina minceur, a scrivere un libro di ricette biologiche, a confrontarsi con dietologi e nutrizionisti. Ha speso larga parte della sua vita nella formazione dei giovani. Queste le sue doti professionali, ma non si possono non citare quelle umane. Non l’abbiamo mai sentito parlar male di un collega, mai una critica negativa verso nessuno, sempre un’apertura a collaborare e a fare squadra. Rispettiamo la Michelin, è una grande guida e sicuramente avrà colto delle imperfezioni e qualche lacuna, ma per noi, ripetiamo, Paolo Teverini rimane un grande esempio di come può essere interpretata la figura di un cuoco (oggi e non solo ieri). Anche su Davide ci sarebbe molto da dire in sua difesa. Ma non ha certo bisogno delle nostre parole, oltre che geniale e intelligente, è anche combattivo e determinato, e pensiamo che ha tutta la forza per riconquistare quello che gli appartiene, non di diritto (e la Michelin gliel’ha ricordato) ma grazie alle sue capacità.
E a fine Cooking for Art un brindisi per festeggiare il compleanno di Umberto Vezzoli nel suo nuovo locale: il T.Bistrot in via Corridoni, un posto moderno e funzionale, con un bell’ambiente che “gira” sia di giorno che di sera e dove il profumo del tartufo non manca mai. Bravo Umberto e tanti auguri!
Dopo tanti anni ci troviamo nuovamente in questo luogo. Tigliole è un bel borgo caratteristico del Roero, piccolo, un pò nascosto, e per questo è ancor più una sorpresa trovare una struttura ampia come Ca’ Vittoria. C’è una sala bella e grande per i banchetti, una saletta a volte di mattoni per il ristorante, una cantina, 10 belle camere, una grande piscina e perfino un piccolo centro benessere. La casa è datata, ma l’ultima generazione è giovane, ed anche bella, e gestisce con belle maniere questo posto. La colazione al mattino ci riavvicina alla generazione precedente e merita con le sue tante proposte di torte dolci e salate, confetture casalinghe, e frutta cotta. In cucina è Massimiliano, 35 anni, nasce pasticciere, poi un passaggio fulminante da Crippa gli ha aperto il mondo del salato. Cucina che conserva morbidezze e toni dolci, che risulta gradevole e rassicurante, ma che con qualche colpo d’ala e piccolo azzardo acquisterebbe maggior interesse e sarebbe più intrigante. Al top dolci, pane, grissini e tra i piatti lode alle capesante, in inusuale veste green. E indubbiamente è da citare la presenza bella e attiva di Valentina.
Roberto Duretto ha realizzato una bella bottega lungo la provinciale che taglia Ferrere. Prodotti alimentari e gastronomia di vario tipo, ottimi salumi e formaggi, ma la sua vera specialità è la carne che frolla a lungo nelle celle sul retro e poi offre ai clienti giusti, molti sono i ristoratori che vengono e che sono anche ben consigliati sul corretto uso di queste carni.
