Un venerdì tutto dedicato all’alta cucina presso il Palafiori di Sanremo. La selezione italiana del prestigioso premio di cucina Bocuse d’Or si è articolata tra imponenti vassoi da portata e curiosi piatti. I cinque chef in gara, Alessandro Buffolino, Davide Zunino, Christian Milone, Cristiano Tomei e Diego Rigotti si sono sfidati al fine di conquistare il favore della giuria per poter accedere alla qualificazione europea di Stoccolma a maggio. Tutti i concorrenti hanno dovuto presentare un piatto a base di pesce e uno a base di carne, secondo le regole del celebre conocorso. Alla fine della giornata, la giuria, composta da Giancarlo Perbellini, Alfio Ghezzi, Stephane Raimbault, Mauro Colagreco, Romain Corbiere, Roberto Mostini, Fabio Tacchella, Luigino Filippi, Vito Mollica, Luciano Tona e Luigi Cremona con l’aiuto di esperti food designer e food photographer come Lido Vannucchi, Alessia Cipolla, Paolo Barichella e Matteo Olivieri hanno visto in Diego Rigotti colui che meglio potrà rappresentare l’Italia al concorso europeo di Stoccolma
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Uno Chef dal talento indiscusso, un istrione della tavola con la passione per la sua terra che ama, dai colori, ai profumi e ai sapori delle ricette che inventa o rielabora con tanta maestria. La sua storia professionale comincia diplomandosi presso la scuola Alberghiera di Arma di Taggia dove si era già distinto per le sue capacità relazionali e la raffinata semplicità pratica in cucina. Una cucina leggera e genuina, elegante e dai sapori intensi che privilegiano la freschezza di prodotti stagionali, scelti soprattutto sul territorio. Una cucina “ antica” che tuttavia permette incursioni alla modernità e si concretizza in piatti di “food design”, come se la tradizione si esprimesse appieno proprio attraverso queste rivisitazioni.
Christian Milone è ex ciclista e giovane chef classe ’79 della Trattoria Zappatori di Pinerolo in provincia di Torino. Sette anni fa Christian prende in mano le redini del ristorante di famiglia decide di affiancare al menù tradizionale anche alcune proposte “diverse”. Un laboratorio gourmet che si chiama Gastronavicella e la una piccola sala dedicata che si affaccia su un microgiardino Zen rendono la trattoria unica nel suo genere.
Classe 1985 e originario della provincia di Benevento. I primi passi verso le basi della cucina li muove alla Terrazza dell’Eden di Roma. Grazie a quest’esperienza vola a Londra dove collabora con il ristorante Quirinale per poi rientrare a Roma e lavorare al Baby, sotto la guida dello chef Alfonso Iaccarino, dove ho rafforzato l’arte culinaria della mia regione. Spinto sempre dalla voglia di conoscere nuove tecniche e nuovi sapori parte per la Francia dapprima a Lione da Pierre Orsi e in seguito nelle landes da Michel Guerard. Dopo questa esperienza oltralpe ritorna alla base, Roma, alla Terrazza dell’Eden come sous chef al fianco di Fabio Ciervo.
Riso. Colture & cotture: Fiera in Campo 21-23 febbraio 2014 Vercelli: i partecipanti, Alberto Conti
Materie prime di ottima qualità e passione nel proprio lavoro rendono la cucina del ristorante dell’hotel La Bettola dove lavora lo chef Alberto Conti un punto di ritrovo per gli appassionati della buona cucina a Carisio, nel vercellese. Parole chiave di Alberto Conti sono dunque: scelta accurata degli ingredienti, passione, professionalità e ricercatezza saldamente legata al territorio.
Classe 1974, proviene da una famiglia dove la cultura per il cibo è di fondamentale importanza. Viaggia e visita molti paesi, frequentando da cliente alcuni tra i ristoranti più importanti al mondo e nel 2001 prende in gestione il ristorante dello stabilimento balneare Aurora-Lita a Viareggio. Dopo questa esperienza decide di trovare un posto tutto suo e, nell’estate del 2002 inaugura L’Imbuto. Il nome riprende l’arnese da cucina, necessario per i travasi, lui lo utilizza in maniera simpatica per invogliare le persone a “travasarsi” dall’esterno fin dentro il suo ristorante, che è un incontro di colori e design. Nel 2012 arriva la proposta di trasferire il suo ristorante all’interno del museo d’arte contemporanea a Lucca, diventandone tutt’uno con il museo Lu.C.C.A.
Riso. Colture & cotture: Fiera in Campo 21-23 febbraio 2014 Vercelli: i partecipanti, Patrizia di Benedetto
Patrizia Di Benedetto, del ristorante Bye Bye Blues di Palermo stella Michelin siciliana è una chef attenta scelta delle materie prime, ha una cura particolare nel seguire la stagionalità dei vari ingredienti ed è brava nell’attuare modifiche al menu in base alle stagioni perché a detta sua,ogni verdura, ogni ortaggio, ogni prodotto, sia di terra che di mare, sia al meglio di se stesso e riesca a dare il massimo in gusto, profumo e colore. Insomma un prezioso gioiello siciliano a pochi passi dal mare di mondello.
Lo chef Diego Rigotti è una nuova stella nel firmamento dell’haute cuisine trentina, con il nuovo riconoscimento da parte della Bibbia dei Gourmet, la Guida Michelin 2014 al Maso Franch di Giovo. Qualità ed eccellenza di una cucina d’autore capace di sorprendere ed emozionare, una cucina territoriale e creativa quella di Diego Rigotti che, agisce e crea sperimentando, provando ad immaginare abbinamenti utilizzando materie prime fornite dalla natura come gli elementi del bosco. Una tappa obbligata in Trentino per gli amanti della cucina gourmet.
Riso. Colture & cotture: Fiera in Campo 21-23 febbraio 2014 Vercelli: i partecipanti, Domenico Cilenti
Domenico Cilenti è lo chef del ristorante Porta di Basso a Peschici. Materie prime di qualità e prodotti provenienti dal territorio sono fondamentali nella sua cucina. I suoi piatti attingono alla cucina locale ma al tempo stesso Domenico propone abbinamenti inconsueti e unici. Chi ama la buona cucina non può non fare visita al suo ristorante, meta gourmet obbligata durante un soggiorno nel Gargano.
