Erebia, è un genere di farfalle dalla livrea bruna e variopinta che è diffuso nelle vallate alpine. Un bel nome per questo bel ristorante che la famiglia Alberti Violetti proprietaria della struttura gestisce con in cucina Giandomenico Iorio, chef di lungo corso, con varie esperienze in giro, ed ora da tempo qui in val d”Ossola. Eravamo qui per salutare Marcello Tiboni, che rientrava in Norvegia per il suo apprendistato al Maaemo di Oslo, e quindi con un pò di amici. Un bel menù quello proposto, non leggero come la farfalla del titolo, ma nemmeno troppo pesante. I piatti migliori? il felice sgombro ben presentato con le zucchine e uno stinco di agnello che evidenziava l’ottima qualità della carne di queste zone. Meno ci sono piaciuti i ravioli, volenteroso il soufflè. In sintesi una cucina professionale con un buon servizio.
Redazione Witaly
Un tre stelle che fa la differenza. Un albergo bello e confortevole con ampi spazi, domina la valle Antigorio in alto sopra Crodo. Colpisce il centro benessere, realizzato con larghezza inusuale e senza economie, come è raro trovare anche in un 5 stelle. E colpiscono anche loro, Marinella e Cluadio Alberti Violetti, la coppia dei due titolari che con l’aiuto dei figli gestisce con grande ampiezza di vedute questa struttura che se fosse in una zona turisticamente più famosa, sarebbe sicuramente molto conosciuta. Ragione di più per scoprire questi posti (che sono bellissimi) perchè prima o poi ci arriveranno tutti.
Napoli, luglio 2017 – Mancano pochi giorni alla selezione Campania del premio PIZZA CHEF EMERGENTE 2017, in programma giovedì 6 luglio a Napoli nei saloni del Circolo Nautico Posillipo. Quest’anno per la prima volta Witaly promuove questo ambito premio all’interno di “FRESKISSIMA”, evento di degustazione giunto alla sua terza edizione e organizzato dall’associazione Progetto Abbracci ONLUS (presidente Claudio Zanfagna). L’intero ricavato, viene devoluto per sostenere il progetto “Dimora in poi” promosso da don Massimo Ghezzi della parrocchia di San Gennaro al Vomero, con lo scopo di donare una cucina e un refettorio per un ricovero destinato ai senza fissa dimora. “Pizze e sfizi ‘nterra ò mare” è il tema di questa edizione di Freskissima ed è dedicato allo Street Food partenopeo con la partecipazione di autentici campioni del tradizionale cibo da strada.
Aperitivo in Terrazza e bicchierino finale nel Club.Serata piena con Giuseppe Marra e Maurizio Pelli qualche sera fa a Pozzuoli. Dovevamo assaggiare il “metodo ancestrale”, una specie di via di mezzo tra lo charmat e lo champenoise, utilizzato da TerraQuilia con il lambrusco, e siamo finiti alla Terrazza by Mareluna (vicina al bellissimo Anfiteatro Romano). Una simpatica accoglienza e stuzzichini locali (meglio sarebbe chiamarli stuzziconi vista la quantità) che ci fanno presagire una cucina marinara vibrante di sapori. Poi dopo cena eccoci passare all’Alosclub di Gabriella e Gennaro Alosco. Un locale storico di Lucrino, che si distingue per la sua carta di vini e di distillati e che propone una cucina classica marinara. Difficile resistere alle mille tentazioni che Gennaro propone tra bottiglie particolari e distillati da favola. Finiamo con il Quorum, che mi riporta indietro di tanti anni, a quando Lorenza seguiva questo prodotto così particolare.
Comoda, nel pezzo di strada panoramica che porta dall’Arco Felice a Pozzuoli, un locale grande e frequentatissimo pranzo e sera. Pizza e non solo accompagnata da un giudiziosamente essenziale menù del giorno di ricette classiche, da qualche preparazione tipica di rosticceria. Un arredo accattivante pulito e moderno, qualche buona birra e un servizio veloce completano il quadro.
Francesco Maione è indubbiamente personaggio singolare, il problema è che non sempre lo troverete in questo ristorante che gli appartiene. Non che non ami seguirne le operazioni, ma la vera attività che gli interessa è il pescato. Se non avesse fatto l’imprenditore (e il politico, ambedue le carriere con successo), forse sarebbe stato un grande pescatore: del pesce conosce ogni dettaglio ed infatti la sua “vetrina” è esplicativa. Non c’è l’ammasso senza fine di pesci di dubbia provenienza come spesso capita trovare in giro presso locali che amano impressionare più per la quantità che per la vera qualità, qui invece troverete poche specie, pesci e crostacei, ma di quelli che fanno la differenza. Ed infatti il crudo che abbiamo assaggiato ce lo ricorderemo! Venendo ai piatti cucinati, dopo cotanto inizio è chiaro che si va in discesa e non in crescendo, con una cucina non troppo ricercata che punta a soddisfare i palati vogliosi di sapori forti e decisi. Il piatto migliore? il baccalà con provola e friarielli (è vero, abbiamo un debole per i friarielli anche fuori stagione) e i vigorosi spaghetti allo zafferano.
Bella questa amena Locanda nell’entroterra di Capalbio poco distante dal Giardino dei Tarocchi. Un agriturismo (fanno olio e hanno l’orto), molto ben curato con indubbiamente un tocco di charme. C’è anche una bella accoglienza, merito soprattutto di Barbara Valleggi, che ti accoglie con i modi giusti e tanta allegria. Da qualche tempo c’è anche più attenzione alla cucina, grazie all’occhio lungo di Valeria Piccini, impareggiabile chef di Caino, che sovraintende il menù, che lascia poi fare ad Alessandro, giovane chef volenteroso. Siamo capitati a pranzo, quando il menù è basico, magari ci torneremo di sera. Ma il posto già merita la segnalazione per la sua piacevolezza complessiva.
Nelle colline di fronte a Volterra sono numerosi i caseifici e molti di qualità. Questo, Caseifcio Carai dei fratelli Giuseppe ed Antionio, è tra i più piccoli, ma più agguerriti. La produzione è molto varia sia sul fresco che sullo stagionato, dove spicca il Templari, una grossa forma a lungo affinamento. Un formaggio da non perdere.
Il Tirabusciò è da anni isola felice nel cuore del Casentino. Dalla sua nascita, grazie all’impegno di Alberto Degli Innocenti e di sua moglie Marinella, ha portato avanti un discorso di cucina territoriale pulita e priva di orpelli, basata su ottime materie prime, e proposta ad un prezzo molto competitivo. Discorso per altro portato avanti con grande continuità nel corsso degli anni e ormai il Tirabusciò può contare suuna clientela consolidata ed ampia. Qualità che abbiamo avuto modo di rivedere anche in occasione del Forum, nel breve passaggio per Bibbiena.
Oltre 300 ettari di terreno appartengono a Borgo Pignano, che quindi, oltre all’ospitalità e alla ristorazione, è anche azienda agricola a tutto tondo. Tanti animali: quelli selvatici nella riserva di caccia, quelli domestici nel bosco recintato (cavalli maiali galline), tanto seminativo, e un bell’orto che visitiamo, un pò allo stremo per via della siccità di questi mesi. C’è autoproduzione di farine e anche confezionamento di paste secche ad uso soprattutto interno.
