In finale a Roma nel 2018 andranno solo in due, nonostante l’ottimo livello generale. I due vincitori sono due Christian, il primo piemontese del Geranio di Chieri, Christian Mandura, il secondo romagnolo del Magnolia di Cesenatico Christian Fava. Ambedue hanno superato con disinvoltura la prova della Mistery Box che quest’anno aveva come tema il Natale e infatti conteneva, tra l’altro, cotechino e erbe. Un parterre de Roi ha accompagnato la prova, ma almeno citiamo Gianfranco Vissani in giuria e Massimo Bottura come ospite d’eccezione. Premio speciale Confagricoltura al bravo Stephan Zippl di Bolzano.
Redazione Witaly
In gara per la seconda batteria Pietro Massano del Piano 35 di Torino, e 3 chef lombardi: Lorenzo Vecchia del Volm (chiuso, ma riaprirà a breve), Nicolo Boveri di 810 in provincia di Pavia, e Andrea Lombardi dei Fontanili di Gallarate. Gara meno combattuta di quella del mattino, con Andrea Vitali che viene scelto dalla giuria per la Finale.
Bella apertura di Emergente nord con una prima batteria, quella piemontese, di altissimo livello. Lode quindi ai 4 concorrenti: Marco Primiceri di Antica Corona Reale a Cervere, Federico Ferrari il coraggioso chef del Mirepuà a Rivalta Bormida (andatelo a trovare ne vale la pena!!), Marco Valentini dell’intrigante Hafastorie di porta Palazzo a Torino, e Cristian Mandura del Geranio di Chieri. Alla fine la giuria decide di far passare in finale non uno ma due chef, visto l’alto livello di partecipazione: Cristian Mandura e Marco Primiceri.
Ultimi giorni di Cracco a via Hugo prima della riapertura in Galleria. Sarà anche per Bellavista, ma è un Cracco vestito a festa, in piena forma nonostante la perdita della stella. Con grande misura eleganza, sia nella presentazione che nei piatti, il pranzo scorre veloce allietato da una serie di ottime bollicine, versione speciale di Bellavista per la Scala di Milano. A noi i piatti sono piaciuti, leggeri eleganti dalla suadente ostrica iniziale al delicato e profumato dessert finale alle rose. Si sente la mano del giovane Luca Sacchi, giustamente applaudito accanto a Cracco. Chiude ormai via Hugo, e quindi auguri al nuovo Cracco che ormai è alle porte.
Da domani il Festival della Gastronomia a Milano, presso Fabbrica Orobia in via Orobia 15 dietro la Fondazione Prada. Ecco gli orari: sabato e domenica dalle 11 alle 20, lunedì dalle 10 alle 17, sabato e domenica l’evento si svolgerà in contemporanea con l’adiacente Re Panettone, ingresso libero per ambedue gli eventi. Ci sarà un ricco programma con le selezioni dei migliori chef emergenti del Nord d’Italia il sabato e la domenica e finale il lunedì, con l’analoga gara dei giovani pizzaioli (selezione il sabato e finale la domenica). Il lunedì sarà il giorno più denso di contenuti, oltre alla finale chef, anche i Master Pizza (Bosco, Padoan, Fiorentini ed altri) in esibizione, e ancora la presentazione di Wine Net, Parmigiano Identity con i migliori produttori del prodotot più conosciuto d’Italia, e infine la presentazione della nuova edizione della guida Touring con la premiazione delle migliori strutture.
Un (buon) pezzo di Puglia al centro di Milano, imperniato soprattutto intorno all’olio, quello ottimo di Muraglia nelle sue varie tipologie in degustazione. Ma anche la cucina del bravo Misceo si fa ben valere. Piatti un pò piacioni, ma ben presentati (come i due crudi di gamberi e scampi), piatti dal sapore vibrante (fin troppo, pensiamo al piccante degli spaghetti) come appunto gli spaghettoni e fave e cicoria. Piatti che lasciano un buon ricordo come le due carni e la melanzana al forno. Meno ci hanno convinto delle orecchiette con troppo intingolo e il dessert con troppo olio. Però più che la cucina (giudizio complessivo più che sufficiente) qualche perplessità ci viene dall’ambiente: una sala rumorosa e un’illuminazione non certo intima. In sala il bravo Angelo coadiuvato da un preparato sommelier (Giampiero Romano).
Nella bella Lanterna di Fuksas (detta la “nuvoletta” per distinguerla da quella grande dell’Eur) sopra ai tetti del palazzo un tempo UM (Unione Militare), si è svolta la presentazione del Asti in versione secca che va a completare la gamma della versione dolce e del moscato. Per ora sono poche bottiglie, meno di un milione, ma le altre versioni ne fanno quasi 90 di milioni, quindi è prevedibile che cresceranno in fretta. Ce n’era bisogno? più che noi risponderà il mercato che però sempre di più sembra amare (e non solo in Italia) le bollicine, sperando che la versione secca non finisca per far confusione con quella dolce. Teniamo infatti presente che anche la versione secca non è poi completamente priva di zuccheri, è sempre una questione relativa. A introdurre il tutto Massimo Dogliotti, grande produttore che conosciamo da più di 30 anni e che abbiamo riabbracciato con piacere, ora è Presidente del Consorzio, e Giorgio Bosticco il direttore.
Dopo alcuni anni di indubbio successo, manutenzione straordinaria per il Marzapane, con alcuni cambi in sala (qualche coperto in meno) e nella linea di cucina. Morale Marzapane oggi è un pò meno bistrot, un pò più gourmet. Ambizioni d’altronde giustificate dal team che è stato costruito in questi anni che vede sempre , oltre ai titolari Angelo Parello e Mario Sansone, le figure chiave di Alba Esteve Ruiz in cucina e Michel Magoni in sala. con altri bravi elementi aggiunti negli ultimi tempi. C’è voglia di presentare una cucina articolata, moderna, con un percorso lungo e variegato, dove ogni piatto vuole nascondere una sorpresa o almeno contenere un messaggio. Locale di riferimento potrebbe essere il Tickets di Barcellona. Operazione riuscita? Alba non è (almeno ancora) Albert Adrià, ma la classe ce l’ha (vanta un’ottima esperienza dai Fratelli Roca), e la dimostra in un percorso forse solo troppo lungo e impegnativo, che come si è detto sopra non prevede soste e momenti di relax. Però dobbiamo pure dire che ci siamo divertiti, con questo ordine: al primo posto il Capitolo 1 (antipasti) dove è difficile scegliere il piatto migliore, forse la lingua, ma giusto per non far vincere il foie gras che eticamente non amiamo, poi il capitolo 3 (secondi) e il capitolo 4 (dessert). Meno ci ha convinto il capitolo 2 (i primi): troppo salsati e conditi gli gnocchi e i tortelli, poco contrastate le linguine. In conclusione il Marzapane merita, e va considerato tra le migliori attrazioni gourmet della Capitale.
Grazie all’AIS del Lazio per l’importante riconoscimento avuto in una lunga ma bella serata. La location era prestigiosa, il Palazzo della Fonte conserva intatto il suo fascino un pò d’antan, la serata animata da moltissimi vini in degustazione (gran lavoro i sommelier!) e dai piatti di Nacci (Naturalmente Nacci a Cervaro). Tanta la gente competente e tante le giuste osservazioni sui vini e sul cibo. A noi il ricordo in più per il gentile omaggio: grazie quindi ad Angelica Mosetti, presidente AIS Lazio.
