Si rinnovano a Treviso e locali collegati dalla stessa proprietà. Il primo già funzionante da qualche mese è Le Beccherie, il più storico dei locali trevigiani, che ore gode di un bellissimo ambiente funzionale e piacevole sotto la guida di Andrea Corletto e Federico Moro. Accanto sta per riaprire il Corder e alla pescheria è Acqua Salsa, dei tre il più semplice, una buona cicchetteria in bellissima posizione.
Redazione Witaly
Una giornata al Refettorio con tre cuochi a caso, tre campioni come è raro vedere insieme: Albert e Ferran Adria con Massimo Bottura. Ma è stato emozionante non solo vederli uniti, ma vederli mettere direttamente le mani in pasta, cioè ai fornelli. Certo, c’era una brigata d’appoggio fatta con un paio di ragazzi della Francescana, un paio di Alma e una brava stagista di Andreas Caminada, ma loro preparavano le basi, sotto le direttive attente degli chef, che poi hanno veramente e direttamente preparato 8con quello che hanno trovato, come è nelle regole e nell’idea del Refettorio) le varie pietanze. Un’emozione vera vivere questi momenti con loro in cucina come anche vedere la gioia di questi ragazzi, un centinaio provenienti dalla periferia contigua di Milano, che costantemente incitati da Massimo in sala hanno spazzolato i vari piatti e chiesto il bis dei dessert. In sala Lorenza ed io abbiamo cercato di aiutare i volontari del servizio. Ci è sembrato vivere un film, pensando che era troppo bello per essere vero. E, andati via i ragazzi, come dimenticare Massimo che si è messo a cucinare la pasta per il tavolo dei volontari ed Albert che ci ha portato il piatto? Grazie Massimo per aver fatto questo Refettorio e per averci fatto condividere questa giornata.
Gran finale con la parte più attesa dell’evento: i 10 pizzaioli convenuti da ben tre continenti. Un finale denso e movimentato dalla pioggia che improvvisamente ha fatto la sua comparsa, ma i pizzaioli hanno dimostrato che non si arrendono alle intemperie e sono riusciti comunque a portare a termine le loro pizze. Il tutto ha dato un pò di suspense non prevista, ed ha ulteriormente contribuito a rendere più piacevole e completo il ricordo di questa bella serata.
Si chiude così un omaggio importante e dovuto alla nostra ricetta più famosa. La Confagricoltura è riuscita nell’intento di focalizzare l’attenzione sull’intera filiera, dalla terra che produce gli ingredienti di base, alla capacità dei pizzaioli nel realizzare i loro elaborati. C’è stata grande attenzione da parte di tutti, protagonisti ed invitati e traspira la voglia di continuare la valorizzazione di questo “capolavoro universale”.
Pizza, capolavoro universale e a descriverne e testimoniarne le specificità eccoci nel bellissimo cortile di Casa Atellani con alcuni importanti relatori. Padrone di casa è Mario Guidi, Presidente di Confagricoltura, che ha fortemente voluto questo evento, e con lui 4 componenti di giunta di Confagricoltura per i 4 importanti ingredienti (farina, pomodoro, mozzarella, olio), Massimiliano Giansanti (Vicepresidente di Confagricoltura, azienda di formaggi e grano a Roma e a Parma), Giandomenico Consalvo (Vicepresidente di Confagricoltura, con azienda a Salerno, nobile patria dell’apprezzato Sammarzano e altre varietà), Antonio Boselli (Presidente di Confagricoltura Milano, con un’azienda di formaggi a Lodi), Onofrio Giuliano (Presidente di Confagricoltura Foggia, con un’azienda di olio, pomodoro e grano a Cerignola). Ad ognuno di loro fa da contraltare un rappresentante dell’industria di trasformazione del prodotto: Giorgio Agugiaro, di Agugiaro&Figna nota aziende delle farina, marchio 5 stagioni, PierFranco Casadio di Conserve Italia, proprietaria del noto marchio Cirio, GianPiero Calzolari Presidente della Granarolo azienda leader d’Italia, e Carlo Cappuccio di Colavita per l’olio evo. Chiude la presentazione Mario Guidi sottolineando come la pizza sia un perfetto esempio di creatività italiana: pochi ingredienti, per giunta comuni, che grazie al genio italico hanno conquistato il mondo. E il merito va’ indubbiamente anche ai pizzaioli, sono 10, tra i migliori in assoluto di tutto il mondo: Guglielmo Vuolo, Graziano Bertuzzo, Gaetano Esposito, Pasquale Cozzolino, Gino Sorbillo, Domenico Crolla, Giuliano Bressan, Johnny Di Francesco, Domenico Crolla, Giorgio Sabbatini. E’ il momento di vederli all’opera.
E’ stata aperta al pubblico con l’Expò, solo 4 mesi fa, e quasi nessuno quindi conosce la bellezza di questa storica Casa che ha ospitato un giovane Leonardo da Vinci, chiamato a Milano da Ludovico il Moro. Siamo di fornte a Santa Maria delle Grazie (che ospita il famoso Cenacolo) e nessuno può immaginarre la bellezza che nasconde un portone poco appariscente. Dentro il cortile fa accedere alla struttura originale e dietro ancora la seconda sorpresa: il bellissimo parco (e siamo nel centro di Milano) che ospita la rinascente (per dirla alla D’Annunzio) vigna di Leonardo. Siamo qui per l’evento sulla pizza di Confagricoltura.
Vi abbiamo fatto vedere il contesto che è dietro questo ristorante. Ad Andrea Mattei e alla sua giovane brigata spetta il compito (facile) di utilizzare questo ben di Dio, e quello (impegnativo) di dargli un significato non banale trovando il giusto equilibrio tra rispetto della materia prima e appagamento professionale. Siamo alla prima stagione, ma già siamo a buon punto: Andrea si è appassionato al progetto, ne condivide e amplifica i contenuti, segue con passione l’orto e e gli animali. Ecco apparire nel menù non solo le scontate insalate e verdurine dell’orto, ma anche tuberi, creme di latte, latticelli, mascarpone fatto in casa, ortica e melissa…insomma un chilometro zero che non fa annoiare. E quanto arriva sulla tavola è una conferma con un andamento ad onda: subito in alto con le sfiziosità varie ed eleganti, con la buona insalata con l’uovo di casa e gli scampi al latticello, poi la fase meno convincente dei due primi (risotto un pò stucchevole e agnolotti appesantiti dal condimento), per ritornare in linea con i secondi e allo sprint con i dessert. encomio a tutto tondo per il pane, le focacce e le pizze, tutto fatto con un’ottima base madre. Oltre ad Andrea e a Diego (il pasticciere), da citare il sous chef Andrea Ferrari, il restaurant manager Carrlo Esposito, il sommelier Fernando Micocci, e al tavolo Roberto Serafino che hanno assicurato un servizio di riguardo.
Relais Santo Pietro, i prodotti
Intorno al relais sta nascendo una vera azienda agricola che in futuro farà anche il vino e per ora produce prodotti ortofrutticoli e fiori (il tutto molto bello e a disposizione degli ospiti e del ristorante), e ci sono anche animali da cortile, api e due laboratori, il primo scuola di cucina, il secondo per prodotti cosmetici. Presto si affiancherà un’altra struttura posta propio sulla via di scorrimento con un laboratorio di dolci e cioccolato.
Un punto di ristoro informale ma anche originale questa Treehouse, piccola struttura in legno appoggiata a due grossi tronchi che è un piacere scoprire e poi vivere per un gioco di società o un pasto veloce e semplice, dall’insalatona, al pesce spada che noi proviamo. Da segnalare la focaccia e il pane (che assieme ai dessert cura il bravo Diego Poli), mentre la responsabilità della cucina è sempre di Andrea Mattei.
Relais Santo Pietro a Chiusdino
Intorno ad una piccola e antica struttura una coppia di danesi volenterosi, facoltosi e soprattutto amanti della Toscana, hanno costruito (lavori ancora in corso) un piccolo borgo e qualcosa di più che vi racconteremo nei prossimi post, per ora godiamoci il verde del parco e la prima colazione.
