Al posto di Gaetano Costa è arrivata questa misticanza, più leggera, piacevole e green del locale precedente. Alla guida le sorelle Chiara e Giulia Settimi, in cucina da poco è arrivato Ermanno Nicolella, con alle spalle belle esperienze in giro, tanto mare (quello buono di Ischia). La carta propone un pò tutto, dalle insalate al pesce e alla carne, dalla prima colazione al mattino, ai piatti romani del pranzo veloce. Poi la sera si vuole tentare anche una linea più gourmet. Magari ci sta pure, ma forse bisognerebbe prima mettere ordine alle proposte.
Redazione Witaly
Conoscevamo i due chef, ma non il locale. E devo dire che il Contraste passa inosservato solo a chi passeggia in via Meda, poi quando si entra è un altro mondo: un bel giardino, un’entrata con una scultura ad effetto e un piacevole salotto di casa signorile dove signorilmente si viene accolti. Un bel locale con una cucina altrettanto intrigante, nell’occasione rinforzata a 4 mani dalla presenza di Josean Alija, amico di Matias Perdomo. Tra i due è un contraste bello da vedere e da seguire, una serie di assaggi senza cadute che spaziano con mano precisa in tutte le direzioni. E’ un bel godere, poi certo qualcuno ci convince di più (l’ostrica, l’acciuga, il rognone). Alcuni sono bellissimi ma un pò troppo mandorlati: gli spinaci, i carciofi, il pilpil; ma nel complesso questo viaggio da Milano a Bilbao è una bella sequenza tutta da vivere. Cucina anche a 4 piedi (era così presentata) ed in effetti la brigata di sala ha un bel da fare nel sostituire posate bicchieri e vini nel corso delle 14 portate del menù, una corsa che merita l’applauso, mentre l’unica cosa che ci ha lasciato un pò perplessi è la sequenza degli abbinamenti dei vini, a parte la sicurezza del Ruinart iniziale.
Marchesi Antinori per la prima volta mette il suo nome in etichetta per un vino fuori della Toscana e lo fa con questo bel Franciacorta (tenuta Montenisa) con lunga permanenza sui lieviti. Una bella bottiglia assaggiata in un bel posto: lo Spazio di Niko Romito a Milano, con prestigiosa vista sul Duomo e in cucina la brava Gaia che dà un tocco elegante alle semplici ma correttissime proposte del menù. Un servizio altrettanto giovane ti accompagna ovunque con sorrisi non di maniera.
Visti ieri a Identità Golose
Ormai i pizzaioli sono delle star, e forse anche per questo chiedono a gran voce le stelle che ancora gli mancano all’appello, quelle della Michelin. Chi sarà il primo ad ottenerle? la sfida è aperta e in prima linea troviamo Simone Padoan, Franco Pepe, Enzo Coccia, Massimo Giovannini, Renato Bosco, Gino Sorbillo. Questa la chiusura della giornata di ieri. Ma prima tanti incontri interessanti.
Invito in una storica trattoria del Ghetto specializzata in carciofi, ma linvito èdi un’azienda vinivola (Tavignano a Cingoli nelle Marche) e ovviamente i carciofi danno qualche problema di abbinamento. Il menù è così un pò meno romano, ma i vini si fanno apprezzare. Prima un giocoso vino frizzante (base verdicchio) e poi tre annate di riserva verdicchio Misco che lasciano indubbiamente il segno.
Nuovo ed ampio locale in quell’antica zona di Roma che dai Fori risale verso il Viminale, la Suburra, oggi un quartiere molto vivo, sia per la frequentazione dei turisti che dei romani. I locali si moltiplicano e questo nuovo cavalca la tendenza più diffusa: dal primo mattino a sera tardi cambia la proposta secondo le ore. Gli spazi sono gradevoli, in cucina la consulenza di Dario Tornatore è tranquillizzante, le proposte quindi equilibrate. Buoni i prodotti, in genere di DOL e quindi di origine laziale. Curiosità: c’è il forno ma non la pizza, infatti viene utilizzato solo per alcune cotture particolari.
L’enoteca è storica, tra le prime, negli anni settanta, a proporre il vino e non più solo a vendere le bottiglie. Qui si sono allenati i primi sommelier romani con le proposte che Andrea Gabbrielli presentava alla curiosità degli habituèes di allora. Invece questa volta troviamo un altro ben rodato giornalista del settore, Carlo Zucchetti, animatore indiscusso della provincia di Viterbo ed infatti è circondato dai suoi amici produttori. Tanti gli assaggi, alcuni vini interessanti e nuovi prodotti, perfino un ragù di fagiano (non male).
Le Colonne di Rosanna Marziale
Nulla è perfetto, come anche questo locale, ma di certo la regione e soprattutto la città dovrebbero fare un monumento a Rosanna Marziale che praticamente quasi da sola tiene alta la ristorazione della non facile zona. Direte: è facile di fronte ad una meta turistica come la Reggia di Caserta! ma non è così, qui ristoranti di un certo livello hanno sempre fatto fatica enorme a sopravvivere e nessuno è durato più di tanto. Rosanna invece con costanza e determinazione non solo è andata in giro ad apprendere il mestiere non contentandosi dell’ambiente familiare, ma è rientrata a casa, ha rivoluzionato la struttura, ed è riuscita anche ad esprimere una sua linea di cucina, personale e originale studiando in particolare la mozzarella di bufala, riuscendo a coniugarla in tutte le forme e colori con dei piatti molto riusciti che hanno fatto epoca, citiamo ad esempio “la pizza al contrario”. La conosciamo da sempre, ci sembrava allora una ragazzina magra e fragile, ha dimostrato di avere più stoffa di tanti uomini. Non tutto è perfetto, lo dicevamo all’inizio, così ad esempio c’è qualche eccesso di condimento (nei due primi e soprattutto nei tagliolini), un assemblaggio errato (lo straordinario agnello si spegne un pò nella salsa allo zafferano), ma nel complesso i sapori sono tanti, l’estetica a volte superba, l’originalità assicurata. Formale ma di ottimo livello anche la sala guidata da Gianluca e Michele.
Gli Scacchi a Casertavecchia
Il borgo è storico, antico e piacevole, merita quindi una visita. E appena fuori, comodo con giardino e parcheggio è questo locale tranquillo, dall’arredo un pò datato, con ampi spazi, bottiglie rassicuranti sugli scaffali e nella piccola cantina refrigerata, e servizio familiare. Gino Della Valle conduce con la moglie Marilena in cucina e la figlia Valentina in supporto in sala. Ha passione per le cose buone, e ce lo conferma una carta che è piena di citazioni di fornitori e prodotti tra i migliori del ricco territorio. Ed in effetti sulla tavola arrivano proposte semplici, ma non banali, piene di rispondenza con i sapori tradizionali, ma senza inutili orpelli ed eccessi di condimento. Il ricordo migliore? il buon strudel di friarielli; il meno convincente? i ravioli di farina di castagne, macchine avremo modo di tornare e goderci con calma e con la bella stagione anche il giardino. Arrivederci!
