Una dozzina di altalene con sacchi di juta neri sospesi ed indifferenti sopra altrettante lenzuola immacolate che nascondono ingombri (in questo caso reperti industriali). Quante volte abbiamo visto scene come queste, protagonisti migranti o vittime del terrorismo? E a fianco nella chiesa del Suffragio il cerchio della vita, e anche qui è un cammino triste che ricomincia ad ogni giro e che non porta da nessuna parte. Sono due capolavori di Kounellis, e ringraziamo Daniele Vimini, assessore della cultura di Pesaro, di averceli mostrati.
Redazione Witaly
Ricco il contorno al concerto con la visita ad un bellissimo uliveto su una collina a fianco e poi la sera alla Locanda del Gelso con il sindaco. Un agriturismo schietto, con animali da cortile (buono il coniglio), e cucina al femminile di Rosaria e figlia. Segnaliamo infine una nuova osteria semplice e curata al centro del borgo: 30 posti.
Abbinare le eccellenze d’Italia è cosa sicuramente giusta e conveniente, finora però poco poi applicata. Ben vengano esempi come questo di Cartoceto dove si cerca sinergia tra la bontà del suo famoso olio con altri arti. Abbiamo partecipato all’incontro con la musica, in uno scenario di grande serenità in un tramonto dal cielo contrastato. Il prossimo sarà con l’arte.
Le Logge, è anche un bel libro
E’ molto bello il libro appena uscito sull’Osteria Le Logge, con anche un mio piccolissimo contributo. Racconta la storia di questa affascinante Osteria che per sempre avrà il timbro datole da Gianni Brunelli. Un personaggio unico, un oste di straordinaria perspicacia che aveva saputo anticipare mode e tendenze condendo insieme cibo sano, ottimi vini, un pizzico di mondanità e tanta simpatia. Oggi l’Osteria prosegue grazie a Mirco Vigni in sala e Nico Atrigna in cucina, due ottimi professionisti come la cena servita ci conferma. Ma è anche l’occasione di brindare, con il brunello di Gianni e ora di Laura, a questo bel libro, gradevole nella forma, piacevole da sfogliare, pieno di belle foto (quasi tutte del bravo Lido Vannucchi) e di ricette appetitose.
Che chicca questo “Palazzetto Rosso” in pieno centro storico di Siena! Un affascinante piccolo hotel ben ristrutturato con alcune soluzioni eclatanti come il blocco in vetro al centro della camera dei servizi. Aggiungete il servizio per l’auto, il centrifugato all’arrivo e il poter leggere e sfogliare i bei volumi disseminati nelle camere e negli spazi comuni. La proprietà è francese, Mme et M Touber, con altri alberghi a Parigi, amano l’Italia e ci investono (e bene) e noi ringraziamo loro.
Siamo arrivati presto per goderci il magnifico tramonto in una giornata che si vedeva anche la Corsica. E dopo un bel tramonto anche una bella cena, per gli amici presenti, per il vino e ovviamente anche per la cucina iperaffidabile dello Zazzeri che piace sempre a tutti, gourmet e gente di passaggio, giovani entusiasti e maturi appassionati. Merito alla qualità della materia prima, alla semplicità delle ricette che puntano tutte alla centralità del gusto, all’umanità e simpatia del titolare. Certo a noi piacerebbe, specie all’inizio o alla fine del pasto, qualche passaggio di maggior contenuto tecnico od estetico, come anche qualche ritocco nell’ambiente (pensiamo alle toilette e alla veranda). Ma alla gente piace questo stile e piace la “Baracca” come volutamente, con indubbio e apprezzabile understatemen,t Luciano definisce il suo locale.
Ennesima apertura a Roma, speriamo sia un segno di ripresa e di vitalità del settore. Il locale è indubbiamente curato e piacevole, e segue fedelmente il modello che sembra attualmente vincente: ampia metratura, varie proposte secondo le ore del giorno dal mattino a sera tardi cavalcando un pò tutti i generi, ambiente retrò vintage, cucina a vista, servizio giovane e spigliato. La cucina si avvale della consulenza di Arcangelo Dandini, come dire uno dei migliori professionisti della Capitale ed infatti nel menù non mancano le proposte legate alla cucina romana. Non si può giudicare nel primo giorno,quello dell’inaugurazione, comunque ci è piaciuta la ciriola gourmet, un pò meno il ricorrente baccalà che affiorava in tante ricette. Lodevole la qualità degli ingredienti utilizzati, alcuni dei quali, ben noti agli appassionati, fanno bella mostra lungo il bancone.
Le anime della Tenda Rossa (salvo Cristian, tutte al femminile) sono tante e attivissime. Specie in estate organizzano spesso eventi e degustazioni in Ville, Tenute, Castelli. Ci è piaciuta l’ultima, in mezzo alle vigne di Querceto, supportata da un clima perfetto. Un’ambientazione suggestiva, una cucina aderente al territorio come ognuno voleva, un pubblico prevalentemente straniero, rilassato ed entusiasta. Per loro sarà un bel ricordo, lo racconteranno ed altra gente arriverà da lontano: è la bell’Italia che funziona.
E’ la zona alta e boschiva del Chianti quella delle colline intorno a Pietrafitta. E al centro ecco Querceto, un borgo dal sapore anche rurale, ben recuperato all’ospitalità. Si sta d’incanto, si beve anche bene grazie ai vini biologici dell’azienda e c’è anche una piccola ristorazione sena pretese imperniata soprattutto su buoni salumi e formaggi. Ambiente familiare con una madre elegante ed attivissima, il figlio Jacopo appassionato e la fidanzata californiana che tiene i collegamenti con il mondo, ed infatti il vino (molto buona la gran selezione), è poco noto nel circondario e veleggia quasi tutto oltreoceano.
Osteria Magona sulla Bolgherese
E’ la sosta più affidabile della zona, quella che non tradisce mai: ottimi vini, ottima carne, con il contorno del meglio dei prodotti del territorio cucinati e presentati senza troppe pretese se non quelle di valorizzare le materie prime di base. L’unico problema è trovare posto. Da quando sono arrivati qui, sulla Bolgherese, dove hanno ampi spazi, giardino e parcheggio, il locale è sempre pieno pure a pranzo. Quindi prenotate per tempo!
