Ci dispiace innanzi tutto per chi la stella la perde, non sono in tanti, ma ci sono almeno due perdite dolorose: La Tenda Rossa e Agata&Romeo. Numerose le nuove stelle, ma nel rango di una, mentre l’alta classifica langue: nessun nuovo tre stelle e solo due nuovi due stelle. Si fermano l’Alto Adige e il Trentino (anzi arretrano), in avanti il sud: Sicilia e Campania (ormai la regione più stellata) e avanza quest’anno una sorprendente Toscana….effetto Renzi?
Matteo Baronetto
Non è certo facile il compito di Matteo Baronetto. Non solo ha riaperto e deve gestire una struttura con due piani, due cucine, qualche diecina di collaboratori e cercare di far tornare i conti, ma deve soddisfare due clientele che più lontane non si può neanche immaginare: quella storica del Cambio che viene qui per ritrovare i sapori di una ristorazione che ha le radici antiche di Casa Savoia, e quella che ricerca in Baronetto le ricette creative che lo hanno reso famoso da Cracco, e che però magari non vuole nemmeno che si ripropongano quelle ricette, ma altre e di nuove ancora. Insomma come si muove è forte il rischio di sbagliare e scontentare qualcuno. Noi speriamo comunque che vada per la sua strada e riesca a imporre la “sua” cucina che sicuramente soddisferà anche gli autoctoni come d’altronde lui è. Per il momento è ancora in fase di avvio, di messa a punto dei vari moduli, di oliare questa magnifica struttura. Mancavamo da tanti anni ed è un vero piacere per noi ritrovarla così splendente. Quanto ai piatti, l’estate ha giustamente imposto un percorso meno impegnativo, ma già abbiamo registrato qualche abbinamento dissacrante e guizzi di genialità che fanno ben sperare, accanto a delle soluzioni che ci sembrano comunque da perfezionare negli equilibri (per l’invadenza a volte di un ingrediente, come i capperi, il castelmagno ecc..). Però è da godere il bel servizio elegante e discreto, la cornice sontuosa, il menù variegato e tra le ricette mettiamo in testa i due primi.
Carlo Cracco è nato a Vicenza 48 anni fa e non si è mai dimenticato le sue origini, da qui l’idea di questa serata dedicata ad un grande prodotto: l’asparago bianco di Bassano. Idea ripresa e sostenuta da Roberto Astuni, ristoratore in città pieno di energia e di voglia di far sistema, che guida anche la Confraternita dei Ristoratori locali, instancabile nel proporre e organizzare iniziative che convoglino l’interesse del mondo esterno a questo paese che è un piccolo gioiello. Riccardo Antoniolo, giovane e valente pasticciere e ristoratore, ha messo a disposizione la sua ampia location: l’800, una bella villa alla prima periferia dotata di ampia cucina e parcheggio. E non solo, con dedizione, (come sempre perchè lo conosciamo da tempo), ha fatto da tramite, ha tenuto i collegamenti ed è stato il punto di riferimento in cucina, insomma bravissimo come al solito. Carlo Cracco non è venuto, ma ha mandato chi abitualmente cucina, il suo braccio destro e quello sinistro: Matteo Baronetto e Diego Giglio. Con simili ingredienti la serata non poteva non aver successo, e così è stato. Inizio e fine folgoranti con l’asparago” sublime” inventato per l’occasione e i distillati di Gianni Capovilla, il folle genio di Bassano. Sono esperienze importanti e bei ricordi non solo per chi si siede al tavolo, ma anche per chi ha lavorato dietro le quinte: il confronto nell’eccellenza, può solo far crescere il territorio.
