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  • 08 Mar 2026
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    Le ricette dei nostri chef: il lattaiolo di Alessia Uccellini
    Porzioni Cremona

    Le ricette dei nostri chef: il lattaiolo di Alessia Uccellini

    Di Redazione Witaly 6 Maggio 2020
    scritto da Redazione Witaly
    L’articolo è parte della collaborazione di Porzionicremona con Passione Italia, la campagna Touring per promuovere il territorio italiano e le sue bellezze. Un invito a tutti a “viaggiare da casa”, per scoprire e riscoprire ciò che ha da offrire il nostro Paese, semplicemente dal computer o smartphone. Scoprite tutti i contenuti sulla sezione dedicata del sito del Touring Club Italiano.

    Concluso il viaggio nel Nord Italia, arriviamo nelle zone di Arezzo, dove sorge l’artistico borgo di Sansepolcro. In un edificio tardorinascimentale, la famiglia Uccellini gestisce da oltre dieci lustri il Ristorante Fiorentino e la Locanda del Giglio, ricavati al piano nobiliare ed al piano superiore del palazzo. Alessia Uccellini, abile ristoratrice ed anima del Fiorentino ci racconta come sta affrontando questo periodo.

    “Sono sempre stata abituata a vivere a un ritmo assurdo per far conciliare tutto; oltre alla gestione del Ristorante, sono architetto, esperta di tradizioni popolari, organizzatrice e promotrice del Convivio Rinascimentale, personaggio televisivo (collaboro con Geo per un documentario su Sansepolcro e sugli altri borghi della Valtiberina) e prima di tutto mamma di quattro bambine. Nel momento in cui mi sono dovuta fermare, ho riscoperto il valore degli attimi insieme alla mia famiglia. Ho tempo per seguire le mie figlie, per lavorare da casa e per fare piccole consegne a domicilio di piatti che preparo quotidianamente al ristorante. Vivo la mia vita, per la prima volta, a un ritmo più naturale“.


    “Ritengo che nel primo periodo di riapertura dovremo ripensare più ad un idea di gastronomia per la vendita di prodotti e pietanze pronte. Oltre al fattore economico è importante impegnarsi a promuovere la storia, la tradizione, il sentimento che c’è dietro la propria attività“.
    La ricetta di Alessia Uccellini
    LATTAIOLOIngredienti 
    1 l di latte
    100 g di zucchero semolato
    5 uova
    3 tuorli d’uovo
    1 scorza di limone
    3 stecche di cannella
    1 bacca di vaniglia
    1 bicchierino di rum
    1 caffè espresso
    chicchi di caffè

    Procedimento

    – Per iniziare a preparare il lattaiolo, scaldare senza far bollire mezzo litro di latte.
    – Intanto, in una ciotola capiente, sbattere leggermente, fino a ottenere un composto omogeneo, 5 uova insieme ai 3 tuorli e ai 100 g di zucchero semolato e alla scorza grattugiata di 1 limone.
    – In un pentolino a parte bollire il restante latte insieme alle 3 stecche di cannella, alla bacca di vaniglia ed ai chicchi di caffè. Mischiare i tre composti aggiungendo una tazzina di caffè espresso ed un bicchierino di rum.
    – Versate il composto ottenuto, che risulterà molto liquido, in una teglia rettangolare e cuocere a bagnomaria nel forno alla temperatura di 180° per 40 minuti.
    – Quando la superficie del dolce appare dorata, sfornare il lattaiolo e lasciarlo raffreddare nella teglia. Servire il dolce tagliato a quadretti.
    6 Maggio 2020 0 commento
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    Le ricette dei nostri chef: “Agnello con i carciofi” di Giuseppe Pavesi
    Porzioni Cremona

    Le ricette dei nostri chef: “Agnello con i carciofi” di Giuseppe Pavesi

    Di Redazione Witaly 25 Aprile 2020
    scritto da Redazione Witaly

    L’articolo è parte della collaborazione tra Porzionicremona e Passione Italia, la campagna Touring per promuovere il territorio italiano e le sue bellezze. Un invito a tutti a “viaggiare da casa”, per scoprire e riscoprire ciò che ha da offrire il nostro Paese, semplicemente dal computer o smartphone. Scoprite tutti i contenuti sulla sezione Passione Italia del sito Touring Club Italiano. Contribuite anche voi alla mappa della bellezza con #passioneitalia #mappadellabellezza.     

     

    Il nostro viaggio gastronomico prosegue fino all’Ostreria Fratelli Pavesi a Podenzano, in Emilia Romagna, poco fuori Piacenza. Giuseppe, Camillo e Giacomo Pavesi sono discendenti di una storica famiglia di osti e ristoratori e si dividono tra sala e cucina, gestendo il ristorante con passione e grande entusiasmo. Annessi al locale sono presenti una bottega dove acquistare molti dei prodotti utilizzati in cucina da Camillo e Giuseppe, un’enoteca ed una sala polifunzionale ideale per gli eventi.

    Ci siamo confrontati su ciò sta accadendo nel mondo del food con lo chef Giuseppe Pavesi e con la sua compagna Laura, addetta alla pasticceria. Ecco che cosa ci hanno detto.

    “In questo periodo, ci stiamo organizzando per garantire un servizio di consegne a domicilio. Il nostro punto di forza è la Bottega, proponiamo molti prodotti genuini preparati con ingredienti locali come mostarde, marmellate e la nostra speciale giardiniera. Dalla provincia di Piacenza provengono le verdure fresche, come le patate di Mareto, le zucche Bertine, e anche una selezione di tagli di manzo e una parte di salumi, come la Mariola, presidio Slow Food. Dalle zone di Parma, arrivano prosciutti ed alcune specialità di formaggi”.
    “L’importante sarà ripartire, ci manca molto il nostro mestiere. Tra i tanti punti interrogativi, pensiamo sicuramente di ridimensionare la capienza del locale, per nostra fortuna, abbiamo un ristorante suddiviso in differenti zone che ci permette di dislocare i tavoli secondo le esigenze. Confidiamo inoltre di dedicarci all’apertura del Laboratorio, progetto al quale abbiamo lavorato in questi mesi”.
    La ricetta di Giuseppe Pavesi
    AGNELLO CON I CARCIOFIIngredienti (per 8 persone)
    1 cosciotto intero di agnello da 2 kg circa
    8 carciofi
    2 spicchi di aglio
    Erbe aromatiche
    500 ml di vino bianco
    Olio evo q.b.
    Sale e Pepe q.b.
    Mentuccia fresca

    Per un vasetto di confettura di prugne secche:
    250 g di prugne secche denocciolate
    1 bicchiere di acqua
    75 g di zucchero semolato
    ½ mela
    Succo di ½ limone

    Procedimento

    Per l’agnello con i carciofi
    – Una volta preparato il fondo bruno, dedicarsi alla cottura dell’agnello con i carciofi. Prendere una ciotola capiente ed aggiungere: l’aglio sbucciato e tritato, le erbe aromatiche, il vino bianco e unire il cosciotto di agnello (fare dei tagli sulla superficie della carne). Coprire con pellicola e far marinare in frigo per più di 2 ore, girandolo di tanto in tanto.
    – In una casseruola capiente far scaldare un filo di olio evo, scolare il cosciotto e farlo rosolare uniformemente per 10 minuti circa. Regolare di sale e pepe.
    – Trasferire il cosciotto in una teglia da forno, unire l’olio della rosolatura e la marinata utilizzata.
    – In forno preriscaldato a 200 °C per circa 1 ora e 30 minuti. Durante la cottura girare spesso la carne e bagnarla di tanto in tanto con il fondo. Se si nota che il fondo di cottura si assorbe velocemente, oppure se la carne diventa troppo scura in superficie continuare la cottura con coperchio.
    – Pulire i carciofi, eliminando il gambo, le foglie esterne più dure e tagliarli a metà o a fette non troppo sottili.
    – Abbassare la temperatura del forno a 180°C , i carciofi al cosciotto (dopo quasi 2 ore di cottura), regolare di sale e pepe. Far cuocere fino a quando anche i carciofi saranno ben cotti.
    – Spegnere il forno e far riposare un po’. Servire l’agnello tagliandolo a fette con carciofi.
    Per la confettura di prugne secche
    – Tagliare a piccoli pezzi le prugne secche denocciolate e grattugiare mezza mela, mettere il tutto in una pentola antiaderente dai bordi alti, insieme allo zucchero e al succo di mezzo limone e unire anche l’acqua. Cuocere a fuoco lento per 45/60 minuti, finché la frutta sarà tenera e sfaldata. Con un minipimer, frullare la confettura fino a raggiungere la consistenza desiderata.
    Impiattamento
    Per un risultato finale delizioso accompagnare l’agnello e i carciofi con della marmellata di prugne secche e della mentuccia fresca.
    25 Aprile 2020 0 commento
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    I consigli dei nostri chef: un pensiero e una ricetta dalle Langhe
    Porzioni Cremona

    I consigli dei nostri chef: un pensiero e una ricetta dalle Langhe

    Di Redazione Witaly 24 Aprile 202024 Aprile 2020
    scritto da Redazione Witaly

    L’articolo fa parte della collaborazione tra Porzionicremona e Passione Italia, la campagna Touring per promuovere il territorio italiano e le sue bellezze. Un invito a tutti a “viaggiare da casa”, per scoprire e riscoprire ciò che ha da offrire il nostro Paese, semplicemente dal computer o smartphone. Scoprite tutti i contenuti sulla sezione Passione Italia del sito Touring Club Italiano. Contribuite anche voi alla mappa della bellezza con #passioneitalia #mappadellabellezza.     

    Oggi siamo nel cuore delle Langhe, a Barbaresco (Cn), dove incontriamo Campamac Osteria Di Livello, un’osteria gourmet che predilige una cucina genuina, preparata con materie prime per lo più locali con una forte attenzione alla semplicità e alla tradizione dei piatti. Abbiamo chiesto al manager friulano, Paolo Dalla Mora, quali sono le sue riflessioni su questo momento attuale.

    “Io, l’executive chef Maurilio Garola e tutta la nostra brigata fremiamo dalla voglia di ricominciare, abbiamo idee nuove e tanta voglia di impegnarci per migliorare ogni dettaglio del nostro ristorante. Difatti, insieme allo chef Maurilio stiamo lavorando suoi nuovi menù, siamo sempre alla ricerca di piatti da inserire stagionalmente. Stiamo anche riflettendo sulla gestione degli spazi nel ristorante, dovremo ovviamente ridurre la capienza e distanziare i tavoli. Per quanto riguarda il nostro personale, abbiamo deciso di riconfermare tutti i nostri ragazzi, vogliamo che questo sia un messaggio di incoraggiamento per ognuno di loro che si è sempre impegnato con passione nel proprio lavoro”.

    “Passato questo momento di “stop forzato”, ci sarà un mondo diverso, sicuramente dovremo essere più bravi a reinventarci ma questa è la peculiarità di noi italiani. Per la prima volta non dobbiamo aspettare che le cose mutino, siamo noi la parte attiva del cambiamento. Abbiamo l’opportunità di dimostrare che il mondo può essere riprogrammato; la storia ci insegna che dopo ogni grande depressione segue un boom, ma questo dipende dalla nostra volontà e dal nostro impegno. In questo periodo, vorranno essere ancora più consapevoli di ciò che mangiano; questo è il nostro compito: raccontare la storia e il contesto di ogni ingrediente ma soprattutto raccontare il fattore umano al quale esso è legato”.
    La ricetta di Maurilio Garola
    TARTELLETTA DI PATATE E LARDO CON UOVO IN CAMICIA E TARTUFO NERO​Ingredienti
    1 patata
    12 fette di lardo fresco
    2 albumi d’uovo
    200 ml di panna
    100 ml di latte
    40 g di parmigiano reggiano
    6 uova di quaglia
    sale e pepe q.b.

    Procedimento
    – Prendere delle coppette di ceramica resistenti al calore e foderarle con le fette di lardo.
    – Preparare un composto di latte, panna, parmigiano reggiano, albumi, sale e pepe.
    – Pelare ed affettare la patata e mettere alcune fette sul lardo in modo tale da creare una seconda camicia allo stampo e poi coprire con il composto preparato.
    – Cuocere in forno a 160°/170° per circa 8 minuti affinchè il centro della coppetta rimanga semiliquido; nel frattempo fare le uova di quaglia al tegamino ed adagiarle sulla coppetta.
    – Completare il piatto con alcune lamelle di tartufo nero.
    24 Aprile 202024 Aprile 2020 0 commento
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    Le ricette dei nostri chef: “Cardo selvatico spinoso delle Murge in brodo” di Vincenzo Montaruli
    Porzioni Cremona

    Le ricette dei nostri chef: “Cardo selvatico spinoso delle Murge in brodo” di Vincenzo Montaruli

    Di Redazione Witaly 23 Aprile 202023 Aprile 2020
    scritto da Redazione Witaly

    L’articolo è parte della collaborazione tra Porzionicremona e Passione Italia, la campagna Touring per promuovere il territorio italiano e le sue bellezze. Un invito a tutti a “viaggiare da casa”, per scoprire e riscoprire ciò che ha da offrire il nostro Paese, semplicemente dal computer o smartphone. Scoprite tutti i contenuti sulla sezione Passione Italia del sito Touring Club Italiano. E contribuite anche voi alla mappa della bellezza con #passioneitalia #mappadellabellezza.     

    Riprendiamo il nostro viaggio tra le eccellenze gastronomiche della Penisola fino a giungere a Bari, precisamente a Ruvo di Puglia dove da qualche anno i due fratelli Montaruli, Francesco e Vincenzo, gestiscono la sala e cucina del ristorante Mezza Pagnotta.

    Abbiamo chiesto a Francesco Montaruli, responsabile di sala, qualche impressione su quanto sta accadendo. “Credo che questo sia un periodo in cui è fondamentale riflettere sul vero senso della vita. È mutato il nostro modo di vivere, ci stiamo riavvicinando alle piccole cose, eliminando ciò che è superfluo. Io e mio fratello Vincenzo stiamo vivendo una quarantena per così dire “bucolica”. Ci stiamo dedicando alla semina di tutti gli ortaggi che utilizzeremo nel nostro menù. Stiamo sperimentando la coltivazione di alcune varietà antiche di pomodoro, di basilico e la melanzana rossa lucana. La cucina del nostro ristorante proviene al 100% dal nostro orto. Produciamo anche l’olio, abbiamo circa 930 ulivi”.
    “Ritengo che, usciti da questo periodo di lockdown e adottate le dovute precauzioni, riusciremo a riprendere l’attività senza troppe difficoltà. Mezza Pagnotta è un ristorante a gestione familiare, abbiamo sempre curato i dettagli senza essere pretenziosi. La nostra è una cucina intelligente e sostenibile, in continuo dialogo con la natura e questa peculiarità mi auguro venga ancora più apprezzata dalla clientela. I tavoli sono già disposti in maniera tale da garantire il rispetto delle norme. Gestiremo un numero minore di coperti valorizzando ancor di più il servizio di sala. Le persone, finito questo periodo, vorranno essere ancora più consapevoli di ciò che mangiano; questo è il nostro compito: raccontare la storia e il contesto di ogni ingrediente ma soprattutto raccontare il fattore umano al quale esso è legato”.
    La ricetta di Vincenzo Montaruli
    CARDO SELVATICO SPINOSO DELLE MURGE IN BRODOIngredienti
    Per la pasta fresca “mille infranti”:

    – 270 g di semola
    – 1 cucchiaio di farina 00 di grano tenero
    – 2 cucchiai di prezzemolo tritato
    – 1 uovo
    – 1 pizzico di sale
    Per il brodo:
    – 1 kg di cardo selvatico spinoso
    – pecorino delle murge primo sale
    – 1 carota
    – 1 cipolla
    – 1 gambo di sedano
    – 3 rametti di barba di finocchietto selvatico
    – sale q.b.
    Procedimento
    – Per preparare la pasta fresca i Mille infranti, tipica della Puglia, occorre innanzitutto aprire a fontana la semola su una spianatoia, con la farina e un pizzico di sale. Si aggiunge al centro l’uovo battuto, il prezzemolo tritato e mezzo bicchiere di acqua tiepida, dove è stato già sciolto precedentemente un po’ di sale. Si amalgama il tutto e si lavora l’impasto fino a renderlo elastico. Una volta pronto, si stende l’impasto e si appoggiano le fasce ottenute su una spianatoia, ricoperta da un canovaccio in cotone per farle asciugare. Quando saranno asciutte, si spezzano a mano, in pezzi piccoli o grandi, l’importante è che siano irregolari.
    – Per preparare il brodo, occorre munirsi di una casseruola e preparare un soffritto con olio evo, carota, sedano e cipolla ed rametti di barba di finocchietto; aggiungere poi dell’acqua per ottenere il brodo. Nel momento in cui il brodo inizia a bollire, si aggiungono i cardi spinosi precedentemente mondati e lavati e la pasta fresca mille infranti. Si lascia cuocere il tutto per circa 12 minuti, per poi aggiustare di sale.

    Impiattamento
    –  Si serve in un piatto fondo, e per completare il piatto si aggiunge olio a crudo e un ciuffo di finocchietto selvatico ed infine alcune scaglie di Pecorino delle Murge Primo Sale.

    23 Aprile 202023 Aprile 2020 0 commento
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    Riccardo Gaspari, lo chef Top di Domani del San Brite a Cortina d’Ampezzo
    Porzioni Cremona

    Riccardo Gaspari, lo chef Top di Domani del San Brite a Cortina d’Ampezzo

    Di Redazione Witaly 20 Aprile 2020
    scritto da Redazione Witaly

    L’articolo è parte di Passione Italia, la campagna Touring per promuovere il territorio italiano e le sue bellezze in collaborazione con Porzionicremona. Un invito a tutti a “viaggiare da casa”, per scoprire e riscoprire ciò che ha da offrire il nostro Paese, semplicemente dal computer o smartphone. Scoprite tutti i contenuti sul sito del Touring Club Italiano e  sui canali social. E contribuite anche voi alla mappa della bellezza con #passioneitalia #mappadellabellezza.     

    Qui non solo è particolare la località (a breve distanza dalla famosa località turistica), ma anche la tipologia: un ristorante che è anche agriturismo, fattoria, latteria e che produce tra l’altro ottimi latticini e yogurt. E al San Brite i piatti sono giustamente il riflesso gastronomico degli ottimi prodotti che qui vengono elaborati.

    Riccardo Gaspari non è solo un valente chef (con esperienza anche da Massimo Bottura), ma un imprenditore capace e questo è quanto ci ha detto sul momento che stiamo attraversando: “Temo che la situazione non si risolverà a breve e mi sembra di capire che la ripresa sarà più dura di quello che, fino a ieri, ci auguravamo potesse essere. Non è una valutazione meramente locale, ma globale. Nel dirlo il pensiero va irrimediabilmente allo scenario internazionale, si pensi ad esempio alla complessa decisione di posticipare le Olimpiadi di Tokyo. Ogni giorno sento colleghi preoccupati del loro destino, amici ristoratori con le spalle non troppo coperte che non sanno se riusciranno a riaprire. La riflessione che faccio ora è soprattutto incentrata sul lavoro della nostra azienda. Io ho sempre creduto nell’importanza del nostro lavoro e mai come ora realizzo che il futuro è la sostenibilità. Nella criticità di questo momento noi, con stalla e caseificio, abbiamo dovuto (e potuto) continuare a lavorare incessantemente per procedere nella produzione. Ci autososteniamo, abbiamo la possibilità di produrre tutto quello che serve a noi, alla nostra attività e alle tante persone che ogni giorno vengono a fare provviste nella nostra latteria. Il lavoro del contadino/agricoltore è sicuramente impegnativo, duro, ma riempie di soddisfazione e permette un’autonomia virtuosa. Credo sia questo il futuro. Noi ristoratori, noi chef, dovremmo sfruttare l’obbligo di essere d’esempio per chi siede al nostro ristorante, per coltivare rispetto e cura del prodotto. Così, utilizzando strumenti e conoscenza propri del nostro mestiere, potremo di certo attuare cambiamenti positivi. Credo che la ristorazione debba fare ogni possibile sforzo per adeguarsi alla situazione del contemporaneo e migliorare il mondo in cui viviamo. Abbiamo una vitale responsabilità da cui deriva anche una grande opportunità. Per questo credo sia doveroso concentrarsi sulla sostenibilità“.
    La ricetta di Riccardo Gaspari
    PORROIngredienti
    – 1 porro

    Per la crema di latte e acciuga
    – 1 l panna
    – 50 g acciughe lavate bene

    – 300 g mandorle sgusciate
    – 1 buccia di limonePer l’emulsione di dragoncello
    – 125 g dragoncello
    – 1 scalogno
    – 35 g aceto balsamico di mele
    – 50 g brodo di mele
    – 50 g brodo di pollo
    – 150 g olio vinacciolo

    Per l’olio levistico
    – 250 g olio levistico
    – 250 g levistico

    Procedimento
    Per la crema di latte e acciuga

    – Mettere in ammollo il latte, le mandorle e la buccia di limone
    – Filtrare e cucinare aggiungendo le acciughe per poi ridurre tutto a metà

    Per il porro
    – Cucinare il porro alla griglia con sale e burro, poi togliere e mettere al caldo
    – Tagliare a metà e con la parte esterna fare la copertura

    Per la salsa al dragoncello
    – Inserire tutti gli ingredienti nel mixer, frullare e setacciare

    Impiattamento
    – Sul fondo del piatto mettere quattro punti di dragoncello, appoggiare i porti, 4/6 pezzi di trifoglio e coprire con la parte esterna del porro
    – Versare la creta di latte e acciuga e l’olio al levistico

    20 Aprile 2020 0 commento
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    Le ricette dei nostri chef Top di Domani: “Carciofo alla brace” di Maicol Izzo di Piazzetta Milù
    Porzioni Cremona

    Le ricette dei nostri chef Top di Domani: “Carciofo alla brace” di Maicol Izzo di Piazzetta Milù

    Di Redazione Witaly 17 Aprile 2020
    scritto da Redazione Witaly

    L’articolo è parte della collaborazione di Porzionicremona con Passione Italia, la campagna Touring per promuovere il territorio italiano e le sue bellezze. Un invito a tutti a “viaggiare da casa”, per scoprire e riscoprire ciò che ha da offrire il nostro Paese, semplicemente dal computer o smartphone. Scoprite tutti i contenuti sul sito Touring Club nella sezione Passione Italia. Contribuite anche voi alla mappa della bellezza con #passioneitalia #mappadellabellezza.    

    Piazzetta Milù a Castellammare di Stabia è un locale familiare che vede da qualche anno la giovane generazione protagonista sia in sala che in cucina. Qui troviamo il più giovane dei fratelli, Maicol Izzo, che dopo varie e importanti esperienze all’estero è tornato e sfoggia le sue notevoli doti tecniche in cucina che comunque rimane sempre ben salda sui valori gastronomici del luogo.

    Quando lo sentiamo è al lavoro, sperimenta gli impasti con il lievito madre per il tortano e il casatiello (ricette tradizionali di Pasqua). Gli chiediamo se ha pensato ad una ricetta. “Domani saremo un tantino più poveri e ho pensato di usare un prodotto nostro, il limone di Sorrento e di utilizzarlo tutto: polpa, succo, parte bianca e scorza esterna, ne ho fatto un dessert che mi piace molto”.
    Per le nostre ricette di primavera invece ci propone il carciofo alla brace. Eccolo.

    La ricetta di Maicol Izzo
    CARCIOFO ALLA BRACE

    È un piatto creato pensando ad uno dei simboli della mia città e vero e proprio ortaggio di culto per la città di Castellammare di Stabia (città che apre le porte della Penisola Sorrentina e Capri).
    Servito come se fosse un fiore perché il carciofo, effettivamente, lo è. Viene cotto in vari modi e aperto a mano, petalo per petalo e condito con un trito di erbe ed aromi che possano portare alla memoria del gusto quello che normalmente si vende per strada in città nel periodo di Pasqua.

    Ricetta e procedimento per 4 persone
    – Selezionare 4 carciofi (noi utilizziamo quelli del Presidio Slow Food di Via Schito, il “violetto”).
    – Sciacquare bene con acqua fredda.
    – Tagliare i gambi del carciofo fino quasi alla base e togliere le prime foglie tagliando la parte superiore in modo da ottenerne una sorta di bocciolo.
    – Preparare una boule con Olio EVO ed immergere i carciofi all’interno cuocendo a secco in forno a 150° per 110 min.
    – Lasciare raffreddare, scolare dall’olio e mettere su brace a carbone per il tempo necessario affinché che si cuociano le foglie esterne.
    – Aprire tutte le foglie a mano e tenere in caldo.
    – Per il trito: tritare in un mortaio di legno prezzemolo fresco, aglio, peperoncino ed aggiungervi olio EVO e grasso di maiale fuso.
    – Servire e guarnire il carciofo al momento.
    Un carciofo può essere diviso anche in 2 persone.
    17 Aprile 2020 0 commento
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