Il Frankies è ben frequentato soprattutto dagli inglesi per via della consulenza di Marco Pierre White, ma la cucina ha impronta italiana grazie a Fabio Nompleggio, modesto e appassionato che con scrupolo e voglia di fare si marina le sue carni, si prepara il suo salmone e propone una cucina semplice e gustosa incentrata sulla bona materia prima, alla quale manca un tocco di finezza per decollare. E’ qui ospite Riccardo Di Giacinto che salutiamo prima di ripartire. Nella bella pizzeria Margherita, chef resident il bravo Alfredo Albergatore, Patrizia Di Benedetto si esibisce in una serie di sfiziosità palermitane presentate con garbo. Assaggiamo le granite: squisite!
Witaly
Tour di ristoranti associati al Summit, ecco Angelo Sabatelli al Marriott Marquis, 1600 camere per 14 ristoranti, non ultimo il frequentatissimo Positano. Altra musica al Capital Club, meno di dieci tavoli per un ambiente riservato ed esclusivo dove troviamo Anthony Genovese.
700 coperti di media al giorno e che coperti! Qui si consuma un chilo di tartufo bianco, sempre al giorno, e tante altre primizie italiane. Siamo di fornte ad uno dei ristoranti che riesce a coniugare quantità e qualità grazie alle indubbie capacità di Andrea Mugavero eAlessandro Miceli, i due responsabili delle cucine. Ci torniamo dopo un anno per avere la conferma, ed è sempre un piacere vedere taanta belle gente apprezzare i nostri prodotti.
Al mattino lezione di Simone Fracassi: carne alla griglia di differenti tagli e poi si va in Piazza Italia che quest’anno viene ospitata dal Polo Club, bello ma un pò distante. Una festa con tanti eventi e soprattutto le finali delle varie competizioni. La più impegnativa è quella del caffè che vede i giurati impeganti per ore nel difficile esercizio di assaggiare diecine di caffè di tutti i tipi con estrosi abbinamenti.
Nell’ambito del Summit, due gare di cucina dove coordino la giuria. E’ molto interessante vedere come gli chef all’estero (non tutti di origine italiana) propongono la pasta e il riso. La prima sorpresa è trovare in genere delle cotture corrette, la seconda è il comune impiego di ingredienti nobili che dipende dall’alto target della clientela, ingredienti che vengno utilizzati con larghezza. Il risultato: piatti molto gustosi, ricchi, fin troppo per il nostro gusto, ma comunque non troppo fuori (salvo poche eccezioni), da quello che si vede in Italia. Selezioniamo i finalisti per la gara finale di domani.
Andiamo la prima sera ad Abu Dabhi per conoscere uno dei migliori ristoranti italiani della zona: Amalfi. Molto curato ed elegante l’ambiente che offre differenti soluzioni, elegante anche la clientela (nel privè accanto c’è un parente dello Sceicco), buona la cucina che punta all’eccellenza dei prodotti proposti con semplicità ma tanta sostanza. L’executive chef è persona umile e simpatica, lo chef italiano ha notevole esperienza e molta umanità. Un bel team davvero per una serata che ci ricorderemo.
Eccoci arrivati a Dubai (in realtà qualche giorno fa, ma siamo un pò indietro con i post), eappena arrivati all’Hiton, dove incontriamo lo chef Cosimo Danese di grande esperienza, subito a salutare Graziano Prest che è al Rosso, un ristornate di oltre 300 posti, ma di grande piacevolezza, dove incontriamo altri chef amici.
Ed ecco ancora le foto della finale, il momento più atteso, quello di conoscere il vincitore. Ormai lo sappiamo: Matteo Metullio ha vinto il Premio Miglior Chef Emergente d’Italia 2014. Arrivederci a Cooking for Art Finale 2015, ma prima c’è l’evento di Milano che è ormai vicino:
Vi aspettiamo a Cooking for Art Milano, in via Tortona 32, da sabato 29 novembre a lunedì 1° dicembre.
