Vedere attraverso, vedere l’invisibile, vedere grazie alla cultura che è in noi. Questo il messaggio di Massimo Bottura al migliaio di visitatori presenti a Culinaria. Perlopiù giovani che sapevano che non avrebbero mangiato altro se non cultura. E il messaggio è stato chiaro e forte, grazie alle parole, ma soprattutto alle mani, ai movimenti, agli sguardi. Massimo non solo è un grande personaggio, ma sa trasmettere alla grande il suo pensiero. Ecco così che abbiamo visto nascere alcuni suoi piatti che ormai sono “storici”, dalla crostatina di limone rotta al camouflage, per finire con il brodo di “tutto”, l’essenza stessa della sua umanità. Un’ora di lezione, un’ora di applausi, un’ora alla riscoperta del vero che è in ognuno di noi, se sappiamo guardare dentro alla ricerca dell’invisibile che è ovunque, ma che una grande ricetta. magari aiuta a scoprire.
Witaly
Anche un hotel prestigioso come il Cipriani subisce il fascino della pizza. Il suo chef, Davide Bisetto, fresca stella michelin al ristorante Oro, scende nella Capitale per firmare pizze d’autore nella pizzeria più celebre di città: la Gatta Mangiona, che piano piano si avvicina al ventennale di onorata attività. Un Giancarlo Casa sempre in gran forma propone così una lunga serie di assaggi decisamente buoni che ha un gran finale: la pizza al radicchio e morlacco di grande intensità e nota piacevolmente acidulata.
Ci piace il Bistrot per il suo arredo tranquillo ma contemporaneo, per il suo ottimo rapporto prezzo qualità, perchè ci si mangia bene e si beve pure bene, per la sua vicinanza con il Maaxi. E una conferma l’abbiamo avuta anche ieri sera nella bella cena organizzata a 4 mani. Forse in giro ce n’è un abuso di queste iniziative, ma servono anche ad esprimere solidarietà e vicinanza stilistica a locali magari distanti come in questo caso: il Bistrot 64 e 28 posti a Milano. Scambio di chef, ma anche speriamo di clientele visto che non sono pochi i romani che visitano Milano e i milanesi che arrivano nella Capitale. Noi abbiamo premiato Marco con il Touring, per l’interessante formula che il suo locale di porta Genova propone ad un prezzo altrettanto interessante del Bistrot romano.
Non poteva presentarsi in modo migliore Andrea Napolitano, non tanto dal punto di vista gastronomico, (è appena arrivato in questo bel Palazzo Marziale e diamogli quindi il tempo per ambientarsi e proporci la sua linea di cucina), quanto per il suo spirito etico. Ha organizzato, in pieno accordo con la proprietà (Paola Savarese) e con l’amico Fabrizio Tesse (ristorante stellato di Orta), una cena a favore dell’Unicef con un menù di basso scarto e basso costo, e con ricavato a favore appunto dell’Unicef e inoltre una vendita di “pigotte”: ogni pigotta permette l’acquisto di un kit di lunga sopravvivenza proteica per i bambini che soffrono la fame nel mondo.Nei suoi piani è anche non solo “donare”, ma anche “formare”, cioè andar giù in Africa a far lezioni di cucina alle giovani donne.
Emozioni in serie, rigore nei piatti ma anche nei tempi di esecuzione e nella regia. E non era facile: non c’era cibo da assaggiare, non c’era vino da bere, non c’erano showcooking di chef famosi. Eppure l’atmosfera si è creata subito e la tensione ha cavalcato l’evento fino alla sua chiusura. Un fantastico evento che vogliamo chiudere con l’immagine dei ragazzi del servizio lassù in alto affacciati al loggione. Evviva Alba!
e ringraziamo per alcune belle foto Claudio Allais
Bello è rivedere i piatti e la gioia del vincitore. Ricordiamo che ogni concorrente doveva fare una ricetta di pesce (storione e caviale tema imposto) e di carne (tema imposto, il cervo). Quella di pesce già impiattata e quella di carne assemblata in 7 porzioni da sporzionare successivamente prima dell’assaggio.
Nella bella sala Garden dell’Albergo dell’Agenzia a Pollenzo si è poi svolta la cena di gala della Selezione Italiana del Bocuse d’Or: benvenuto con varie sfiziosità firmate da Enrico Crippa e accompagnate dalle bollicine di Altalanga, l’antipasto (ottimo) di Orjan Johannessen con l’arneis del Consorzio del Roero, il risotto al Castelmagno con salsa al barbaresco del Consorzio firmato Piazza Duomo (ringraziamo anche Acquerello e Guffanti), la coscia d’oca glassata con spezie e zucca con il barolo del Consorzio firmata da Piazza Duomo (ringraziamo Metro per la carne), il cioccolato salato con cremoso di noccioli con il Moscato d’Asti in magnum del Consorzio firmato Perbellini con la piccola pasticceria accompagnata da caffè Lavazza e distillati Berta. Bella cena ad alto livello, sia per quanto servito, sia per il perfetto servizio, sia per la qualità degli ospiti presenti.
Marco Acquaroli, trentenne lombardo attualmente sous chef di Saverio Sbaragli nel prestigioso ristorante Il Lago del Four Seasons di Ginevra (una stella michelin) ha vinto la Selezione Italiana del Bocuse d’Or con due piatti di alto contenuto tecnico: il filetto di storione alle alghe con porro farcito di patata al caviale, cipolla rossa al cavolfiore e consommè di cipolla; il cervo al ginepro tostato, barbabietola farcita di coscia brasata, flan di zucca, millefoglie di topinambour e tartufo, salsa all’aceto di barolo (i temi imposti erano lo storione e il cervo). Altri premi: Gabriele Furi miglior commis, Giuseppe Raciti premio ricetta europea, Debora Fantini miglior ricetta di pesce, Francesco Gotti miglior ricetta di carne. Gli altri concorrenti in gara: Lorenzo Alessio, Riccardo Basetti, Andrea Alfieri, Daniele Lippi, Giovanni Lorusso, Michelangelo Mammoliti, Leonardo Marongiu, Stefano Paganini. Il vincitore dovrà affrontare altri venti vincitori delle varie selezioni nazionali d’Europa a Budapest il 10 e l’11 maggio 2016 e solo i migliori saranno ammessi alla finale mondiale di Lione di fine gennaio 2017.
A giudicare le ricette trenta giurati d’eccezione:
Matteo Baronetto, Enrico Bartolini, Andrea Berton, Francesco Bracali, Riccardo Camanini, Filippo Chiappini, Giovanni Ciresa, Enrico Derflingher, Nino Di Costanzo, Gennaro Esposito, Anthony Genovese, Oliver Glowig, Antonio Guida, Giuseppe Mancino, Valentino Marcattilii, Riccardo Monco, Fabio Pisani, Martin Obermarzoner, Davide Oldani, Piergiorgio Parini, Valeria Piccini, Marco Sacco, Claudio Sadler, Emanuele Scarello, Maurizio Serva, Massimo Spigaroli, Mauro Uliassi, Luisa Valazza, Gianfranco Vissani, Gian Piero Vivalda. Ed inoltre: Presidente del Concorso è Giancarlo Perbellini, presidente di Giuria Enrico Crippa, giuria backstage Fabio Tacchella, assistenti giuria Paolo Lopriore e Luciano Tona. Ospite d’onore: Orjan Johannessen ultimo vincitore del Bocuse d’Or.
Grande è stata la risposta del territorio che ha riempito il Teatro Sociale, luogo suggestivo dell’evento, e ha seguito le varie fasi delle gare. Grandi applausi anche ai ragazzi dell’Apro, l’istituto alberghiero, che sotto la guida dello staff di Piazza Duomo e gli occhi di Vincenzo Donatiello hanno perfettamente servito le varie giurie contribuendo a creare uno scenario indimenticabile.
I premi sono stati consegnati da Antonella Parigi assessore al Turismo regione Piemonte, dall’onorevole Alberto Cirio, da Maurizio Marello sindaco di Alba, da Luigi Barbero presidente dell’ATL Langhe a ricordare appunto il sostegno delle istituzioni locali a questo evento. Evento reso possibile anche dal Club dei Supporter: Bragard, Calvisius Caviar, Caraiba Luxury, Ceretto, Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe Dogliani e Consorzio Tutela Roero, Food Design Advisor & Management, Lavazza, Mepra, Mesa, Metro Italia Cash and Carry, Olio Roi, Orved, Pastificio dei Campi, Pentole Agnelli, Pietro Mollo & C Zanussi Professional, Sagna, San Pellegrino, Tartuflanghe, Valrhona, Villeroy & Boch. Media Partner: Aromi Creativi e Grande Cucina
Ora l’appuntamento è a Budapest, sarà un impegno molto difficile, e facciamo i migliori auguri al giovane Marco Acquaroli che ce la metterà tutta, e noi gli saremo vicini.
Mi sono emozionato a salire sul palco con il teatro completamente pieno, con i ragazzi dell’Istituto che compatti applaudivano affacciati dal loggione in alto, con le luci di fronte. Molti avevano vissuto i due giorni di gara, tutti avvertivano la tensione del momento. Ed alla fine è stato bello vedere la gioia del vincitore, ma anche la soddisfazione di tutti i concorrenti di aver partecipato ad un evento difficile, che comunque lascia qualcosa nella loro vita professionale. Ed io ringrazio le tante persone che hanno permesso che questo avvenisse e ringrazio Alba per il riscontro e per la straordianria sede che ci ha offerto. E infine grazie a Stefania Spadoni di Langhe Roero per le belle foto che ho utiizzato in copertina.
