Questo il link all’elenco dei vini coronati della prossima edizione Guida Vinibuoni d’Italia 2017:
http://vinibuoni.it/wp-content/uploads/2016/07/Vinibuoni_CORONE-edizione2017.pdf
Puntuale alla fine di tutte le degustazioni la cerimonia dell’annuncio dei vini a “corona”. Si leggono quelli del Friuli con grande festa dei produttori presenti e si conclude la serata con un percorso di vini finalisti e dei cibi preparati dalla attivissima ed instancabile proloco di Buttrio.
Serata nel Collio, da Farra, nella bella azienda di Borgoconventi passata qualche anno fa dalle mani di Gianni Vescovo a Folonari, dove assaggiamo una serie di vini di varie aziende; poi in mezzo alle colline di Capriva a Russiz Superiore. L’azienda storica di Marco Felluga, dove siamo accolti dal figlio Roberto.
E come ogni anno la Guida Vinibuoni d’Italia apre le porte in occasione della degustazione finale. Chiunque può venire a vedere, assaggiare (prenotando) i vini, controllare il nostro lavoro. E le “corone” vengono subito annunciate. Insomma la trasparenza regna sovrana. Ma a parte lo stile è anche un’occasione per rivederci tutti e godere gli straordinari dintorni che questa regione offre.
La Cappa è quella (gigantesca) voluta da Angiolo Mazzoni, e poi praticamente dimenticata negli enormi spazi laterali della Stazione Termini. Chiamata appunto Cappa Mazzoniana, ha avuto la prima resurrezione con il progetto Convoglia ad opera di Statuto, ed ora la seconda, speriamo duratura e definitiva, con Umberto Montano del Mercato Centrale di Firenze. Ieri la presentazione, l’area è ancora un cantiere, ma a settembre è prevista l’apertura. Ci sarà tanta roba, come è raro vedere insieme: Bonci e Callegari, Liberati e Glowig, Salvini e Beppe, e potremmo continuare, insomma l’imbarazzo della scelta. Aspettiamo quindi il via ufficiale e auguri ad Umberto Montano e alla sua iniziativa imprenditoriale.
Montesilvano Colle è piccolissima in confronto al lato mare, ma il piccolo borgo, a lungo abbandonato, ora sembra destinato a nuova vita. C’è già un ristorante che ci ha provato, Ninì, a fine della passeggiata che circonda il colle, e ora questo progetto ancora più ambizioso di Bruno Peca: un circolo culturale, con opere d’arte in esposizione e varie iniziative, che trova il suo fulcro nella Locanda di poche (ma confortevoli e anche divertenti per l’arredo inusuale) camere, e nel ristorante, anche questo molto piacevole, che però vedremo in un post dedicato.
E queste sono le ultimi immagini, la gara è finita, Gianni Tarabini, Umberto Vezzoli e Beppe Guida si esibiscono con delle ricette dove anche loro interpretano il bosco e le radici e intanto la giuria fa i conti. Giungiamo così al momento finale, i vari premi, gli omaggi di prodotti Roots, Toscobosco e Pastificio dei Campi a tutti i concorrenti e anche ai giurati. Ed in ultimo l’assegno di duemila euro al vincitore assoluto: Christian Mandura del Geranio di Chieri. Finisce qui il Roots Summer Contest.
Ed ecco alcune immagini della gara. Penso siano belle, ma è difficile trasmettere la grande bellezza del contesto, la serenità del tramonto, la magia delle luci, la vivacità delle scintille, il tempismo dei cooncorrenti che hanno rispettato perfettamente i tempi di preparazione e servizio (ben 18 concorrenti in meno di tre ore!). grazie veramente a tutti per l’impegno e la professionalità dimostrata. E non era facile cucinare in così poco tempo senza aiuto delle attrezzature praticamente radici ed erbe.
E tutti gli chef al mercato che abbiamo approntato per loro: radici fresche, verdure, frutta di stagione, erbe aromatiche e selvatiche, con le confezioni di Roots e di Pasta del Pastificio dei Campi. Ognuno ha la sua cassetta e “fa la spesa” che viene poi regolarmente pesata. E nel frattempo arriva la giuria, pian piano, nomi famosi ed eccellenti del meglio della ristorazione toscana e non solo. Finita la spesa secondo il sorteggio ogni cuoco entra nel backstage, troverà solo un tavolo e dell’acqua bollente, niente elettricità, solo coltelli e tagliere. Ognuno avrà un’ora e poi un’altra ora all’esterno alla postazione del barbecue per finire la ricetta e servirla alla giuria. Brindisi e si parte.
Ed ecco la cronaca della giornata di Roots. La prima parte è dedicata alle erbe e alle radici del bosco con due relatori d’eccezione, Livio Pagliari ed Elvia Giosuè che raccontano storie di erbe spontanee e cucina. Dopodichè si procede alla presentazione dei cuochi arrivati da tutta Italia ed al sorteggio effettuato usando come bussolotti gli “occhi di lupo”, il formato del Pastificio dei Campi che ci sembrava in tema con il bosco. Eccoli i concorrenti: Alessandro Cannata del Moma di Roma, Damiano Donati del Punto di Lucca, Daniele D’Alberto del BR1 di Montesilvano, Christian Mandura del Geranio di Chieri, Davide Del Duca dell’Osteria Fernanda di Roma, Federico Delmonte di Chinappi di Roma, Francesco Palombo di Tenuta Esdra di Cassino, Luca Mastromattei del Pescion di Pescara, Marcello Tiboni della Locanda Walser della Val Formazza, Marco Claroni dell’Orologio di Fiumicino, Mariano Guardianelli dell’Abocar di Rimini, Riccardo Cappelli del Pellicano di Porto Ercole, Silvia Moro del Moro di Montagnana, Francesco Brutto di Undicesimo Vineria di Treviso, Carlo Nappo della Catina di Pordenone, Stefano Sforza del Turin Palace di Torino, Shady Hasbun de Le Rotte Ghiotte di Arezzo. E a poco la gara.
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