Serata di gala per il Festival all’Hotel Royal, conn un’idea carina: premiare i migliori “detro le quinte” di un evento importante come il Festival. Con celebrità a tutti note si susseguono canzoni melodie e sfilate di mode per arrivare alla parte enogastronomica affidata ai prodotti della Calabria e interpretata dal bravo chef Luigi Ferraro del Calvados di Mosca che, nonostante le lungaggini della serata, ha brillantemente assolto il compito
Eventi Passati
Da qualche anno si celebra Maialando nel bel borgo La Torre dove si produce vino (la Fattoria) e buon cibo (al ristorante) animato dalla passione e carica di Betty e Chiara, la coppia più simpatica del mondo che ogni sei mesi si alterna tra sala e cucina. Arriviamo sul finire, in tempo per godersi il tramonto con il colle di Montecarlo sullo sfondo e quest’inverno che sa di primavera.
Bello, ampio ed innovativo il progetto che l’altro ieri è stato presentato a Milano. Nasce il FICO, nome non bellissimo, ma dietro c’è un’idea nuova se non altro per la dimensione del progetto. Una via di mezzo tra una fattoria didattica, un parco per divertimenti e Eataly coniugata su scala colossale. Sorgerà alla periferia di Bologna, e speriamo che abbia successo. Un investimento che ci sembra molto più finalizzato di quello dell’Expò.
Riunire le Soste significa riunire il meglio d’Italia e non solo visto che sono ormai parecchi i ristoranti oltre i confini. E uno di questi, il Pri Lojzetu di Tomas Kavcic, è stato il protagonista della serata con altri tre chef nuovi entrati nell’associazione: La Trota dei Fratelli Serva, Joia di Pietro Leeman e il Devero di Enrico Bartolini che ci ha regalato un coraggioso pollo.
Grande folla anche ieri e purtroppo i servizi scricchiolano: possibile che non si possano avere toilettes decenti? Per il resto è un piacere incontrarsi con tanti colleghi e ristoratori, assaggiare e approfondire tanti ingredienti. Bel ricordo la degustazione degli champagnes rosè di Ruinart e un grazie ai tanti amici che mi hanno cercato e salutato.
Dieci anni e IG scopre la primavera. Dopo anni di edizioni con la neve, Milano sembra Palermo ed infatti circolano nei padiglioni anche molti siciliani. Tutto su un piano, il Food e il Wine, e ci si sta un pò strettini, anche perchè al solito ci sono tutti. Auguri IG!
Che è, che non è? Un pò di suspense e poi l’oggetto misterioso viene presentato ieri sera al Principe di Savoia con alcune buone ricette di Giovanni Ciresa e Fernando del Cerro, un italiano e uno spagnolo per farci capire le potenzialità di questa nuova salsa-ingrediente-condimento al profumo di tartufo nero. C’è molta folla, e anche di livello visto l’onore ed il piacere di ritrovarci con Gualtiero Marchesi, sempre più in forma e come dice bene Lui: diversamente giovane!
30 anni di Vino della Pace, un vino che nasce da una vigna con uve provenienti da tutto il mondo che ormai è diventata una collezione varietale di grande importanza.Nasce un vino particolare, che vuole essere simbolo di fratellanza tra tutte le genti. Ogni anno si chiamano tre artisti per creare tre differenti etichette e si nomina un ambasciatore. Quest’anno la scelta è andata al bravo Matteo Zappile, sommelier del Pagliaccio. Ad accompagnare il brindisi i piatti di Marion e Anthony Genovese, come dire che è stata una bella serata.
Uno dei Caffè storici di Torino, il Platti, si apre alle cucine regionali d’Italia. Inizia la Campania con il giovane e bravo chef Lionetti dell’Hotel Punta Tragara e i sapori e i profumi mediterranei si diffondono in questa nobile sala ricca di memorie storiche. Un menù ampio e ben variato che viene apprezzato e ben commentato dal bel pubblico presente. Un invito a seguire il Platti in queste sue proposte, ma anche ad andare a Capri, appena sarà stagione, per vedere da vicino la cucina del giovane Lionetti.
Grande serata al Teatro del Sale per celebrare la cucina giapponese. In realtà ne è uscita fuori una serata fusion, con una serie di piatti nippotoscani cucinati a 4 mani da Fabio Picchi e gli chef arrivati da lontano. Non ci si è di certo annoiati, sia per il “colore” festoso dei tanti invitati orientali elegantissimi nei loro vestiti, sia per l’incontenibile esuberanza del padrone di casa, Fabio Picchi, vero mattatore della serata. Una serie di assaggi, che volevano divertire, interessare e attirare l’attenzione su alcuni prodotti poco noti al pubblico italiano. Crediamo che l’intento sia stato raggiunto.
