Girare per le due torri del Grosvenor House ci si sente un pò come Alice nel paese delle meraviglie, un paese variopinto e pieno di effetti speciali dove l’Italia gioca un ruolo importante. Marco Torasso sovraintende le varie cucine, al giovane Thomas Marchi, ben coadiuvato dall’estroso Davide in sala, è affidata al cucina del K45 il bel ristorante italiano con strepitosa vista sul JBR (Jumeira Beach) e The Palm. Cucina dove non mancano gli ingredienti preziosi (crostacei e tartufi), ma dove troviamo anche il parmigiano delle vacche rosse e una mano felice negli abbinamenti. In occasione del Summit è qui come ospite Pietro D’Agostino che ripropone la sua brillante linea che ben si alterna a quella dello chef resident: piatti leggeri e ben presentati.
Eventi Passati
Grosvenor House significa due torri altissime e molto belle sia fuori che dentro, piene di contenuti: il ristorante indiano più famoso della città, uno sudamericano da oltre 500 coperti, il Buddha Bar (ancora più grande) e la chicca dell’Embassy Club che a sua volta riserva altre sorprese: una discoteca, lo Champagne Bar con la zona del “crudo”, il Vodka Bar, e infine il ristorante italiano K45 al quale dedichiamo un altro post.
Non manchiamo quasi mai alla cena delle 3 forchette, un doveroso omaggio al Gambero Rosso che rappresenta sempre un punto di riferimento importante. Clara Barra e Giancarlo Perrotta sono due professionisti di lunga esperienza e il confronto con loro è sempre piacevole. E poi ogni anno almeno una sorpresa ce la danno, lo scorso anno ad esempio le 3 forchette di Roberto Petza, e quest’anno con un altro sardo, Oliver Piras, che però lavora sulle Dolomiti e che ha ricevuto il premio di miglior giovane chef. (Oliver sarà da noi in gara ad Emergente Nord a Cooking for Art Milano dal 29 novembre al 1° dicembre).
Un salto di qualità quello della Metro: non più solo grande fornitore per l’Horeca, ma sempre più a fianco nelle varie problematiche delle differenti categorie, dallo street food alla media alta ristorazione. Ed ora apre anche l’Accademia, che sarà sede di eventi, di corsi, di formazione. Partner al momento: la Castalimenti, la FIC, PlanetOne e Claudio Sadler come chef di riferimento.
Fa effetto stare a 35° e vedere la gente che scia perfettamente equipaggiata. Si può provare tutto questo all’Emirates Mall, un bellissimo e grande centro commerciale che per l’appunto ha un’ala dedicata allo sci alpino con un pezzo di pista ricostruita con qualche effetto speciale. Per gli arabi è un divertimento, molti di loro non hanno mai visto la neve e qui la possono toccare con mano. Ci ha poi invitato a pranzo Sudeshna Ghosh, direttrice di Good Food, la rivista più diffusa del Middle East, che ogni anno compila la classifica dei ristoranti. Un pranzo molto interessante e ringraziamo per il gentile invito.
Altri due locali molto diversi per stile e ambiente: il Prego al Media Rotana, più di business dove troviamo Agata e Romeo con il bravo chef Mauro Cereda; e poi ci trasferiamo al bellissimo Westin Hotel sulla spiaggia di Dubai Marina, dove ritroviamo Marco Legittimo, uno chef italiano modesto e di valore, che è in piena sintonia con un brillantissimo Lionello Cera perfettamente inserito nella brigata.
Il Frankies è ben frequentato soprattutto dagli inglesi per via della consulenza di Marco Pierre White, ma la cucina ha impronta italiana grazie a Fabio Nompleggio, modesto e appassionato che con scrupolo e voglia di fare si marina le sue carni, si prepara il suo salmone e propone una cucina semplice e gustosa incentrata sulla bona materia prima, alla quale manca un tocco di finezza per decollare. E’ qui ospite Riccardo Di Giacinto che salutiamo prima di ripartire. Nella bella pizzeria Margherita, chef resident il bravo Alfredo Albergatore, Patrizia Di Benedetto si esibisce in una serie di sfiziosità palermitane presentate con garbo. Assaggiamo le granite: squisite!
Tour di ristoranti associati al Summit, ecco Angelo Sabatelli al Marriott Marquis, 1600 camere per 14 ristoranti, non ultimo il frequentatissimo Positano. Altra musica al Capital Club, meno di dieci tavoli per un ambiente riservato ed esclusivo dove troviamo Anthony Genovese.
700 coperti di media al giorno e che coperti! Qui si consuma un chilo di tartufo bianco, sempre al giorno, e tante altre primizie italiane. Siamo di fornte ad uno dei ristoranti che riesce a coniugare quantità e qualità grazie alle indubbie capacità di Andrea Mugavero eAlessandro Miceli, i due responsabili delle cucine. Ci torniamo dopo un anno per avere la conferma, ed è sempre un piacere vedere taanta belle gente apprezzare i nostri prodotti.
Al mattino lezione di Simone Fracassi: carne alla griglia di differenti tagli e poi si va in Piazza Italia che quest’anno viene ospitata dal Polo Club, bello ma un pò distante. Una festa con tanti eventi e soprattutto le finali delle varie competizioni. La più impegnativa è quella del caffè che vede i giurati impeganti per ore nel difficile esercizio di assaggiare diecine di caffè di tutti i tipi con estrosi abbinamenti.
