Anche un hotel prestigioso come il Cipriani subisce il fascino della pizza. Il suo chef, Davide Bisetto, fresca stella michelin al ristorante Oro, scende nella Capitale per firmare pizze d’autore nella pizzeria più celebre di città: la Gatta Mangiona, che piano piano si avvicina al ventennale di onorata attività. Un Giancarlo Casa sempre in gran forma propone così una lunga serie di assaggi decisamente buoni che ha un gran finale: la pizza al radicchio e morlacco di grande intensità e nota piacevolmente acidulata.
Redazione Witaly
Ci piace il Bistrot per il suo arredo tranquillo ma contemporaneo, per il suo ottimo rapporto prezzo qualità, perchè ci si mangia bene e si beve pure bene, per la sua vicinanza con il Maaxi. E una conferma l’abbiamo avuta anche ieri sera nella bella cena organizzata a 4 mani. Forse in giro ce n’è un abuso di queste iniziative, ma servono anche ad esprimere solidarietà e vicinanza stilistica a locali magari distanti come in questo caso: il Bistrot 64 e 28 posti a Milano. Scambio di chef, ma anche speriamo di clientele visto che non sono pochi i romani che visitano Milano e i milanesi che arrivano nella Capitale. Noi abbiamo premiato Marco con il Touring, per l’interessante formula che il suo locale di porta Genova propone ad un prezzo altrettanto interessante del Bistrot romano.
Non poteva presentarsi in modo migliore Andrea Napolitano, non tanto dal punto di vista gastronomico, (è appena arrivato in questo bel Palazzo Marziale e diamogli quindi il tempo per ambientarsi e proporci la sua linea di cucina), quanto per il suo spirito etico. Ha organizzato, in pieno accordo con la proprietà (Paola Savarese) e con l’amico Fabrizio Tesse (ristorante stellato di Orta), una cena a favore dell’Unicef con un menù di basso scarto e basso costo, e con ricavato a favore appunto dell’Unicef e inoltre una vendita di “pigotte”: ogni pigotta permette l’acquisto di un kit di lunga sopravvivenza proteica per i bambini che soffrono la fame nel mondo.Nei suoi piani è anche non solo “donare”, ma anche “formare”, cioè andar giù in Africa a far lezioni di cucina alle giovani donne.
Da qualche anno Palazzo Marziale accoglie pochi e selezionati clienti. E’ una grande e nobile casa privata, ancora abitata, che mette a disposizione degli ospiti 6 belle camere. Tra trine e porcellane, alzatine e argenti l’ospite viene coccolato dalla famiglia ospitante e soprattutto da Paola Savarese che ne è l’anima, anche operativa. Ampi sono gli spazi per la ristorazione che è quindi in grado di prestarsi per eventi e cerimonie, e che ha una piccola bomboniera, il Marzialino, aperta direttamente sulla strada. C’è anche la possibilità di un ristorante convenzionale, Terrazza Marziale, e ora c’è anche un nuovo chef, Andrea Napolitano, giovane, capace, a noi ben noto per il suo passato ad Emergente.
Emozioni in serie, rigore nei piatti ma anche nei tempi di esecuzione e nella regia. E non era facile: non c’era cibo da assaggiare, non c’era vino da bere, non c’erano showcooking di chef famosi. Eppure l’atmosfera si è creata subito e la tensione ha cavalcato l’evento fino alla sua chiusura. Un fantastico evento che vogliamo chiudere con l’immagine dei ragazzi del servizio lassù in alto affacciati al loggione. Evviva Alba!
e ringraziamo per alcune belle foto Claudio Allais
Bello è rivedere i piatti e la gioia del vincitore. Ricordiamo che ogni concorrente doveva fare una ricetta di pesce (storione e caviale tema imposto) e di carne (tema imposto, il cervo). Quella di pesce già impiattata e quella di carne assemblata in 7 porzioni da sporzionare successivamente prima dell’assaggio.
Nella bella sala Garden dell’Albergo dell’Agenzia a Pollenzo si è poi svolta la cena di gala della Selezione Italiana del Bocuse d’Or: benvenuto con varie sfiziosità firmate da Enrico Crippa e accompagnate dalle bollicine di Altalanga, l’antipasto (ottimo) di Orjan Johannessen con l’arneis del Consorzio del Roero, il risotto al Castelmagno con salsa al barbaresco del Consorzio firmato Piazza Duomo (ringraziamo anche Acquerello e Guffanti), la coscia d’oca glassata con spezie e zucca con il barolo del Consorzio firmata da Piazza Duomo (ringraziamo Metro per la carne), il cioccolato salato con cremoso di noccioli con il Moscato d’Asti in magnum del Consorzio firmato Perbellini con la piccola pasticceria accompagnata da caffè Lavazza e distillati Berta. Bella cena ad alto livello, sia per quanto servito, sia per il perfetto servizio, sia per la qualità degli ospiti presenti.
Mi sono emozionato a salire sul palco con il teatro completamente pieno, con i ragazzi dell’Istituto che compatti applaudivano affacciati dal loggione in alto, con le luci di fronte. Molti avevano vissuto i due giorni di gara, tutti avvertivano la tensione del momento. Ed alla fine è stato bello vedere la gioia del vincitore, ma anche la soddisfazione di tutti i concorrenti di aver partecipato ad un evento difficile, che comunque lascia qualcosa nella loro vita professionale. Ed io ringrazio le tante persone che hanno permesso che questo avvenisse e ringrazio Alba per il riscontro e per la straordianria sede che ci ha offerto. E infine grazie a Stefania Spadoni di Langhe Roero per le belle foto che ho utiizzato in copertina.
Secondo turno, altri giurati e sempre di altissimo profilo come Glowig, Genovese, Marcattilii, Piccini, Spigaroli, Valazza, Derflingher, Bartolini, Scarello, Ciresa, oltre ai soliti Crippa, Perbellini e Johannessen seduti al centro del palco. Un vero suoni e luci accampagna l’esibizione degli chef e soprattutto l’assaggio dei piatti da parte delle giurie. In gara nel secondo turno Riccardo Bassetti, Debora Fantini, Lorenzo Alessio, Leonardo Marongiu.
